Il Centro Pecci di Prato ripensa la Toscana come laboratorio: nuovo programma di residenze per artisti e curatori under 36
A fare da riferimento teorico e simbolico è l’eredità di SUPERSTUDIO, il collettivo radicale fiorentino che negli Anni Sessanta e Settanta ha saputo anticipare una riflessione critica sul rapporto tra architettura, ambiente e tecnologia
Non un’identità da celebrare, ma un territorio da interrogare. Con SUPERTOSCANA, un altro museo italiano dopo quello del Novecento di Firenze si apre alle residenze d’artista: è il Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato che inaugura un nuovo programma di residenze che prende la Toscana come oggetto di ricerca critica, mettendo in discussione paesaggio, produzione, comunità e immaginari contemporanei. Il progetto, sostenuto dalla Regione Toscana attraverso il programma FSE+ 2021-2027 per l’occupazione nei settori culturali selezionerà 20 tra artisti e curatori under 36, chiamati a confrontarsi con alcune delle questioni più urgenti del dibattito contemporaneo: sostenibilità ecologica, beni comuni, pratiche collettive, attivazione civica, relazioni tra arte, impresa e territorio.
Le nuove residenze d’artista del Centro Pecci di Prato
A fare da riferimento teorico e simbolico è l’eredità di SUPERSTUDIO, il collettivo radicale fiorentino che negli Anni Sessanta e Settanta ha saputo anticipare una riflessione critica sul rapporto tra architettura, ambiente e tecnologia. SUPERTOSCANA ne raccoglie lo spirito, aggiornandolo alle urgenze del presente: ecologia, decolonialità, prospettive queer e lavoro di gruppo diventano strumenti per riscrivere l’idea stessa di paesaggio e per immaginare nuove forme di convivenza tra umano e non umano.
Il programma di residenze d’artista del Centro Pecci di Prato
Il programma, coordinato da Michele Bertolino, si articola in due cicli di residenza della durata di sette mesi ciascuno, per un totale di 14 artisti e 6 curatori selezionati. In entrambi i casi, la struttura è pensata come un percorso ibrido che intreccia formazione, ricerca e produzione: una prima fase di attività interdisciplinari al Centro Pecci di Prato (lezioni, workshop, laboratori con professionisti del sistema dell’arte), seguita da un periodo di residenza presso istituzioni partner sul territorio toscano, e infine un ritorno a Prato dedicato alla progettazione curatoriale di una mostra collettiva, allo sviluppo del public program e alla realizzazione di un catalogo.
I due cicli di residenza
Il primo ciclo, in programma tra aprile e novembre 2026, coinvolgerà la Fondazione Magazzini Generali di Livorno, Ba.Co. – Archivio Vittorio Giorgini a Baratti e il Siena Art Institute. Il focus sarà la relazione tra ambiente e paesaggio urbano, affrontata attraverso letture ecologiche, sociali e politiche. L’obiettivo dichiarato è quello di scardinare le narrazioni stereotipate sulla Toscana contemporanea, interrogando fenomeni come l’over-tourism, la trasformazione dei territori e le pratiche di cittadinanza attiva legate alla tutela dei beni comuni. Il secondo ciclo, invece, previsto tra giugno 2026 e febbraio 2027, si sposterà sulla geografia produttiva e manifatturiera della regione, grazie alla collaborazione con Casa Masaccio a San Giovanni Valdarno, il mudaC di Carrara e nuovamente la Fondazione Magazzini Generali di Livorno. Qui il nodo centrale sarà il rapporto tra arte, impresa e saperi artigianali, con l’intento di costruire nuove narrazioni culturali a partire dai contesti locali e dalle loro economie materiali.
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