Alfredo Serri – L’Universo si ricompone nel silenzio

Firenze - 25/10/2014 : 18/01/2015

Colto e sensibile, ma poco portato alle pubbliche relazioni, Alfredo Serri (Firenze 1898-1972) ha finalmente la sua giusta valorizzazione nella prima mostra a lui dedicata “L’universo si ricompone nel silenzio. Alfredo Serri” che è allestita, a cura di Stefano De Rosa.

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Comunicato stampa

L’UNIVERSO SI RICOMPONE NEL SILENZIO
Alfredo Serri (Firenze, 1898-1972)

Colto e sensibile, ma poco portato alle pubbliche relazioni, Alfredo Serri (Firenze 1898-1972) ha finalmente la sua giusta valorizzazione nella prima mostra a lui dedicata “L’universo si ricompone nel silenzio. Alfredo Serri” che è allestita, a cura di Stefano De Rosa, dal 25 ottobre al 18 gennaio allo Spazio Mostre dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze che ha promosso la rassegna in collaborazione con la Galleria Open Art Prato

Per la prima volta, infatti, viene presentato un corpus di 80 dipinti del maestro, per la maggior parte provenienti da un’unica collezione privata, che consentono di apprezzare il primo allievo di Annigoni (anche se più anziano di 11 anni), che si avvicinò alla pittura dopo avere abbandonato la musica. Era infatti violinista dell’orchestra del Teatro della Pergola. Fu la conoscenza del maestro a trasformare la ‘vocazione’ di Serri in una dedizione completa alla pittura diventando un disegnatore dotato di un'enorme precisione nel cogliere i dettagli degli oggetti e dei modelli umani. Il suo uso del chiaro-scuro divenne perfetto, il suo segno seppe farsi affilato, tagliente, costruttivo e dinamico. Con queste qualità, Serri prese parte attiva alla corrente denominata ‘I Pittori Moderni della Realtà’, che si presentò al giudizio del pubblico e della critica con una serie di mostre fra il 1947 ed il 1949 e con una rivista, ‘Arte’, edita a Firenze nel 1949. Il gruppo, attivo principalmente sull'asse Firenze/Milano, era composto da Annigoni, Gregorio Sciltian, Antonio e Xavier Bueno, Serri, Giovanni Acci e Carlo Guarienti. Dopo la conclusione dell'avventura del gruppo, Serri continuò nel silenzio e nella discrezione il suo viaggio nell'arte. Si appoggiò ad un paio di gallerie, che commerciavano i suoi quadri, vendendoli spesso a collezionisti stranieri, per lo più americani, e fece poche mostre. Divenne un maestro assoluto nella pittura degli ‘inganni’, ovvero nei quadri talmente prossimi alla realtà da sembrare veri, riuscendo ad esprimere una pittura colta, ricca di citazioni e di richiami che spaziano dall'arte italiana a quella fiamminga, dall'età rinascimentale al '900. La mostra è dunque la scoperta di un maestro dell'intimismo, un campione della pittura come suadenza, come affascinato viaggio nei meandri della poesia e della bellezza, che ha lavorato principalmente per un pubblico di estimatori e per il mercato statunitense pur trascorrendo tutta la sua vita a Firenze dove aveva il suo studio in via Guelfa. Anche il catalogo, edito da Polistampa, contribuisce a colmare un vuoto, per quanto concerne la conoscenza di questo pittore, la cui opera è un esempio di rara civiltà artistica.