Alfonso Borghi – Sonorità materiche

Perugia - 08/11/2014 : 02/12/2014

Alfonso Borghi, artista emiliano, in quarant'anni ininterrotti di attività è approdato ad una sintesi pittorica di indiscutibile fascino, passando dal figurativo morandiano degli esordi e dal neo surrealismo con accenti futuristi degli anni Ottanta all’attuale neo informale materico.

Informazioni

Comunicato stampa

Alfonso Borghi, artista emiliano, in quarant'anni ininterrotti di attività è approdato ad una sintesi pittorica di indiscutibile fascino, passando dal figurativo morandiano degli esordi e dal neo surrealismo con accenti futuristi degli anni Ottanta all’attuale neo informale materico.
E’ arrivato in effetti a una sintesi in cui un uso abilissimo della materia si associa ad un senso del colore di estrema sensibilità. La sua pittura ha conquistando la critica più attenta e un raffinato collezionismo a livello mondiale


La mostra, promossa dal Rotary club Perugia e dalla Provincia di Perugia, ha avuto il patrocinio della Provincia di Perugia e del Comune di Perugia curata da Massimo Duranti, prevede l’esposizione di novanta opere fra dipinti, disegni, ceramiche e sculture che abbracciano un ampio arco cronologico.
Il titolo sonorità materiche, allude ad un capitolo pittorico giocato sul filo del rapporto fra la dinamica del colore e quella della musica. Due gli elementi in evidenza: da un lato il colore che diviene materia, dall’altro la musicalità come fonte d’ispirazione. Parlare di materia in Borghi, infatti, non significa alludere ad elementi eterogenei. Sulla tela è sempre l’impasto cromatico a dettare la regola dell’opera: materiale pesante, corposo, che trova nel senso stesso di questa preponderanza la forza espressiva. Poi arriva la musica. Il melodramma e Verdi, la grande tradizione italiana, e allora l’intensità della pittura è il mezzo per esprimere la forza di un sentimento. Amore e morte. Così Aida o Il trovatore, opere grandiose riflesse in quadri non solo dal grande formato, ma anche dal grande impatto emotivo. Qui emerge la maestria di Borghi, già evidenziata in altri contesti, ma ora definitivamente maturata.
La mostra di Perugia, che conclude un felice anno di esposizioni in prestigiosi spazi italiani quali il Chiostro del Bramante a Roma, il Museoteatro della Commenda di Prè a Genova e Palazzo Medici Riccardi a Firenze, sintetizza tutte le tematiche e le tecniche. Un itinerario dunque completo, corredato da un catalogo Editoriale Giorgio Mondadori con testi critici e nuovi contributi di lettura filologica. Una mostra che non ha la pretesa di essere un’antologica, ma nella presentazione retrospettiva di brani significativi di Alfonso Borghi, ne presenta la felice condizione e ne indica i futuri sviluppi.



BIOGRAFIA
Alfonso Borghi è nato a Campegine di Reggio Emilia il 3 dicembre 1944. Si avvicina alla pittura da autodidatta e ancora molto giovane il suo lavoro attrae l’attenzione di Athos Campanini, imprenditore nel settore dei legnami, appassionato collezionista d’arte, che diviene presto un suo sostenitore organizzandogli la prima mostra personale. Inizia così la fortuna espositiva dell’artista di Campegine. Nel 1969 parte per un breve viaggio a Parigi, da questo soggiorno consegue una ricerca appassionata che dopo il suo ritorno in Italia virerà verso l’Espressionismo. Ciò si deve in particolare all’incontro con George Pielmann, allievo di Kokoschka, che in questo periodo espone presso la Galleria Petrarca di Parma. Inizia quindi una collaborazione con la galleria che lo porta a trasferirsi per circa quattro anni nella città. Passando dal figurativo morandiano dei primi anni, al surrealismo degli anni Ottanta, Borghi approda a un astrattismo di impronta futurista che lo porta, infine, ad una sintesi informale con un senso del colore di estrema sensibilità materica. Attivo non solo in ambito pittorico sperimenta la scultura in ceramica, bronzo e vetro, affrontando anche il tema della monumentalità. Nel 2002 il Comune di Campegine lo incarica della realizzazione del Monumento ai Caduti del Macinato, in memoria dei tumulti seguiti alla crisi economica del 1869 – con relativa imposizione della “tassa sul macinato” – che nella cittadina emiliana provocò alcune vittime. L’opera viene realizzata in collaborazione con l’architetto Gabriele Mattioli, in pietra di Vicenza e marmo rosso di Verona. Nel 2005 riceve la commissione di tre opere per il Palazzo di Giustizia di Milano che vanno ad affiancare la prestigiosa quadreria dove si trovano opere di importanti artisti tra cui De Chirico, Carrà e Sironi. Una seconda commissione per il Palazzo di Giustizia di Milano giunge nel 2009, quando è chiamato a realizzare un grande affresco per una delle aule del tribunale. Importanti commissioni che, unite alle mostre tenute nelle più prestigiose gallerie italiane, lo hanno imposto all'attenzione in Europa e negli Stati Uniti. Fra le esposizioni personali più recenti si ricordano nel 2011: I racconti dell'anima, Guastalla, Palazzo Ducale; Recent Works, San Francisco, Istituto Italiano di Cultura; La rosa Bianca, Parma, Palazzo Pigorini; Alfonso Borghi e Enrico Rossi, Ensemble, Reggio Emilia, Castello di Bianello; Emilia mio amore, Anzola dell'Emilia, Mondarte; La musica del colore, Reggio Emilia, Chiostri di San Domenico; Incisioni jazz, Reggio Emilia, Biblioteca Panizzi; Foto dipinte, Reggio Emilia, Battistero – Fabbrica del Duomo. 2012: Quadri cromia di bianco e materia, Torino. 2013: Suite Modena, Modena, Palazzo Carandini; L'avvento della materia, Roma, Chiostro del Bramante; Pechino, 751 D Park Events. 2014: Alchimie della realtà, Genova, Museoteatro della Commenda di Prè; Alchimie della realtà, Firenze, Palazzo Medici Riccardi.