108 / CT – Poka-Yoke

Terni - 05/06/2021 : 26/09/2021

Ad aprire la quarta stagione, con unica mostra in programma, una collaborazione tra due grandi artisti, per la prima volta insieme in una galleria, con immenso piacere, CRAC, ha l’onore di presentare POKA-YOKE di 108 e CT.

Informazioni

  • Luogo: CRAC - CHIARA RONCHINI ARTE CONTEMPORANEA
  • Indirizzo: Via Paolo Braccini 30 05100 - Terni - Umbria
  • Quando: dal 05/06/2021 - al 26/09/2021
  • Vernissage: 05/06/2021 ore 17
  • Autori: 108, Ct
  • Generi: arte contemporanea, doppia personale

Comunicato stampa

Poka-Yoke
108 – CT
CRAC- Chiara Ronchini Arte Contemporanea

Opening
Sabato 5 h 17-20
5 Giugno 2021- 26 settembre 2021


La Galleria CRAC, Chiara Ronchini Arte Contemporanea, finalmente riapre le sue porte.

Ad aprire la quarta stagione, con unica mostra in programma, una collaborazione tra due grandi artisti, per la prima volta insieme in una galleria, con immenso piacere, CRAC, ha l’onore di presentare POKA-YOKE di 108 e CT.

108 e CT attraverso analogie e differenze pittoriche, indagano su uno dei temi più complessi dell’arte

E’possibile identificare o valutare come “errato” il dispositivo “arte”? In questo particolare momento storico, la mancanza di riferimenti certi, ha posto l’opera d’arte fuori da un contesto critico preciso? In che modo è possibile valutarne la sua efficacia? è necessario che lo sia?
Poka-Yoke intende interrogare lo spettatore sulle diverse modalità di creazione di un’opera, a prova di errore. I due artisti, pongono un quesito visivo, una provocazione, facendo proprie, terminologie tecnico-industriali e applicandole al processo creativo, ipotizzando una possibile lettura del loro percorso di ricerca. L’intento non è quello di fornire una risposta esaustiva ma instaurare un dialogo aperto.
In Galleria lavori inediti, pittorici, site-specific, sono il continuum di ciò che i due artisti piemontesi portano avanti, ormai da anni, nei muri dei luoghi abbandonati o ricercati, in Italia e nel mondo. Due pitture pulite e lineari, si incontrano e si attraggono anche da molto lontano.
I segni morbidi e pieni di 108 si legano perfettamente alle linee asciutte e ben definite di CT, un elegante contrasto, sottile e ricercato, sono il risultato di una coppia in continua crescita ed evoluzione, dove punto di incontro sono l’amore per l’arte, la natura e la purezza del segno. La meraviglia e lo stupore di vedere con quanta naturalezza due contrasti come industria e natura riescono a fondersi, sono il risultato dell’impossibilità di errore per questi due artisti, 108 e CT, che hanno saputo trovare il loro punto forza in un’armonia a prova di errore.
Sono loro i Poka-Yoka dell’arte.
Un’arte che ancora una volta afferma la sua indiscutibile innata capacità del tutto è possibile, dove l’errore non esiste, perché se una cosa provoca incanto, non ci sono domande ma solo risposte.
Poka-Yoke: Termine giapponese che identifica uno strumento o una procedura a prova d’errore, che previene la creazione di difetti nel processo di gestione ordini o in quello produttivo. Lo strumento in questione deve essere in grado di rendere difficile e improbabile l’errore anche da parte di personale non particolarmente accorto.
I sistemi Poka-Yoke sono introdotti nelle 2 fasi di creazione del valore: Poka-Yoke di progetto/ Poka-Yoke di processo. In entrambi i casi l’obiettivo è eliminare le possibilità di incorrere in errori, che potrebbero generare difetti sul prodotto finale. La semplicità di esecuzione deve guidare i fautori di questi sistemi, la laboriosità comporterebbe il generarsi di attività non a valore.



In mostra sarà presentato il loro primo libro, una pubblicazione limitata a 100 copie numerate.
Si intitola VLNV, ha 88 pagine ed è un documento su un progetto di 108 e CT con lavori realizzati tra il 2017 e il 2020.
"Il progetto VLNV ha come base il territorio piemontese con il suo presente post industriale che si perde in territori urbani e rurali. E' una specie di manifesto del nostro lavoro, con pitture speculari connesse e contrastanti ma soprattutto con l'idea di trovare nuovi usi per gli spazi pubblici abbandonati. In un paese in cui questi spazi vengono lasciati all'incuria e alla decadenza gli artisti vengono a loro volta abbandonati a loro stessi senza spazi espositivi e studi in cui lavorare. Da decenni noi abbiamo rimediato a questa e ad altre assurdità trovandoci i nostri spazi senza aspettare permessi e sovvenzioni. Questa volta abbiamo voluto utilizzare un fabbricato intero, curandocelo e creando nella pratica un nostro museo pubblico. Anche i materiali usati sono stati recuperati o trovati in loco, dimostrando che è possibile creare un prodotto artisti di qualità e all'avanguardia a livello internazionale senza attendere sponsor, sovvenzioni e permessi dall'alto."
108-CT

Entrambi piemontesi, 108 e Ct portano in sè le radici di questa regione nel nord ovest d’Italia, regione, posta al confine con la Francia non rappresenta lo stereotipo dell’Italia fatto di sole, mare e persone calorose. Questo territorio è stato forgiato dal contrasto e simbiosi tra natura incontaminata delle fredde Alpi e colline e la grande industrializzazione degli anni 60 del secolo scorso. Senza dubbio la genesi di questo contesto nel quale i due artisti sono cresciuti ha determinato l’evoluzione del loro percorso artistico.108 ha assorbito il fascino della natura e delle sue storie epiche collegate ad un paganesimo fatto di miti e leggende, CT dal canto suo le influenze delle avanguardie tecniche e del design che ha fatto di Torino una delle capitali mondiali. Forme primitive e linee dai tratti organici per 108, Strutture e forme modulari dal sapore industriale per CT. Questi due aspetti peculiari del territorio son diventati chiave interpretativa per l’approccio dei due artisti nel contesto urbano/post-industriale e nei lavori in studio. Il loro muralismo contemporaneo predilige luoghi abbandonati, rovine di una recente modernità andata persa, capace di essere evocata attraverso interventi site-specific.
108 appartiene alla generazione che ha innovato l’arte urbana creando le basi del post-graffitismo contemporaneo e i successivi sviluppi. CT ha fondato le sue basi proprio su questi sviluppi avanguardistici per poi proseguire una ricerca personale. Conosciutisi nel 2004, prime collaborazioni tra il 2007/2008 e successivi eventi ufficiali con la presentazione di lavori: Artmossphere biennale (Mosca 2018) Streetart doping (Varsavia 2015) Viavai (Salento 2014), Icone (Modena 2011).Parallelamente a collaborazioni ufficiali molte sono le collaborazioni site-specific a cavallo tra performance e muralismo. Dal 2017 entrambi lavorano al progetto VLNV: un edificio in disuso posto a metà strada tra Torino, città in cui vive CT e Alessandria città di origine di 108. In questo contesto metafisico i due artisti hanno iniziato un meticoloso progetto Installativo dove i wallpaintings coprono interamente i tre piani. L’intento è la creazione di un percorso dal sapore museale, abbandonando completamente l’estetica del muralismo “pop” in favore di un’analisi matura e capace di confrontarsi allo stesso livello con l’arte contemporanea “ufficiale”.