Alberto Biasi

Milano - 18/01/2012 : 16/03/2012

Mostra personale dedicata all’artista padovano, attivo sulla scena nazionale e internaziona-le da oltre cinquant’anni.

Informazioni

Comunicato stampa

Dopo la personale su Antonio CALDERARA, la Fondazione Zappettini, nella propria rinno-vata sede di Milano, apre le porte a un altro maestro dell’astrazione italiana, Alberto BIASI. La personale dedicata all’artista padovano, attivo sulla scena nazionale e internazionale da oltre cinquant’anni, si inaugurerà mercoledì 18 gennaio 2012 (ore 17.30) a Milano, nello spazio di via Nerino 3.

La mostra, curata da Alberto RIGONI e visitabile fino al 16 marzo, offrirà al pubblico una campionatura dei principali periodi dell’attività di BIASI: dalle “torsioni” ai “rilievi ottico percettivi” fino agli “assemblaggi”

Una decina di opere selezionate proporranno al visitatore una carrellata esauriente sull’arte di uno sperimentatore raffinato e di un vivace innovatore.

Come spiega nella prefazione Riccardo ZELATORE, Direttore della Fondazione, «BIASI ha attraversato da protagonista gli ultimi cinquant’anni della storia dell’arte italiana: membro attivo di alcuni dei più interessanti gruppi del secondo Novecento, dal Gruppo N alla Nuova Tendenza all’Arte Programmata, il suo lavoro si dipana su un duplice binario di coerenza e sperimentazione e ne ha reso la firma riconoscibile e originale».

La mostra sarà visitabile fino al 16 marzo ed è accompagnata da un catalogo a colori con un testo di Alberto RIGONI.


Alberto BIASI
a cura di Alberto Rigoni
inaugurazione mercoledì 18 gennaio, ore 17.30
dal 18 gennaio al 16 marzo 2011
orari: dalle ore 15.00 alle ore 19.00
sabato e festivi chiuso
ingresso libero
Ufficio stampa
Cristina PARISET
tel. +39 02 4812584 / +39 348 5109589
fax +39 02 4812486
[email protected]







Alberto BIASI è nato nel 1937a Padova, dove vive e lavora.
Ha seguito i corsi presso l'Istituto di Architettura e Industrial Design di Venezia. In quel periodo di studi e scoperte approfondisce la conoscenza dei movimenti artistici del Novecento: il Neoplasticismo, il Futurismo e Dadaismo. Queste correnti costituiscono le fondamenta della sua ricerca plastica gio-vanile. Nel 1959, con sede a Padova, Biasi forma il Gruppo N assieme ad altri artisti italiani. In quel periodo ha fatto le sue prime esperienze ottico-dinamiche. Nel 1961 è fra i promotori del movimento europeo Nuove Tendenze, nel '62 fra i fondatori di Arte Programmata. Dopo lo scioglimento del Gruppo N "si riscopre solista" e inizia a lavorare sulle forme e spazialità cangianti e sui movimenti armonici realizzando un numero consistente di opere dal titolo "politipo". Negli anni settanta abbina elementi lamellari in torsione e parti in movimento reale, mentre intorno agli ottanta e novanta arricchisce ulteriormente i “politipi” con inserimenti di forme e cromatismi di forte suggestione figurale. In questi ultimi, per contrasto tra la plasticità cangiante del minirilievo e la bidimensionalità della pittura, le nuove immagini vivono con e per chi le guarda e appaiono evocative di un conti-nuo divenire. Nel corso degli anni 2000, Biasi sviluppa una sintesi delle sue ricerche precedenti ed esegue gli "Assemblaggi”. Queste opere dimostrano l'evoluzione del processo creativo dell'artista e hanno un effetto visivo molto impressionante. Alberto Biasi è in definitiva l'unico artista italiano del dopoguerra che ha percorso tutta l'avanguardia artistica attraverso la sua ricerca. Oltre a dodici esposizioni di Gruppo N, Biasi ha allestito oltre cento esposizioni personali, delle quali alcune in sedi prestigiose quali il Palazzo Ducale di Urbino, la Casa del Mantegna a Mantova, il Wigner Institute di Erice, il Museo della Cattedrale di Barcellona, il Palazzo dei Priori a Perugia, il Museo Nazionale di Villa Pisani, la Galleria Nazionale di Praga e ultimi, in ordine di tempo, le Sale dell’Hermitage di San Pietroburgo e il Palazzo Reale di Genova. Grande successo ha riscosso nel 2006 l’esposizione di trenta sue opere storiche nelle Sale dell’Hermitage di San Pietroburgo. Ha inoltre partecipato a oltre quattrocento mostre collettive tra cui la Biennale di Venezia, X, XI e XIV Quadriennale di Roma, conseguendo significativi riconoscimenti. Le sue opere sono nelle collezioni del Museo d'Arte Mo-derna di New York, della Galleria Nazionale di Roma, dell’Hermitage di San Pietroburgo e dei Musei di Belgrado, Bolzano, Bratislava, Buenos Aires, Ciudad Bolivar, Epinal, Gallarate, Guayaquil, Livorno, Lodz, Ljubljana, Middletown, Padova, Praga, San Francisco, St. Louis, Tokio, Torino, Ulm, Venezia, Wroclaw, Zagabria. Sono inoltre presenti in molte collezioni private in Italia e all'estero.





RAPPRESENTARLA
di Alberto Biasi

L’acqua dei fiumi è l’ultima di quella che andò
e la prima di quella che viene.
Così il tempo presente.
Leonardo da Vinci

Se si guarda e si dipinge con la ragione, il mondo si sottrae al tempo e tutto diventa statico e im-mobile. Ma se guardiamo con i sensi tutto muta, nulla appare stabile e l’antica mimesi con i suoi strumenti e tecnicismi pittorici diventa pressoché inutilizzabile a rappresentare il mondo.
Volendo riportare la questione ai nostri tradizionali insegnamenti si potrebbe dire che nel primo caso si vede il mondo con gli occhi di Parmenide: tutto è, nulla diviene; nell’altro con quelli di Eraclito: nulla è, tutto diviene. Nessun uomo può bagnarsi nello stesso fiume per due volte, perché né l’uomo né l’acqua del fiume sono gli stessi, declamava infatti quest’ultimo.
Quando cominciai a manipolare le materie per creare le mie prime visioni dinamiche pensavo che il panta rei di Eraclito fosse, in senso lato, il motore dell’arte cinetica, che lo fosse anche del cineti-smo virtuale e anche di quell’arte programmata che Argan definì ghestaltica. Poi i primi dubbi. In-fine la certezza: quelle mie creazioni matericamente e fisicamente immobili che mi ostino a chia-mare “rilievi ottico-dinamici” oppure “dinamiche visive” diventano dinamiche esclusivamente per-ché sono caricate di energia e appaiono realisticamente in movimento per un fenomeno di umana immaginazione. Paradossalmente sarebbero in sintonia con “la fine del tempo” di Barbour, per cui l’eterno fluire del tempo altro non sarebbe che una radicata illusione umana. E il movimento? Anch’ esso un’illusione? Ma! Certo è che non mi piace immaginarmelo come una linea ma piutto-sto come un cerchio... comune è nel cerchio il principio e la fine, diceva Parmenide.
(2008)


La Fondazione Zappettini si è costituita nel 2003 a Chiavari con lo scopo di assicurare la conserva-zione, la tutela e la valorizzazione dell’opera e del patrimonio artistico di Gianfranco Zappettini. Tra le principali finalità della Fondazione vi è quella di favorire una migliore conoscenza sia in Italia che all’estero, tramite la promozione di mostre antologiche, pubblicazioni d’arte e di iniziative di ricerca e di studio, dell’opera dell’artista.

La Fondazione ha sede in una villa liberty nel centro di Chiavari e ha in donazione un’imponente collezione di opere del maestro dagli anni ’70 a oggi. Nel maggio 2005, è stato inaugurata la se-conda sede nel prestigioso spazio nella centralissima via Nerino a Milano, in un palazzo settecente-sco a due passi da piazza Duomo. L’obiettivo è costituire il maggiore centro di studi sulle arti visive degli anni ’70, con particolare attenzione verso la “pittura analitica”. Questo centro di documenta-zione, oltre all’attività espositiva, garantisce un servizio aggiornato di informazione bibliografica, fo-tografica e audiovisiva e fornisce anche una consulenza specializzata, oltre che ai singoli studiosi, a redazioni di riviste e periodici, a case editrici e ad altre associazioni promotrici di mostre sia in Italia che all’estero. L’archivio della Fondazione e la sua collezione sono destinati a creare infine un vero e proprio museo, rappresentativo dei più significativi autori della pittura analitica, punto di riferi-mento internazionale di questo specifico settore.

La Fondazione Zappettini è riconosciuta dal Ministero per il Beni e le Attività Culturali.

Oltre ai cataloghi di tutte le esposizioni ad oggi allestite, la Fondazione Zappettini ha pubblicato anche:
Collana Monografie:
- Gianfranco Zappettini – Blu, 2004
- Gianfranco Zappettini – La trama e l’ordito, 2009
Collana Quaderni di arte contemporanea:
- Gianfranco Zappettini, Scritti teorici 1973-1999, 2004
- Alberto Rigoni, La Nuova Pittura in Italia - Pittura Pittura e Pittura Analitica 1972-1978, 2007
- AA.VV., Come dipingono, 2010

Tra le mostre organizzate dalla Fondazione:

_Pittura 70. Pittura pittura e astrazione analitica (Chiavari, Fondazione Zappettini, 27 marzo – 2 maggio 2004; Gallarate, Museo Civico d’Arte Moderna, 10 ottobre 2004 – 2 gennaio 2005).
_Pittura 70 (Praga, Istituto Italiano di Cultura, 2 – 30 giugno 2005).
_Pittura 70 – then and now (Londra, Istituto Italiano di Cultura, 12 gennaio – 10 febbraio 2006).
_Oltre il monocromo (Chiavari, Fondazione Zappettini, 18 dicembre 2004 – 30 gennaio 2005).
_Supports/Surfaces. 4 artisti ieri e oggi. Dezeuze, Dolla, Saytour, Viallat (Milano, Fondazione Zappet-tini, 5 maggio – 31 luglio 2005; Chiavari, Fondazione Zappettini, 28 maggio – 31 luglio 2005).
_Nuova Generazione Astratta (Milano, Fondazione Zappettini, 1° dicembre 2005 – 22 gennaio 2006).
_L’immagine in/possibile (Milano, Fondazione Zappettini, 20 aprile – 30 giugno 2006).
_Sincretiche astrazioni (Chiavari, Fondazione Zappettini, 6 maggio – 31 luglio 2006).
_Fil Blanc (Milano, Fondazione Zappettini, 14 dicembre 2006 – 20 gennaio 2007)
_Aniconica - Nuove presenze nella pittura (Chiavari, Fondazione Zappettini, 3 maggio – 30 giugno 2008)
_Le superfici opache della Pittura Analitica (Chiavari, Fondazione Zappettini, 21 febbraio – 27 marzo 2009)
_Continua la Pittura (Chiavari, Fondazione Zappettini, 20 febbraio – 26 maggio 2010)
_Pittura e Pittura (Acqui Terme, Palazzo Robellini, 13 marzo – 11 aprile 2010)
_AstrattaUNO (Chiavari, Fondazione Zappettini, 14 maggio – 22 luglio 2011)
_Antonio Calderara (Milano, Fondazione Zappettini, 28 settembre – 25 novembre 2011)