Alek O. – Parolacce

Montesilvano Colle - 09/04/2022 : 09/07/2022

Mostra personale.

Informazioni

  • Luogo: FONDAZIONE ZIMEI
  • Indirizzo: Via Aspromonte 4 - Montesilvano Colle - Abruzzo
  • Quando: dal 09/04/2022 - al 09/07/2022
  • Vernissage: 09/04/2022 ore 18
  • Autori: Alek O.
  • Curatori: Massimiliano Scuderi
  • Generi: arte contemporanea, personale

Comunicato stampa

Nella sua pratica, Alek O. (Buenos Aires, 1981) fonde la nozione comune di ready-made con l’artigianato, il ricamo e altre forme artistiche tradizionali. In bilico tra trasformazione e conservazione, spoglia gli aspetti visivi comuni degli oggetti e li sostituisce con l’astrazione geometrica. Invertendo la prospettiva del design, l’artista privilegia la ricreazione alla creazione e la decostruzione alla costruzione



La mostra, curata dal direttore artistico della Fondazione Massimiliano Scuderi, tende a privilegiare il riappropriarsi da parte dell’autrice, al di là dei paradigmi del quotidiano, di un tempo più nascosto e meno frequentato: Il tempo per mostrare se stessa nel suo rovescio.

Alek O. è interessata alle cose, e non agli oggetti, perché ‘le cose’ hanno un significato più ampio, rappresentano tutto ciò che sta’ a cuore, che può essere discusso in pubblico perché tocca il bene comune, come dice il filosofo Remo Bodei. Sono materiali elaborati, costruiti dall’uomo, che lavora secondo culture e tradizioni artigianali che vengono declinate in un alfabeto personale ed intimo, dando voce a nuove possibilità per gli altri, come strumenti evocativi e simbolici.

Alek O. attende il suo tempo smontando e rimontando arazzi, costruendo strutture totemiche, sovvertendo le regole della geometria, replicando modalità che legano l’artigianato alle avanguardie storiche.
Il titolo si riferisce all’eccezionalità della parolaccia, come di un tempo ricreativo ed infantile, un atteggiamento che sembra far riscoprire l’arte della perifrasi, cioè del modo attraverso il quale rendere meglio comprensibile la realtà evitando gli eufemismi. La parolaccia rappresenta un’elaborata stranezza dietro alla quale si cela l’espressione più originale.

Gli oggetti, scelti per la loro qualità emotiva, sono sottratti al loro impiego originale e quotidiano: il legno da una libreria, il metallo da una chiave scartata, la lana da un maglione o da una coperta usati. Così, le opere servono come metonimia per l’artista, o per le persone che hanno avuto un legame con il materiale.