Ada Marino / Nico Mingozzi

Informazioni Evento

Luogo
GLENDA CINQUEGRANA ART CONSULTING
Via Luigi Settembrini 17 I-20124, Milano, Italia
(Clicca qui per la mappa)
Date
Dal al

Dal martedì al sabato, dalle 15.00 alle 19.00

Vernissage
24/09/2026

ore 18,30

Artisti
Nico Mingozzi, Ada Marino
Curatori
Rebecca Delmenico
Generi
fotografia, doppia personale

Una doppia mostra personale dedicata a due artisti contemporanei che operano nel campo della fotografia, Ada Marino (Napoli, 1982) e Nico Mingozzi (Ferrara, 1976).

Comunicato stampa

Glenda Cinquegrana Art Consulting è lieta di presentare una doppia mostra personale dedicata a due artisti contemporanei che operano nel campo della fotografia, Ada Marino (Napoli, 1982) e Nico Mingozzi (Ferrara, 1976). Curata da Glenda Cinquegrana e Rebecca Delmenico, la mostra partecipa al Milano Centrale Festival, a cura di Chippendale Studio, una rassegna dedicata all’arte contemporanea che, dal 2 al 4 ottobre, coinvolge 30 artisti, 13 curatori e 16 spazi espositivi nella zona della Stazione Centrale di Milano, estendendosi fino al Naviglio della Martesana. Con questa esposizione, la galleria inaugura un nuovo ciclo di doppie personali, in cui il confronto fra ricerche artistiche diverse genera un reciproco arricchimento dei significati nella lettura delle opere dei singoli artisti.

Il lavoro di Ada Marino si caratterizza per una pratica che, abbracciando la fotografia e l’installazione, trasforma il mezzo fotografico in uno strumento di indagine psicologica e antropologica: come dice la Delmenico, le sue immagini aspirano a costruire uno spazio simbolico in cui memoria, identità e corpo diventano i luoghi privilegiati di una riflessione sulla condizione femminile. Marino crea una messa in scena in cui la biografia diventa materiale critico, capace di interrogare questioni universali come il trauma, la trasmissione intergenerazionale della memoria, la violenza patriarcale e la possibilità della rinascita. Attraverso una fotografia che mantiene una struttura rigorosamente teatrale, il trauma è solo suggerito da simboli, gesti, assenze e tensioni compositive. Il suo immaginario visivo resta costantemente sospeso fra realismo, dimensione visionaria e surreale. In questa prima personale milanese, la galleria presenta una selezione di lavori dalla serie Pater Familias, con immagini che incarnano il poter del Pater, ma anche scatti dalla serie New Moons che si caratterizzano per uno sguardo positivo verso il futuro.

La pratica di Nico Mingozzi, invece, mette in questione la fotografia come strumento di conservazione e di memoria, di cui distrugge la stabilità e l’identità. Utilizzando immagini raccolte nei mercatini delle pulci, Mingozzi trasforma questo materiale di documentazione prelevato dagli archivi di famiglia, album e raccolte anonime, in luogo di conflitto: attraverso una pratica fatta di tagli, graffi, bruciature, suture e ricostruzioni, che sottolinea la natura fragile della messa in scena dell’immagine, di cui racconta l’usura, la perdita e la trasformazione verso altri significati non palesi. I volti delle sue figure sono il terreno di proiezione di un’identità certa, ma anche di quella incerta, frutto delle nostre proiezioni e dei nostri fantasmi, in cui il familiare diventa perturbante. La pratica di Mingozzi è corporea nel senso di un agire costante sulla fotografia come corpo, in cui il gesto è uno strumento per rivelare una ferita, uno straniamento, un trauma, nel tessuto di quella memoria.