61. Biennale Arte – Padiglione Georgia

Informazioni Evento

Luogo
PALAZZO QUERINI
Calle Lunga San Barnaba , Venezia, Italia
(Clicca qui per la mappa)
Date
Dal al
Vernissage
08/05/2026

ore 16

Curatori
Shalva Khakhanashvili, Nino Metreveli
Generi
arte contemporanea, collettiva

Modern Argonauts – Georgian Crossroads è il titolo della mostra al Padiglione nazionale della Georgia, per la 61° mostra internazionale d’arte la Biennale di Venezia.

    Comunicato stampa

    61. Esposizione Internazionale d’Arte – La
    Biennale di Venezia presso il Padiglione Nazionale della GEORGIA

    Modern Argonauts - Georgian Crossroads

    Commissario/Commissioner: Shalva Khakhanashvili
    Curatori/Curators:
    Shalva Khakhanashvili, Nino Metreveli
    9 maggio- 22 novembre 2026
    Opening
    8 maggio ore 16
    Palazzo Querini
    Calle lunga San Barnaba,
    Dorsoduro, 2691 Venezia

    Modern Argonauts - Georgian Crossroads è il titolo della mostra al Padiglione nazionale
    della Georgia, per la 61° mostra internazionale d’arte la Biennale di Venezia.
    I curatori
    Shalva Khakhanashvili e Nino Metreveli, oltre agli artisti georgiani, hanno invitato
    artisti provenienti da altre parti del mondo. Silvano Rubino è tra questi.
    L’artista veneziano presenterà alcune opere dalla serie Viaggi Paralleli, una disputa
    pacifica tra arte classica e arte contemporanea, un crocevia che si dipana lungo la
    trama di storie raccontate nel presente.
    Antonio Arévalo scrive: “Le immagini di Silvano Rubino non si dispongono davanti
    allo sguardo come oggetti conclusi ma come stanze di un percorso, soglie che si
    aprono una nell’altra, ambienti che sembrano custodire tracce di un passaggio
    precedente. Il visitatore diventa inevitabilmente un viaggiatore. Cammina dentro una
    geografia che non è del tutto fisica e non è del tutto mentale, una trama di luoghi
    sospesi dove ogni scena riflette la precedente e anticipa la successiva come accade nei
    deserti quando la luce moltiplica gli orizzonti. Viaggi paralleli si presenta come un
    territorio da attraversare più che come una sequenza di opere da osservare. Entrarvi
    significa accettare una deriva, come quando si parte senza una mappa precisa e ci si
    affida alla lenta comparsa dei segni sul terreno. Il titolo della serie suggerisce una
    possibilità vertiginosa e insieme silenziosa, l’esistenza di Viaggi paralleli. Forse ogni
    volta che qualcuno torna nel proprio passato non modifica la storia ma entra
    semplicemente in un universo parallelo già esistente, quasi identico al nostro, una
    variazione minima del mondo. Il viaggiatore non cambia il tempo ma lo attraversa,
    come chi imbocca una strada laterale che corre accanto alla principale senza che
    nessuno se ne accorga.”