50s through 70s

Viareggio - 01/12/2012 : 30/12/2012

La mostra ha per protagonisti tre pittori nati in tre decadi diverse ('50, '60, '70), ma accomunati dalla città in cui si sono formati artisticamente e dove attualmente vivono e lavorano (Firenze), oltre che dallo sviluppo delle rispettive ricerche nell'ambito della figurazione contemporanea.

Informazioni

  • Luogo: MERCURIO ARTE CONTEMPORANEA
  • Indirizzo: Corso Giuseppe Garibaldi 116 - Viareggio - Toscana
  • Quando: dal 01/12/2012 - al 30/12/2012
  • Vernissage: 01/12/2012 ore 17.30
  • Generi: arte contemporanea, collettiva
  • Orari: tutti i giorni con orario 16.30 - 19.30 (chiuso lunedì).

Comunicato stampa


Sabato 1 dicembre 2012 alle ore 17.30, presso la galleria Mercurio Arte Contemporanea in corso Garibaldi 116 a Viareggio, si inaugura la rassegna di pittura "50s through 70s".
In esposizione recenti dipinti di Simone Bortolotti, Giorgio Distefano, Andrea Mancini.
La mostra ha per protagonisti tre pittori nati in tre decadi diverse ('50, '60, '70), ma accomunati dalla città in cui si sono formati artisticamente e dove attualmente vivono e lavorano (Firenze), oltre che dallo sviluppo delle rispettive ricerche nell'ambito della figurazione contemporanea


Gli oli di Simone Bortolotti (Firenze, 1963) raffigurano, con cromatismi delicati e tonali, paesaggi e vedute che hanno in sé qualcosa di romantico e, ad un tempo, misterioso. L'artista crea scenari immobili e silenziosi, rielaborando in chiave personale certi spunti della pittura metafisica.
Giorgio Distefano (Ragusa, 1972) propone un ciclo di tecniche miste, nelle quali delinea scene ispirate al romanzo 'Horcynus Orca' di Stefano D'Arrigo. I suggerimenti offerti dalla geometria, nascosta o rivelata, si combinano con un'accurata indagine sugli effetti della luce, sia nei paesaggi che nelle figure, a testimonianza di un percorso stilistico aperto a stimolanti contaminazioni.
Andrea Mancini (Firenze, 1958) dipinge ammassi di materiali di ogni genere - cartoni, metalli, copertoni, legname, plastica - che si ergono come icone di un mondo in rovina, ma anche in perenne trasformazione. Nella composizione dei suoi dipinti ad olio, l'artista evidenzia come questi tortuosi cumuli materici possiedano una sorta di struttura logica, inspiegabile e suggestiva.