Ana Gonzalez Sola – Ronda de colores

Firenze - 04/11/2011 : 26/11/2011

Le opere in mostra fanno parte di due serie di lavori sui temi delle Citta' e dei Vestiti, nel contesto delle colorate feste spagnole. Un percorso espositivo che presenta 30 tele a tecnica mista su tela o legno, con la curatela di Beatrice Cifuentes Sarmiento.

Informazioni

Comunicato stampa

Nata a Madrid nel 1977, Ana González Sola vive e lavora a Parigi. Dopo aver svolto i propri studi presso l'École Nationale Supérieure des Beaux-Arts diParigi, si è laureata nel 2001. Nel 2003 è stata ammessa alla Casa de Velázquez a Madrid per un soggiorno di due anni, durante i quali ha potuto studiare e approfondire la propria ricerca artistica. Ha vinto per due volte il Prix Alphonse Cellier (2001; 2005). Di ritorno a Parigi nel settembre 2005, ha continuato a dipingere, traendo ispirazione dai suoi frequenti viaggi

É dai ricordi dei paesi visitati (fra cui Cina, Egitto, Italia, Grecia, Giappone e Siria) che nascono alcune delle sue tele più interessanti. Nel 2009 la Fondation Colas di Parigi ha acquistato alcune sue opere. I suoi lavori sono stati esposti all’Atelier Saint Charles Leblanc (2000; 2009), alla Galerie de Sèvres (2001) di Parigi e all’Istituto Francese di Valencia (2005). L’esposizione alla Galleria del Palazzo è la prima personale dell’artista in Italia.

Il percorso espositivo presenta 30 tele a tecnica mista su tela o legno, che rivelano una toccante sensibilità per il colore unita ad un uso sapiente e mai scontato per la composizione, aperta al dialogo con le tele del maestro Cremonini. Le opere esposte fanno parte di due serie di lavori dai temi particolarmente cari all’artista, fra cui le Città, dai riflessi colorati delle luci artificiali, e i Vestiti, dalle articolate geometrie mescolate alla morbida armonia dei contrasti. Le atmosfere ridenti e colorate delle feste spagnole, il ritmo moresco che accompagna le ballerine di flamenco emergono dal retaggio culturale di Ana

Dice di lei Cremonini è[…] Una giovane artista come Ana González Sola parla ancora con il linguaggio della tavolozza. Una roulette dove le possibilità della materia si incrociano con la complessità del desiderio, nella speranza di riuscire a dare forma ai propri interrogativi. Così i vestiti appesi, sospesi fra la fine di una festa e la sua attesa, rivelano la profondità dei volants, le geometrie interrotte dagli abiti accanto, in una pittura in cui la pulsazione vivente della materia ce ne fa dimenticare la decorazione[…]. Una pittura che, come scrive Pierre Bertier, Direttore dell’Istituto Francese di Valencia, “apre le porte di un mondo ordinato, organizzato, rigoglioso e accogliente, che vuole attrarre, che ha bisogno di sedurre, ma che insidiosamente si nega ad un approccio immediato.”