La capanna dello zio Steven (Holl). Un libro intervista di Diana Carta

L’architetta italiana e il progettista si sono incontrati nello studio di quest’ultimo a New York, nel maggio 2016. La loro conversazione ha preso la forma di un progetto editoriale, dal quale emerge la spontaneità che accompagnò quell’incontro.

Steven Holl, T Space Gallery (ingresso e interno). Photo Susan Wides. Courtesy LetteraVentidue Edizioni
Steven Holl, T Space Gallery (ingresso e interno). Photo Susan Wides. Courtesy LetteraVentidue Edizioni

New York, più precisamente Manhattan, 450 West 31st Street: all’undicesimo piano c’è lo studio Steven Holl Architects, ed è lì che si svolgerà una lunga conversazione tra il noto titolare dell’ufficio e Diana Carta, giovane architetta italiana. L’indagine sulla creatività è il nocciolo dell’incontro dal quale è poi nato un duplice volumetto illustrato, italiano e inglese, in formato quasi tascabile, di LetteraVentidue Editrice. Titolo, Lake of the Mind. Conversazione con Steven Holl, con una prefazione di Yehuda E. Safran.

TRA STILE E GENIUS LOCI

Quando si ha l’opportunità di incontrare i grandi nomi nel campo dell’arte e dell’architettura” – dichiara d’istinto Diana Carta all’inizio della sua intervista con l’influente architetto statunitense Steven Holl – “si cerca di sapere e imparare dal loro lavoro, ma ancor di più di capire come prende forma e si definisce il processo creativo”. La prospettiva tecnico-artistica dell’autrice sembra contrapporsi tra due polarità, stile e genius loci, nell’indagare le facoltà del “maestro”. E poiché la lunga carriera di Holl mostra una decisa avversione a paradigmi formali predefiniti (stile), si potrebbe supporre che lui opti per la seconda soluzione (genius loci), la quale, facendo leva sull’intuizione, in verità sfugge a definizioni univoche.
Holl pare, invece, sospendere la questione, dichiarando di adottare una pratica personalissima per stimolare la propria “contemplazione” creativa come approccio al proprio lavoro. Da trent’anni esercita la mente e la mano dedicandosi a dipingere acquerelli su fogli di carta 12,5 x 18 cm. Ogni mattina al risveglio si concede questo momento poetico per una o due ore, e non sempre pensando a precisi progetti architettonici. Lo fa ovunque, nel suo appartamento al Village, o sul tavolino di un aereo in volo tra Stati Uniti e Cina; in archivio ne ha accumulati 20mila, tutti in ordine cronologico, pronti a essere riesaminati per sviluppare o perfezionare nuove idee. “Credo” – afferma il noto architetto – “che l’intuizione e il pensiero pragmatico debbano essere uniti per poter arrivare al pensiero creativo […] il disegno è una forma di pensiero”.

Steven Holl, Explorations of “IN”. Photo Paul Warchol. Courtesy LetteraVentidue Edizioni
Steven Holl, Explorations of “IN”. Photo Paul Warchol. Courtesy LetteraVentidue Edizioni

IL RIFUGIO SEGRETO DI STEVEN HOLL

Esiste tuttavia un luogo di elezione in cui Steven Holl va per ritrovare silenzio e solitudine e darsi al suo aurorale gesto poetico. Racconta, infatti, alla sua interlocutrice che una ventina d’anni fa ha acquistato un terreno con una piccola casa in pietra nei pressi di Rhinebeck, nella contea di Doutchess, Stato di New York; in tutto 1,6 ettari di terreno affacciato sul lago Round Pond. Sei anni dopo decise di costruirvi una minuscola struttura in legno delle dimensioni di 7,4 mq, una “Hütte” – letteralmente, una capanna – con una superficie tale da non poter essere considerata un vero edificio, e che pertanto ha potuto posizionare più vicino possibile alle acque purissime del lago. Da questo prologo che marca il passaggio dalla macro dimensione metropolitana alla quiete di un paesaggio naturalistico assoluto, il dialogo tra i due si anima alla maniera di un interessante resoconto che parla di silenzi, di atmosfere, di cicli della natura, di mutamenti di luce, di geometrie sferiche che si intersecano. E di altro ancora, come di habitat multifunzionali o del progetto Explorations of “IN”, appena realizzato nel piccolo “eden” sul Round Pond.

Franco Veremondi

Diana Carta ‒ Lake of the Mind. Conversazione con Steven Holl
LetteraVentidue Edizioni, Siracusa 2018
Pagg. 80, € 15
ISBN 9788862422888
www.letteraventidue.com

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Franco Veremondi
Nato a Perugia, residente a Roma; da alcuni anni vive prevalentemente a Vienna. Ha studiato giurisprudenza, quindi filosofia con indirizzo estetico e ha poi conseguito un perfezionamento in Teoretica (filosofia del tempo) presso l’Università Roma Tre. È giornalista pubblicista dal 1994 occupandosi di arti visive, di architettura e di estetica dei nuovi media. Nell’ambito delle arti ha svolto periodicamente attività curatoriale e didattica. Collabora con quotidiani e riviste di area europea.

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