Alessandro Colazzo – Sospensione incastrata

Lecce - 18/10/2014 : 08/11/2014

Il potere evocativo dell’immagine racchiude, in uno spazio inusuale, il senso labile di una danza, progetto fotografico a cura di Alessandro Colazzo realizzato appositamente per l’edizione 2014 di Open Dance.

Informazioni

  • Luogo: CANTIERI TEATRALI KOREJA
  • Indirizzo: Via Guido Dorso 70 - Lecce - Puglia
  • Quando: dal 18/10/2014 - al 08/11/2014
  • Vernissage: 18/10/2014 ore 18
  • Autori: Alessandro Colazzo
  • Generi: fotografia, personale
  • Biglietti: Ingresso spettacolo euro 5 Abbonamento 3 spettacoli euro 10 Abbonamento speciale scuole di danza (5 spettacoli) euro 8

Comunicato stampa

Riparte OPEN DANCE, la rassegna dedicata al teatro-danza e alla danza contemporanea organizzata dai Cantieri Koreja di Lecce col sostegno del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e Regione Puglia. Sono tantissimi i coreografi e danzatori, italiani e internazionali che Open Dance ha scoperto e fatto conoscere al pubblico della nostra regione. Al giro di boa dell’undicesimo anno di attività, Open Dance consolida il legame con il territorio e con il pubblico degli appassionati e diventa occasione di scoperta per tutti quegli animi curiosi e affamati che hanno voglia di accostarsi alla danza e nutrire lo spirito




Replica sabato 18 ottobre alle ore 20.45 per la compagnia Aldes/Roberto Castello di Lucca in scena con un’anteprima nazionale IN GIRUM IMUS NOCTE (ET CONSUMIMUR IGNI) (andiamo in giro la notte e siamo consumati dal fuoco).

Danzatore, coreografo e docente di arti performative Roberto Castello è tra i principali esponenti della ricerca contemporanea italiana. Tra i fondatori della storica compagnia Sosta Palmizi, nel 1993 ha dato vita ad Aldes, a cui fanno capo un gruppo di autori/coreografi, che condividono progetti e un medesimo pensiero politico.

Micro narrazioni a cavallo fra cinema, danza e teatro, lo spettacolo è metafora del vivere come infinito consumarsi nei desideri, esperienza catartica della sua, anche comica, grottesca fatica.
Illuminato dalla fredda luce di un video proiettore che scandisce spazi, tempi e geometrie, il nero profondo dei costumi rende diafani i personaggi e li proietta in un passato senza tempo abitato da un'umanità allo sbando che avanza e si dibatte, con una gestualità brusca, emotiva e scomposta, oltre lo sfinimento e fino al limite della trance; fino ad un'empatia quasi fisica con la fatica degli interpreti.

di Roberto Castello
interpreti Mariano Nieddu, Stefano Questorio, Ilenia Romano, Irene Russolillo
luci, musica, costumi Roberto Castello
costumi realizzati da Sartoria Fiorentina



Si inaugura il 18 ottobre alle ore 19.00 (in mostra fino all’8 novembre – INGRESSO LIBERO) SOSPENSIONE INCASTRATA il potere evocativo dell’immagine racchiude, in uno spazio inusuale, il senso labile di una danza, progetto fotografico a cura di Alessandro Colazzo realizzato appositamente per l’edizione 2014 di Open Dance.

[…] Un’idea, Sospensione incastrata, scaturita spontaneamente dall’incontro e il confronto di due passioni: la fotografia e la danza contemporanea.
La prima cattura un dato istante animandolo di un respiro altro e relaziona al contempo diverse realtà: lo scheletro dell’idea, l’occhio strumentale che acuisce in modo funzionale quello umano e infine, il tangibile che contamina chi lo abita. L’altra, la danza contemporanea, ha come soggetto e oggetto lo spazio fisico e tocca, in modo astratto, il terreno dell’indicibile mediante il movimento, concepito come necessità d’essere, nelle sue molteplici forme.
Un continuum spaziale, la location, all’interno del quale si protende un segno indelebile della natura che anima il murato ed impregna di odori forti le luci e le ombre. Come graffiti, rami e sassi raschiano superfici morbide mutevoli che assorbono o contrastano l’armonia instaurata. Il corpo si distorce, talvolta si scompone e, frammentato su spigolosità dure scomode, alimenta il desiderio di evadere dal senso di oppressione imposto da barriere interiori e non. Un punto del corpo che con un altro formano una linea generando un rapporto direttamente proporzionale allo spazio e alla natura, permeandoli. Una realtà che talvolta rimane lì, muta, chinata a se stessa, custode di furtive verità lontane il cui sguardo svela, solo a tratti, il senso di vuoto e di abbandono nascosti. Da una tensione ad una salita delicata, una transizione che sfiora pareti aspre ed irregolari giungendo ad un momento estremo: una sospensione incastrata tra la costrizione che ferma il respiro e il desiderio invadente di libertà.
Una sospensione che da una prospettiva è appesa, dall’altra barbicata.
L’una legata ad un non-tempo, ad una realtà che sfiora l’onirico; l’altra, come radici, ancorata ad un terreno concreto, uno spazio-tempo realmente vissuto dal quale si vuole fuggire… Aquile che spiegano le ali ed esistono migrando verso universi sconosciuti, penetrano spazi percepibili solo a quegli occhi arguti che amano perdersi e ardire facendo del rischio stesso la propria fortezza, il proprio attitude, la propria aurea, la propria prigione invisibile che è anche culla di protezione, la propria fine o l’origine, o forse… entrambi […] Rossana Abritta

progetto fotografico a cura di Alessandro Colazzo / sacò
per la rassegna di teatro/danza Open Dance 2014
danzatrice Rossana Abritta