Andrea Lunardi – Habitat

Prato - 02/03/2019 : 28/03/2019

Installazione Habitat progettata e realizzata da Andrea Lunardi per Tessuti Urbani.

Informazioni

Comunicato stampa


Si terrà il prossimo 2 marzo 2019, a partire dalle ore 17,00, l’inaugurazione dell’installazione Habitat progettata e realizzata da Andrea Lunardi per Tessuti Urbani. Ospitata presso i giardini di via Curtatone a Prato, l’installazione site-specific sarà alloggiata all’interno della galleria temporanea installata in loco.
La mostra rientra nel progetto Tessuti Urbani, promosso da Alp - Libertà è Partecipazione e realizzato grazie al contributo del Comune di Prato. L’opera sarà visitabile fino al 28 marzo prossimo



Tessuti urbani nasce al fine di riavvicinare la popolazione di Prato a luoghi chiave della propria città e migliorare la vivibilità del territorio. Grazie al supporto di Creazioni Urbane, tra novembre e dicembre 2018 il progetto prende avvio con le prime due personali allestite all’interno del piccolo spazio espositivo di Via Curtatone. Forte del successo ottenuto, Tessuti Urbani prosegue adesso la sua programmazione con una nuova serie di eventi: all’interno del project space, nei prossimi mesi si alterneranno i lavori di cinque artisti pratesi e non, tutti impegnati a riflettere su Prato, la sua storia, la sua popolazione e il suo futuro. Fine ultimo del progetto è quello di mettere in relazione attori diversi, così da creare nuovi legami affettivi, creativi e culturali.

Per Tessuti Urbani, Andrea Lunardi ha creato Habitat. A metà tra un’installazione immersiva e un’opera bidimensionale, Habitat porta lo spettatore al centro dell’opera stessa, nonostante questa si trovi apparentemente chiusa e protetta all’interno di un cubo.
L’operazione di Lunardi si sviluppa in due direzioni diverse eppure strettamente correlate: da una parte l’opera pittorica, una tela monocroma di grandi dimensioni, dall’altra la parete che la ospita e che si fonde con essa creando un vero e proprio dialogo tra soggetto e sfondo.
Tela e sfondo sono in stretta correlazione tra di loro: l’artista lascia che il motivo pittorico travalichi i limiti fisici della tela, allargandosi ed invadendo tutto lo spazio circostante. Libero dai limiti imposti dalla superficie pittorica in quanto unico spazio fisico per la rappresentazione, il motivo naturale che caratterizza l’opera si fonde con il contesto circostante, passando dal dipinto, alla parete, al giardino stesso che ospita l’installazione.
Quello che Lunardi intende quindi instaurare è un rapporto bidirezionale tra la natura e la rappresentazione: l’opera nasce in un contesto bidimensionale, quasi una riflessione sullo stesso medium pittorico, e da lì si allarga fino a diventare un vero e proprio habitat naturale, all’interno del quale lo spettatore gioca un ruolo attivo nella fruizione dell’opera.


Andrea Lunardi (1981. Vive e lavora a Pistoia)
Dopo aver frequentato l’Accademia di Belle Arti di Firenze viene selezionato per partecipare a workshop e progetti con artisti internazionali tra cui: Dragana Parlac, Hidetoshi Nagasawa Eikoh Hosoe, Tessa M. den Uyl, Mario Rizzi, Botto & Bruno e John Duncan.
Ha partecipato al progetto Open studios, 2011 visite agli studi degli artisti, a cura del Centro di Cultura Contemporanea Strozzina e al progetto The Wall, a cura di Pietro Gaglianò, presentato a Assab One, Milano, Reload ex officine automobilistiche, Roma, Nosadella.due, Bologna, Archiviazioni project space, Lecce.
Fra le ultime mostre a cui ha partecipato si segnalano: Piani sulla cometa (2017), a cura di Stefania Margiacchi, Spazio Siena, Siena; Spettri del visibile (2017), a cura di Elena Magini, Studio MDT, Prato; Bianco e nero (2017), a cura di Anna Brancolini, Studio Gennai Arte Contemporanea, Pisa; Romanzo Pistoia: nuovi inizi (2016), a cura di Giacomo Bazzani, Palazzo Fabroni Arte Contemporanea, Pistoia; The Curated Space (2016), a cura di Arturo Galansino, Mall Galleries, Londra; TU35_Geografie dell’Arte emergente in Toscana (2015), a cura di Giacomo Bazzani e Alessia Lumini, Officina Giovani Prato; Lo sfondo (2014), a cura di Viola Invernizzi e Alessio Moitre, Galleria Moitre Torino; Ieri, oggi, domani (2012), a cura di Elena Saccardi e Angelo Massimo Veneziani, Open lab artisti oggi (progetto off di Fotografia Europea), Reggio Emilia; Tra visioni oniriche e ricordi sospesi (2011), a cura di Niccolò Bonechi, Rocca di Cento (Fe); Ho fatto un sogno ma non ricordo granché̀ (2010), a cura di Niccolò Bonechi, Galleria Open Lab, Genova.