Anche noi (Racconti dell’Arte)

Perugia - 14/01/2012 : 31/01/2012

La rocca ospita i pittogrammi allusivi e mistici di Pino Bonanno accanto alla terra plasmata e alla pietra modellata di Pippo Cosenza.

Informazioni

Comunicato stampa

Sabato 14 Gennaio 2012 s’inaugura, alle ore 18, presso la Rocca Paolina (Sala del Caminetto) di (Perugia), la mostra “Anche noi ( Racconti dell'Arte)”, degli artisti Pino Bonanno e Pippo Cosenza. La lettura del libro di Gustav Meyrink , “Il Golem”, un testo che parla di scienze sacre e simbologia esoterica, ci può essere di grande aiuto per poter svelare meglio il lavoro di Pino Bonanno

Rimane estremamente difficile navigare a vista, può andare bene fino che il cielo è nitido, ma quando cominciano ad apparire le prime nebbie, si iniziano a intravedere sagome, simboli, pittogrammi che ermeticamente stimolano la fantasia, ma solo con la bussola della conoscenza si possono dissipare e svelare i segreti. Nella pittura di questo periodo di Pino i pittogrammi diventano sempre più allusivi e mistici, la materia colore accompagna nel percorso visivo il simbolo come un torrente nel proprio argine, con un rigore matematico. Fantasia, tecnica, regole e calcolo invece sono essenziali per Pippo Cosenza il quale, dall’alto delle sue conoscenze matematiche, utilizza il suo estro e la sua conoscenza per plasmare la terra, modellare la pietra e cambiare il valore d’uso a oggetti facendoli rivivere di una nuova vita.

Cosenza ci svela quelle immagini che noi stessi vediamo senza scoprirne la loro seconda faccia, lui ci inizia a una educazione visiva che ci permette d’immaginare quello che desideriamo vedere, niente altro che l’oggetto con la sua anima nascosta. In piena epoca di globalizzazione si sta diffondendo una pericolosa cultura che vede, prima di ogni altra cosa, la ricerca spasmodica di una riduzione, di una semplificazione dei tempi di realizzo per un’opera, al contrario i lavori di Pino e Pippo sono stratificazioni di tempo, conoscenza, e un’attenzione maniacale nei confronti dei materiali usati che diventano strumento loro stessi determinanti, consegnando valore aggiunto all’opera. Nei lavori di questi due portatori sani d’arte irrompe, facendosi palesemente notare, quella cultura che al contrario in sua assenza produce pericolosi danni.