All Great and Precious Things

Roma - 18/06/2021 : 06/08/2021

L’intimità è il filo conduttore che unisce le opere di All Great and Precious Things.

Informazioni

  • Luogo: T293
  • Indirizzo: via Ripense 6 - Roma - Lazio
  • Quando: dal 18/06/2021 - al 06/08/2021
  • Vernissage: 18/06/2021
  • Generi: arte contemporanea, collettiva

Comunicato stampa

All Great and Precious Things
Julia Gutman, Henrik Olai Kaarstein, Ndayé Kouagou, Alexis Ralaivao
18 giugno - 6 agosto
Performance di Ndayé Kouagou: 1 luglio 2021

T293 è lieta di presentare All Great and Precious Things, mostra collettiva che riunisce nuove opere di Julia Gutman, Henrik Olai Kaarstein, Ndayé Kouagou e Alexis Ralaivao.

L’intimità è il filo conduttore che unisce le opere di All Great and Precious Things. Gli artisti in mostra mettono in discussione il nostro attuale modo di esistere in relazione agli altri

Investigando la fluidità delle nostre interazioni in una realtà in cui gli affetti sono facilmente intrecciati con oggetti fisici, vengono elevati ad un nuovo piano di affezione gioielli, indumenti e persino utensili domestici. Aspetti di sensualità raffigurati nelle opere si esprimono anche tra corpi animati e inanimati, dando così origine ad una costante alterazione dei loro significati nella nostra percezione. Il dialogo tra le opere è concepito come un’indagine sull’umanizzazione degli oggetti, ed illustra il particolare legame che il nostro tempo ha stabilito fra noi e le presenze materiche della nostra quotidianità.

Julia Gutman (1993, Australia) crea opere a parete composte da abiti indossati e regalati dai suoi amici, costruendo narrazioni diverse in una vivace combinazione di frammenti tessili. Traendo ispirazione dalle sue esperienze di vita e da dipinti iconici di diversi periodi, il lavoro di Gutman fonde storie personali e collettive per esplorare temi come la femminilità, l’intimità e la memoria. Attraverso un approccio delicato e allo stesso tempo aggressivo nell’atto del cucire, l’artista tesse potenti storie di riparazione, sia del materiale stesso che dei suoi sentimenti personali.

Dopo essere stato costretto a trascorrere lunghi periodi all’interno del suo studio che è anche la sua casa, Henrik Olai Kaarstein (1989, Norvegia) ha abbracciato l’ambiente domestico e, di conseguenza, ha sviluppato uno sguardo attento verso gli oggetti con i quali era costantemente a contatto. Utensili ordinari come tovaglioli di carta da cucina, un ventilatore o persino una pentola per cucinare, vengono rivestiti di un nuovo significato attraverso il lavoro di Kaarstein e diventano oggetti degni di un’attraente rappresentazione. I campi di colore che coinvolgono gli oggetti vengono adornati da inserti floreali connessi a nastri realizzati a pastello che sembrano avvolgersi attorno alla tela incorniciando gli oggetti. I dipinti, quindi, diventano possibili regali dell’artista a se stesso, allo spettatore o agli oggetti stessi e si trasformano in manifestazioni di affetto dalla parte di Kaarstein verso il mondo che lo circonda.

Ndayé Kouagou (1992, Francia) racchiude le difficili questioni dell’esistenza sia nelle sue sculture che attraverso le sue performance. Le sculture di Kouagou, fatte di vestiti lavorati in resina, riportano dichiarazioni imperative, usate come provocazioni per solleticare lo spirito del pubblico. Per la mostra, l’artista eseguirà la sua nuova performance “I’ll only swallow my own fluid”, in cui metterà in discussione la nostra connessione con il mondo e le persone che ci circondano, e rivolgerà al pubblico domande taglienti per giocare con le emozioni altrui e oltrepassare i confini sociali.

I delicati dipinti di Alexis Ralaivao (1991, Francia) riflettono il desiderio dell’artista di creare un diario visivo che catturi momenti intimi. Le opere sono istantanee di vita quotidiana, in cui Ralaivao converge la sua attenzione su particolari caratteristiche anatomiche o materiali dei suoi cari, come pezzi di gioielleria, acconciature o vestiti. Le composizioni trovano nella rappresentazione un equilibrio tra la pelle nuda e i dettagli preziosi che la adornano, sottolineando la qualità intima e sensuale dei dipinti di Ralaivao.



All Great and Precious Things
Julia Gutman, Henrik Olai Kaarstein, Ndayé Kouagou, Alexis Ralaivao
18 June - 6 August
Performance by Ndayé Kouagou: July 1st.

T293 is pleased to present All Great and Precious Things, a group show that brings together new artworks by Julia Gutman, Henrik Olai Kaarstein, Ndayé Kouagou, and Alexis Ralaivao.

Intimacy is the fil rouge that connects the artworks of All Great and Precious Things. The artists discuss our current mode of existing in relation to others. By investigating the fluidity of our interactions in a reality in which affections are easily intertwined with physical objects, jewellery, garments and household utensils are elevated to a new position of devotion. The sensual qualities depicted in the works are also expressed between animate and inanimate bodies, thus originating a constant alteration of their meanings in our perception. The dialogue between the artworks is conceived as an investigation into the humanization of objects, and illustrates the particular bond our time has established between us and the material presences of our quotidianity.

Julia Gutman (b.1993, Australia) creates textile pieces, made of clothes worn and gifted by her friends, that layer together multiple narratives in a lively reimagining of the patchwork. Drawing inspiration from her own life experiences and from iconic paintings from different periods of time, Gutman’s work merges personal and collective histories to explore themes such as femininity, intimacy and memory. Through a delicate and yet aggressive approach to the act of sewing, the artist handcrafts powerful stories of reparation, both of the material itself and of her personal feelings.

After being obliged to spend a large amount of time inside his studio, which is also his home, Henrik Olai Kaarstein (b. 1989, Norway) embraced the household environment and as consequence, developed an attentive gaze to the objects he was constantly around with. Ordinary utensils, such as paper towels, a fan heater or even a cooking pot are resignified through Kaarstein’s works and become objects worthy of an appealing presentation. The color fields involving the objects are adorned by flowery inserts attached to pastel-made ribbons, seemingly wrapping itself around the canvas and framing the depicted objects. The paintings, then, become imaginable gifts, from the artist to himself, or to the viewer, or even to the objects themselves, turning into Kaarstein’s manifestation of affection towards the world around him.

Ndayé Kouagou (b.1992, France) encapsulates difficult questions of existence both through his mixed media sculptures and his performances. The sculptures, made of resin-treated clothes, unveil provoking statements strategically used to tickle the audience. For the exhibition, the artist will perform his latest act “I’ll only swallow my own fluid”, in which he discusses our contemporary connection with the world and people around us, while asking thought-provoking questions to the public, playing with their emotions and trespassing established social boundaries.

The delicate paintings of Alexis Ralaivao (b. 1991, France) reflect the artist’s desire to create a visual diary that captures intimate moments. The works are snapshots of everyday life, in which Ralaivao converges his attention on particular features of his loved ones, such as pieces of jewellery, hairstyles or clothing. The closed-up compositions find a balance in the representation between bare skin and precious details that adorn it, emphasizing the intimate, sensual quality of Ralaivao’s paintin