Agne Raceviciute – Conclave

Catania - 21/01/2012 : 25/03/2012

Nella personale di Agne Raceviciute intitolata “Conclave”, componenti scultorei e fotografici si combinano per creare un’installazione “immersiva” e dal forte impatto visivo, pensata appositamente per la Galleria Collicagreggi.

Informazioni

  • Luogo: MASSIMO LIGREGGI
  • Indirizzo: via Indaco 23 95100 - Catania - Sicilia
  • Quando: dal 21/01/2012 - al 25/03/2012
  • Vernissage: 21/01/2012 ore 19
  • Autori: Agne Raceviciute
  • Curatori: Padraic E. Moore
  • Generi: fotografia, arte contemporanea, personale

Comunicato stampa

Nella personale di Agne Raceviciute intitolata “Conclave”, componenti scultorei e fotografici si combinano per creare un’installazione “immersiva” e dal forte impatto visivo, pensata appositamente per la Galleria Collicagreggi. I componenti di questa installazione non hanno un unico soggetto definito, ma incorporano numerosi riferimenti figurativi, organici e persino religiosi. Nell’ insieme, la loro disposizione costituisce una sorta di mise en scene il cui aspetto distintivo è dato da un richiamo tra estetica naturale ed estetica umana



Questo richiamo crea una tensione visiva presente in tutta la mostra ed evidente in particolar modo nella serie di fotografie relative ad un sito del deserto del Karakum, in Turkmenistan, noto come Cratere di Darvaza o Porta dell’Inferno.1
Le immagini sono il risultato finale di un processo che prevede la creazione di intricate strutture composte da tessuti tirati e poi fissati su una cornice. È l’ atto di fotografarle che trasforma queste strutture da forme scultoree astratte in composizioni simili a misteriosi paesaggi.
Attraverso tale processo, forme artificiali casuali diventano immagini coerenti che richiamano la realtà organica. Queste opere quindi tradiscono un desiderio di esplorare il potere ingannevole e seducente dell’immagine, così come una tendenza a enfatizzare l’importanza assoluta di un’esperienza immediata e tangibile.


La parola “conclave” deriva dall’espressione latina cum clave, che significa «sotto chiave», e si riferisce ad incontri con connotazioni religiose o spirituali.2
Il titolo sottolinea l’intenzione dell’artista di creare un interno totalmente avvolgente, uno spazio in cui gli eventi, attivati dallo spettatore, possano avere luogo.
Piuttosto che ridursi a semplice contenitore in cui vengono posizionate le opere d’arte, lo spazio espositivo diventa parte integrante dell’opera. Il titolo riflette poi un interessamento verso quello che potrebbe essere definito un “incontro sacro”: offrire allo spettatore un’esperienza, non solo un momento cerebrale.


In ultima analisi, questa mostra è connotata dallo sforzo di forgiare connessioni tra arte e rituale, tra magia e cerimonia, e dal desiderio di confondere lo spettatore ed evocare in lui una varietà di risposte emotive di fronte allo sconosciuto, al meraviglioso e al sublime sollecitate in parte dalla fascinazione di Raceviciute per quella che potrebbe essere descritta come una sperimentazione interiore, o intima, con materiali e processi creativi.













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1 Questo cratere largo quasi cento metri non è il risultato di un processo naturale ma la conseguenza di un incidente industriale avvenuto nel 1971, quando un sistema di trivellazione sovietico perforò una caverna sotterranea piena di gas causando il collasso del terreno e lo sprofondamento dei macchinari. Il cratere brucia ininterrottamente da quarant’anni e il suo bagliore può essere avvistato a diversi chilometri di distanza.

2 Viene usato principalmente per il conclave papale, una sorta di elezione in cui i cardinali vengono di fatto chiusi a chiave nella Cappella Sistina fino a quando non hanno eletto un nuovo papa.