Andrea Acerbi – Il mio mondo

Bibbiano - 10/01/2015 : 01/02/2015

Mostra retrospettiva del pittore reggiano Andrea Acerbi alla presenza del curatore Silvio Panini.

Informazioni

  • Luogo: GALLERIA COMUNALE L'OTTAGONO
  • Indirizzo: Piazza Damiano Chiesa, 2 Bibbiano - Bibbiano - Emilia-Romagna
  • Quando: dal 10/01/2015 - al 01/02/2015
  • Vernissage: 10/01/2015 ore 17
  • Autori: Andrea Acerbi
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: ogni sabato e domenica dalle 10,00 alle 12,30 e dalle 16 alle 18,30
  • Biglietti: ingresso libero

Comunicato stampa

ANDREA ACERBI - nato a Reggio Emilia nel 1937, spentosi a Montecchio nel 2013 - è stato un artista eclettico: dipingeva, incideva, scolpiva, scriveva e illustrava libri.
Dotato per la satira e la caricatura, certi suoi fogli sembrano arrivarci direttamente dalla Belle Epoque, magari eseguiti al tavolo di un bistrot in compagnia di Toulouse Lautrec e di André Forain; l’acume nell'osservare e nel penetrare i caratteri, lo portano a popolare un suo mondo di personaggi fantastici. Notevole l'impegno nel dipingere animali e insetti

Nel paesaggio non è legato ad uno stile codificato, ma di volta in volta adatta la tecnica alla poetica creativa.

Dice di lui il critico ed amico Nicola Manfredi: “Fosse vissuto all'epoca dei cavalieri e dei trovatori, lo avrebbero chiamato Andrea il Grosso, non per irriderlo nella sua fisicità, quanto per marcarne il contrasto con i sentimenti che gli accendono il desiderio di dedicarsi all'arte.
Acerbi possiede una vena caricaturale, grottesca, che si manifesta appieno nelle scene con figure. Forse ricordi di gioventù resi ridicoli dal tempo, ricordi di balere o di case chiuse. Forme naif, ma nemmeno tanto, vicine più, nelle stampe, a un tono popolare, da fogli d'Epinal. Certo che ora, per strada o al ristorante, mi capita di vedere degli "acerbi": qualche vecchio gagà col cappello tinto o una carampana che affida a un collarino l'idea di giovinezza.
Acerbi infine scrive.
Ma la cosa migliore che Andrea il Grosso sa fare, a differenza di tanti, è non prendersi troppo sul serio, perché l'arte non è il mestiere del dilettante, ma il suo divertimento.”