Andrea Buzzichelli – Imaginary World

Siena - 02/04/2014 : 09/04/2014

L'utilizzo della fotografia da parte di Buzzichelli è il tentativo di andare oltre, o quantomeno quello di coinvolgere lo spettatore “illuso” di assistere all'unica realtà, in un gioco al confronto con verità non necessariamente più profonde ma sicuramente “altre”.

Informazioni

  • Luogo: MEETLIFE CAFE'
  • Indirizzo: via di Pantaneto 90, 53100 - Siena - Toscana
  • Quando: dal 02/04/2014 - al 09/04/2014
  • Vernissage: 02/04/2014 ore 19
  • Autori: Andrea Buzzichelli
  • Curatori: Stefania Margiacchi
  • Generi: fotografia, personale
  • Orari: lun|dom – 7:30|22:00

Comunicato stampa

Mercoledì 2 aprile, a partire dalle ore 19.00, Meetlife Cafè è lieto di presentare IMAGINARY WORLD, la personale di fotografia di Andrea Buzzichelli.
Gli scatti, fatti in analogico, rappresentano piccoli animaletti collacati in veri paesaggi, che potessero risultare idonei ad ingannare l'osservatore: l'occhio umano non può cogliere la realtà oggettiva, non vede le cose come sono, ma è sottoposto all'arbitrio dell'essere pensante e al suo stato emotivo. Per questa ragione ogni visione del mondo è parziale e in qualche modo distorta


L'utilizzo della fotografia da parte di Buzzichelli è il tentativo di andare oltre, o quantomeno quello di coinvolgere lo spettatore “illuso” di assistere all'unica realtà, in un gioco al confronto con verità non necessariamente più profonde ma sicuramente “altre”. C'è sempre qualcosa che sfugge allo sguardo, una certezza che viene meno se la nostra osservazione si prolunga, quasi un intero mondo parallelo che si manifesta e stupisce. A noi la scelta di considerarlo immaginario o al contrario (o proprio in virtù di questo) estremamente reale.

Andrea Buzzichelli inizia a fotografare fin dai primi anni novanta.
Dice del suo lavoro: “Ho sempre usato la fotografia alla stregua di un potente antidepressivo senza mai cercare di raccontare niente di particolare quanto invece di utilizzare la fotografia come omaggio alla bellezza in generale, la bellezza di cui parla Kahlil Gibram, quella si che vorrei riuscire a rappresentare”.