Agnese Purgatorio – Learning by heart

Milano - 05/04/2017 : 25/04/2017

Learning by heart, “Imparare a memoria”, è un progetto video e fotografico realizzato da Agnese Purgatorio per commemorare il centenario del genocidio armeno (2015) e presentato oggi per la prima volta a Milano.

Informazioni

  • Luogo: CASA DELLA MEMORIA
  • Indirizzo: Via Confalonieri, 14 - Milano - Lombardia
  • Quando: dal 05/04/2017 - al 25/04/2017
  • Vernissage: 05/04/2017 ore 18
  • Autori: Agnese Purgatorio
  • Curatori: Martina Corgnati
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: lun.ven 09.00-17.00
  • Biglietti: ingresso libero

Comunicato stampa

Mercoledì 5 aprile, alle ore 18:00, Casa della Memoria nell’anniversario del genocidio Armeno presenta la mostra “Learning by heart” di Agnese Purgatorio, a cura di Martina Corgnati.

In tale occasione alle ore 17:00, precederà l’inaugurazione, la conversazione di Martina Corgnati con il console armeno Pietro Kuciukian autore del libro “I disobbedienti – viaggio tra i giusti ottomani del genocidio armeno”.

Learning by heart, “Imparare a memoria”, è un progetto video e fotografico realizzato da Agnese Purgatorio per commemorare il centenario del genocidio armeno (2015) e presentato oggi per la prima volta a Milano

Si tratta di sei collage digitali, un linguaggio che consente le ibridazioni e che l’artista italiana pratica sistematicamente da molti anni, che migrano letteralmente da una posizione all’altra e da un ruolo all’altro: in questo caso sono luoghi, cine-teatro abbandonati, occasioni visive di fascino e di degrado, in cui sono stati ambientati personaggi e particolari tratti dalla campagna che il presidente americano, all’epoca Thomas Woodrow Wilson, aveva lanciato a sostegno degli armeni. Oltre a questi elementi, le immagini contengono testi e numeri, computi delle vittime vilayet per vilayet (unità amministrative in uso presso l’impero ottomano) – contaminazioni che raccontano con linguaggio contemporaneo la storia degli armeni, il popolo che ha subito il primo genocidio del Novecento e che, privato in buona parte della sua terra, ha depositato tracce e memorie clandestine di sé un po’ dappertutto lungo le coste del Mediterraneo.
Oltre a sei immagini fotografiche, l’artista presenta due video, J'ai utilisé la mémoire, dedicato alle donne armene sopravvissute al genocidio e frutto di una performance realizzata dall’artista in Armenia al confine con la Turchia davanti alla antica città di Ani; e Rimani mi dicesti ed io restai, dove il suono ovattato di un contrabbasso sembra commentare i versi del poeta armeno Hrand Nazariantz, recitati da un giovane uomo amplificato da un vecchio megafono fra poltrone, altrettanto vecchie, di un cinema teatro abbandonato. Hrand Nazariantz, uno dei massimi poeti e intellettuali armeni, era sopravvissuto al genocidio perché era già in Italia, a Bari, città natale di Agnese Purgatorio, dove si sarebbe dedicato all’attività letteraria ed editoriale e avrebbe poi fondato il villaggio di Nor Arax per i profughi e i rifugiati armeni.

courtesy Podbielski Contemporary


BIOGRAFIA
Agnese Purgatorio è una artista italiana attiva nel campo delle installazioni fotografiche e video, della performance e del collage. Il suo lavoro riflette sulla memoria e la ricostruzione di narrazioni personali e le loro implicazioni collettive.

Ha esposto in prestigiose istituzioni internazionali come la Triennale di Milano (2016), il Museo di Arte Contemporanea di Zagabria (2015), la 5° Biennale d’Arte Contemporanea di Mosca, Special Project (2013), l’Armenian Center for Contemporary Experimental Art di Yerevan (2012) l’Espacio de Arte Contemporáneo di Montevideo, il Museo de Arte Contemporáneo di La Plata (2012), la 54° Biennale di Venezia (2011), Palazzo Piozzo, Rivoli (Torino) (2008), BAC!05 - International Festival of Contemporary Art in Barcelona (2005), 43°Premio Suzzara (2003), la Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia (2001) e in importanti gallerie private come la Galleria Bonomo di Bari, la Gallery Onetwentyeight di New York, la Mars Gallery di Melbourne e la Podbielski Contemporay di Berlino.