Alberto Di Fabio – Neurone Marino

Informazioni Evento

Luogo
UMBERTO DI MARINO CASA DI MARINO
Via Monte di Dio, 9, Napoli, Italia
(Clicca qui per la mappa)
Date
Dal al

lunedì – sabato, ore 11:00 – 13:00 / 15:00 – 19:00

Vernissage
24/09/2026

ore 18

Artisti
Alberto Di Fabio

Il mosaico di Di Fabio non è fatto di tessere regolari ma di pietre, minerali e frammenti ritrovati di origine costiera.

Comunicato stampa

Negli spazi di Casa Di Marino prosegue il ciclo di progetti che, dopo Love in the Paleolithic di Isadora Neves Marques, attiva la dimensione domestica come soglia di sperimentazione e ricerca, luogo in cui l'opera si misura con la vita quotidiana prima ancora che con il display.
Con Alberto Di Fabio questo dialogo diventa permanente. Sulla parete del terrazzo l'artista presenterà un mosaico che dà origine e titolo all'intero progetto, Neurone marino.
Una pratica, quella del mosaico, che l'artista ha già esplorato in importanti tappe istituzionali, come il lavoro donato alla città de L'Aquila in occasione di Panorama 2023, o l'opera conservata nella collezione del Museo Madre di Napoli.
Il mosaico di Di Fabio non è fatto di tessere regolari ma di pietre, minerali e frammenti ritrovati di origine costiera. Dalla loro aggregazione prende forma una figura che ricorda una struttura nervosa che si dirama, anelando al punto in cui la materia grezza incontra un'immagine mentale. Il titolo nasce da questa coincidenza, tra i materiali e la forma che si comincia a vedere guardandoli.
In dialogo con il mosaico, cinque lavori su carta di grande formato rielaborano con figurazioni inedite i territori fisici e mentali della ricerca di Di Fabio, dalle catene montuose ai sistemi neuronali, dai toni acidi e fluorescenti al bosone di Higgs, fino alle geografie dell'astrofisica. Inaugurano così una fase ulteriore del suo percorso, in cui i paesaggi si comportano come la materia nello spazio profondo o nel mondo subatomico, esplodono, si comprimono, si espandono, perdono i contorni che avevano. Sono superfici percorse dalla stessa tensione che anima il mosaico, la stessa oscillazione tra ciò che si vede e ciò che si può soltanto ipotizzare.
Heisenberg scriveva, nel 1942, che le leggi naturali non bastano a determinare del tutto ciò che accade nello spazio e nel tempo, e che l'accadere resta in parte affidato al caso, è in questo margine, tra dato e ipotesi, che il lavoro di Di Fabio sembra muoversi, dando una forma provvisoria a ciò che resta fuori dalla vista e continua comunque a produrre effetti.
Il progetto racconta anche un'amicizia lunga oltre vent'anni. Ogni mostra, ogni collaborazione porta con sé quello che è stato attorno, non solo lavoro ma vita condivisa. Collocare un'opera permanente nella casa significa spostare questa memoria dal racconto alla presenza quotidiana.
A Casa Di Marino l'opera di Di Fabio diventa un omaggio alla città di Napoli e a un'amicizia, a un modo di intendere l'arte come pratica capace di tenere insieme, sulla stessa parete, la scala di un neurone e quella di una galassia.

Campi quantici
Negli ultimi tre anni sono tornato spesso in Abruzzo, il luogo dove sono nato, per riordinare l'archivio delle opere di mio padre Pasquale Di Fabio e organizzare una mostra a lui dedicata insieme a una mia personale. Recentemente ho dipinto un wall painting a L'Aquila, ai piedi del Gran Sasso: di nuovo le mie montagne mi hanno parlato, aiutandomi a vedere materie diverse.
Questa ultima serie di lavori continua la ricerca sui paesaggi della nostra mente, su ciò che vediamo e ciò che non vediamo, o forse su un paesaggio futuro, creato e trasformato dai nostri veleni. Le carte dipinte con colori brillanti sono campi quantistici, tessere di un paesaggio cosmico fatto di materie invisibili.
I colori, la materia pittorica, diventano evanescenti, liquidi, trasparenti, e la mente di chi li osserva ritrova una propria, possibile congiunzione con la sostanza astrale, in un passaggio dello stato fisico della materia verso quello liquido e gassoso, una sorta di permutazione ed elevazione della nostra anima.
Tra arte, scienza e spiritualità, i vortici e le mille velature cromatiche dei colori, nelle forme emotive paesaggistiche, sono visioni e percezioni di frequenze diverse, esplosioni di qualcosa di impalpabile, un viaggio onirico verso mondi paralleli, lontani nello spazio e nel tempo, ma più vicini all'essenza quantica dell'Universo, visioni pittoriche che la sola percezione umana non potrà mai cogliere fino in fondo, evocazione di un paesaggio fatto di materie invisibili.
Ora et labora
Da diversi anni uso tecniche artistiche che portano alla ripetizione manuale e alla meditazione della mente, come gli arazzi o i mosaici.
Questi nuovi mosaici marini nascono nei miei momenti di meditazione e preghiera davanti a maestosi tramonti in riva al mare. In quegli istanti le mie mani raccolgono impulsivamente le pietre che mi attraggono, e comincio a tessere un filo diretto tra la materia e la nostra mente. Descrivo il momento in cui le nostre sinapsi percepiscono l'infinito, il modo di parlare o vedere un mondo invisibile che ci è sempre dinanzi, in una sorta di trance visiva che porta a una progressiva perdita della propria coscienza, così che l'arte e la mente ritrovano una possibile congiunzione con la sostanza astrale della materia.
L'idea di realizzare mosaici mi è sempre stata cara: sono sempre stato estasiato dalla bellezza e dalla matematica dei mosaici romani, e di conseguenza di quelli romano-bizantini di Ravenna, nella basilica di San Vitale e nel Mausoleo di Galla Placidia, fino a quelli dei primi anni del secolo scorso. Il processo di realizzazione di un mosaico è per me come una preghiera verso realtà parallele, più vicine allo spirito dell'uomo. L'insieme delle tessere di pietra, con i loro colori e le loro forme, crea visioni paradisiache per l'occhio umano. Le infinite posizioni geometriche e matematiche delle pietre creano e sprigionano un'energia quantistica che ci porta a percepire un Dio universale. Tecnica, scienza e spiritualità, accompagnate da una meditazione totale, inducono a sognare e a vedere il mondo con gli occhi dell'anima.

Alberto Di Fabio, 2026