Alessandro Anselmi – Figure e frammenti

Roma - 05/12/2013 : 16/03/2014

In mostra oltre 100 disegni, modelli, acquarelli dei progetti presenti nella collezione del MAXXI Architettura, generosamente donati dall’architetto, che raccontano il suo lavoro dagli anni Sessanta al 2002.

Informazioni

  • Luogo: MAXXI - MUSEO DELLE ARTI DEL XXI SECOLO
  • Indirizzo: Via Guido Reni 4a - Roma - Lazio
  • Quando: dal 05/12/2013 - al 16/03/2014
  • Vernissage: 05/12/2013 ore 12 su invito
  • Autori: Alessandro Anselmi
  • Curatori: Valentino Anselmi, Valerio Palmieri
  • Generi: architettura, personale
  • Orari: mar-merc-giov-ven-dom 11.00-19.00 sab 11.00-22.00 La biglietteria chiude un'ora prima Chiusure tutti i lunedì 1 maggio 25 dicembre
  • Biglietti: INTERO €11 RIDOTTO €8 per gruppi da 15 a 25 persone e categorie convenzionate; giornalisti iscritti all’albo con tessera di riconoscimento valida; studenti universitari fino a 26 anni; dipendenti del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane; possessori di CartaFreccia; tesserati FAI – Fondo Ambiente Italiano; possessori Carta Civita €4 a studente (oltre i 14 anni) per gruppi classe (scuole secondarie di secondo grado) che acquistano le attività educative (escluso i festivi)

Comunicato stampa

In mostra oltre 100 disegni, modelli, acquarelli dei progetti presenti nella collezione del MAXXI Architettura, generosamente donati dall’architetto, che raccontano il suo lavoro dagli anni Sessanta al 2002.

Cinque sono gli ambiti tematici che guidano il pubblico in un percorso espositivo nel quale la dimensione del progetto continuamente sconfina in quella personale dell’architetto: Il sogno dell’architettura, Geometrie della memoria, Figure del moderno, Recinti e frammenti, Nature geometrizzate


Tra i progetti esposti, il cimitero di Parabita in Puglia del 1967, l’Archivio di Stato di Firenze (1972) e, per Roma, la sistemazione di Piazza dei Navigatori (2000), l’edificio polifunzionale del Parco Tecnologico Industriale Tiburtino (2002) e quello presso la Stazione di San Pietro (2002).

La mostra mette in luce la figura di un architetto per certi versi radicale, pienamente inserito nelle dinamiche del dibattito contemporaneo ma anche, per il suo sguardo attento alla storia, fortemente sensibile alle logiche e ai suggerimenti del luogo e del contesto, con un’attenzione peculiare alla tradizione romana. Un lato intimo, quasi onirico, dal quale affiora una riflessione sull’architettura e sulle sue forme intessuta di suggestioni metafisiche.