Alessandro Beluardo – Dove l’acqua s’inchina

Giarole - 10/05/2015 : 31/05/2015

Dalla forma quasi umana, impalpabili come garza, gli esseri, creati da Beluardo, appartengono ad un mondo fatto di acqua e inchiostro che, mescolandosi, danno vita a forme sinuose diverse, ombre scure ed inquietanti che, imprigionate sulla carta, vivono in un'altra dimensione, in una piega dello spazio-tempo.

Informazioni

  • Luogo: CASTELLO SANNAZZARO
  • Indirizzo: Via Roma, 5 - Giarole - Piemonte
  • Quando: dal 10/05/2015 - al 31/05/2015
  • Vernissage: 10/05/2015 ore 17
  • Autori: Alessandro Beluardo
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: sabato 15/18, domenica 10/12 - 15/18 altri giorni su appuntamento
  • Telefono: +39 3474902213
  • Email: beluart@hotmail.it

Comunicato stampa

Domenica 10 maggio alle ore 17 presso Castello Sannazzaro di Giarole sarà inaugurata la mostra dal titolo “dove l’acqua s’inchina” dell’artista casalese Alessandro Beluardo.
L’antica legnaia del castello sarà la location che ospiterà fino al 31 maggio 2015 l’ultima serie dei lavori dell’artista.
Circa una ventina i lavori presentati: tutti disegni a china su carta cuciti su pannelli di forex e posizionati lungo il vecchio muro di mattoni che ne definisce i contorni. Dalla forma quasi umana, impalpabili come garza, gli esseri, creati da Beluardo, appartengono ad un mondo fatto di acqua e inchiostro che, mescolandosi

danno vita a forme sinuose diverse, ombre scure ed inquietanti che, imprigionate sulla carta, vivono in un'altra dimensione, in una piega dello spazio-tempo. Come guardiani sono in attesa di un segnale per poter varcare il confine tra passato e presente che li separa dallo spettatore. In realtà, entrando nella legnaia del castello, per ammirare i lavori dell’artista, non ci troviamo semplicemente all’interno di una galleria espositiva, ma varchiamo un portale che unisce due mondi: il nostro e quello apparentemente statico ed oscuro che collega noi agli altri.
Come ci spiega l’artista: “Provo un senso di freddo mentre osservo il muro che sembra segnare il confine tra passato e presente. Vedo ombre scure ed inquietanti che mi costringono a riflettere su cose a cui non voglio pensare. La location non è stata scelta a caso: è come essere immersi in un'altra dimensione, in una piega dello spazio-tempo. Le forme che ho davanti sono vaghe impressioni nate dall'incontro tra acqua e china e sono impalpabili, stanno lì ferme, immobili, osservano ciò che c'è intorno in attesa di qualcosa che le permetta di muoversi. Volgo lo sguardo altrove per ammirare i soffitti del posto con le sue vecchie volte, ma quando riporto lo sguardo sui disegni rimango catturato da una visione innaturale. Ho una sensazione strana: guardo per terra e vedo del liquido scuro che tocca le punta delle mie scarpe, mi guardo intorno e come preso in un vortice, noto che le figure dipinte sulle carte appese si stanno sciogliendo, si stanno scolorando e le figure perdono la loro forma diventando liquide.”