Andrea Fiorino / Gianmaria Giannetti

Torino - 12/05/2016 : 18/06/2016

La galleria Opere Scelte inaugura una doppia personale: Andrea Fiorino – The Family e Gianmaria Giannetti – Il mondo mondeggia alle cose che non esistono.

Informazioni

  • Luogo: OPERE SCELTE
  • Indirizzo: via Matteo Pescatore 11D, 10124 - Torino - Piemonte
  • Quando: dal 12/05/2016 - al 18/06/2016
  • Vernissage: 12/05/2016 ore 18
  • Autori: Gianmaria Giannetti, Andrea Fiorino
  • Generi: arte contemporanea, doppia personale
  • Orari: da martedì a sabato 15.30-20

Comunicato stampa

Giovedì 12 maggio alle ore 18.00 in via Matteo Pescatore 11/D, la galleria Opere Scelte inaugura una doppia personale: Andrea Fiorino – The Family e Gianmaria Giannetti – Il mondo mondeggia alle cose che non esistono.


La ricerca di Andrea Fiorino (Augusta, SR, 1990) si sviluppa sul tema delle relazioni e dei luoghi misteriosi: i personaggi rappresentano in qualche modo l’artista stesso che è contemporaneamente figlio, compagno, fratello e amico. I paesaggi sono eden primordiali

La realtà subisce una trasposizione ideale dove tutte le forme riconosciute e classificate scompaiono a favore della libertà selvaggia che possa ricongiungerci con la natura.
Nel ricordo di un’infanzia passata, Fiorino, come un bambino, dipinge e immagina questi luoghi affascinanti ed enigmatici, pervasi da una natura cromaticamente invadente, dove i personaggi cercano lo sguardo dello spettatore. I loro occhi però non parlano e caricano ulteriormente l’immagine di mistero.
La mostra The Family affronta una questione sociale molto intensa che è quella della famiglia. Le trasformazioni anomale sono il fulcro del lavoro di Fiorino e, in questo caso, riflettono sui diversi modi di aggregarsi, di vivere i rapporti e di rielaborare l’appartenenza biologica.
La “famiglia legale”, costituita con un atto civile, ormai non si presenta più come unico modello sociale, ma il legame di sangue genera comunque una serie di riflessioni e sentimenti ancestrali profondi. Fondata sul desiderio e sull’amore o sulla base di razionali decisioni, la famiglia rappresenta uno spazio misterioso in cui si articolano differenze tra sessi e generazioni. La pluralità di forma caratterizza e definisce la famiglia un’entità naturale che ha subìto nel tempo mutamenti di carattere collettivo e culturale, rimanendo pur sempre l’elemento base non solo della nostra struttura sociale, ma ancor più del nostro essere.
Indelebili legami vengono rievocati da figure apotropaiche, che nella loro anomalia racchiudono paure e desideri. L’indagine ironica e allo stesso tempo tagliente dell’artista lo porta all’elaborazione di opere inedite che spesso necessitano di uscire dalla bidimensionalità. In mostra presentiamo opere inedite di sculture, dipinti e ornamenti.


“L'unica cosa che posso dire su questa mostra è che penso ancora all'immortale cromoluminarismo di Seurat che morì a soli 32 anni di encefalite acuta e penso al suo divisionismo o impressionismo scientifico una domenica pomeriggio all'isola della Grande-Jatte, isolotto della Senna; anche se io piuttosto che divisionare ho cercato di moltiplicare le sue fantasmatiche visioni nei miei invisibili mondeggiamenti”, così parla della mostra l’artista Gianmaria Giannetti (Milano, 1974).
L’opera di Giannetti è pervasa da uno spirito ironico, non convenzionale, che indaga la società contemporanea odierna con uno spirito irriverente e scanzonato. Con l’utilizzo di diverse tecniche l’artista manifesta una sua necessità espressiva, affine sotto diversi aspetti alla street art, in maniera curiosa e dinamica, con l’intento di destabilizzare i convenzionali schemi.
Il suo lavoro conduce lo spettatore oltre la realtà: le figure che animano le tele, nelle loro forme bizzarre, portano ad abbandonare preconcetti interpretativi e a spaziare con l’immaginazione senza confini.
Nell’esposizione Il mondo mondeggia alle cose che non esistono l’artista propone tributi ironici a noti pittori, in particolare George Seurat, sovrapponendo e sostituendo i suoi personaggi a quelli originali, quasi come se volesse invadere l’opera altrui, alla ricerca di nuove possibili storie. Nel Bozzetto Grande Jatte (Seurat + G) Gianmaria instaura un dialogo profondo con l’opera di Seurat, che dopo essere stata studiata nel dettaglio viene rielaborata attraverso una lente contemporanea.
Come scrive Carmelo Cipriani "Abolizione di regole prospettiche, segni volutamente acerbi e taglienti, immagini fumettistiche, puerili nella resa, ma concettualmente inquietanti, sono gli ingredienti di una figurazione di sicuro impatto, di fronte alla quale si resta attoniti e inermi; un universo parallelo in cui rifugiarsi riacquisendo la dimensione infantile, senza perdere, però, coscienza e consapevolezza dell’età adulta". Alle figure si affiancano parole, abbozzate, cancellate, che esprimono un concetto e lo negano al tempo stesso. La semplicità dei soggetti nasconde interrogativi complessi che riportano alla filosofia, materia cara all’artista.