Ale Giorgini e il disegno della quarantena

Difficile dimenticarsi quel periodo di reclusione, necessaria ma non semplice, imposta dall’emergenza sanitaria. L’illustratore Ale Giorgini l’ha trascorsa viaggiando per il mondo in una maniera molto particolare.

Intervallo è un progetto personale nato nell’estate del 2017: un racconto di viaggio attraverso “fotografie illustrate”, una serie di cartoline digitali che, nel 2017 e nel 2019, hanno raccontato in totale tre mesi di viaggio attraverso l’Italia e l’Europa, una pausa dal lavoro e dalla routine quotidiana per due viaggi alla scoperta di città d’arte, spiagge assolate e autostrade infinite. Il nome Intervallo è un omaggio al celebre programma Rai che negli Anni Settanta mandava in rotazione cartoline dei luoghi più belli d’Italia poco prima delle edizioni serali del telegiornale. Il 2020 avrebbe dovuto vedere la terza edizione del progetto, un viaggio di 45 giorni che avrebbe nuovamente ripercorso lo Stivale da nord a sud.

LA CALL SU INSTAGRAM

L’emergenza sanitaria e le successive restrizioni ne hanno imposto la cancellazione. Ma la creatività non è costretta alla quarantena. E viaggiare, pur non spostandosi, era ancora possibile. Attraverso una call pubblica su Instagram, ho invitato i miei follower a inviarmi la foto della vista dalla propria finestra, sulla quale avrei disegnato esattamente come fatto nelle edizioni precedenti di Intervallo. Questa volta il soggetto della foto non era scelto da me e il risultato della foto illustrata è diventato ogni volta un dialogo silenzioso fra il sottoscritto e le persone obbligate al lockdown, per le quali la vista dalla finestra poteva diventare una via di fuga dalla complicata normalità nella quale ci siamo trovati costretti.

Ale Giorgini, Stockton Heath, 2020
Ale Giorgini, Stockton Heath, 2020

1.300 FOTOGRAFIE DA TUTTO IL MONDO

In una manciata di giorni ho ricevuto più di 1.300 scatti fotografici provenienti da tutto il mondo: oltre a praticamente tutto il territorio italiano, il progetto ha varcato i confini arrivando a New York, Bora Bora, Tokyo, Mosca, Teheran, Il Cairo, Perth, Mumbai, Copenaghen, Tijuana, Buenos Aires, Bogotà e molti altri luoghi che ho potuto visitare virtualmente insieme ai tanti che hanno seguito il progetto sui miei canali social. Un viaggio che è entrato nelle case delle persone, generato dagli sguardi di chi ha partecipato e solo in ultima istanza finalizzato da me con le matite digitali. Un progetto che può essere quindi definito corale e che, ancor più di quello artistico, sarà quello che ricorderò per l’aspetto umano: molte delle email con cui mi venivano inviate le foto contenevano anche i racconti del luogo fotografato, spesso molto personali, anche legate al difficile momento che stavamo vivendo.
Il progetto si è concluso l’ultimo giorno del mese di maggio, dopo 78 fotografie illustrate che hanno letteralmente attraversato tutto il mondo.

Ale Giorgini

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Ale Giorgini
Ale Giorgini ha iniziato a disegnare da bambino e non ha più smesso. Dopo un percorso da autodidatta, oggi lavora come illustratore e designer, collaborando con brand come Armani, Adidas, Jeep, Puma, Martini, Disney, Warner Bros, Opinel, Lavazza, Kinder Ferrero, Fidenza Village, Foot Locker, Emirates e ha pubblicato le sue illustrazioni su The Hollywood Reporter, Boston Globe, L’Express, Chicago Magazine, The Official Ferrari Magazine, Il Sole 24 Ore, Il Corriere della Sera. Ha partecipato a mostre ed eventi in tutto il mondo: Tokyo, New York, Zurigo, Vienna, Parigi, San Francisco, Los Angeles, Melbourne, Annecy, Manchester, anche se appena può ama passeggiare per Vicenza, la sua città. Ha vinto il Good Design Award del Chicago Museum of Design (2017), è stato selezionato dalla Society of Illustrators di New York (2015, 2017) e candidato al Premio Boscarato al TCBF (2016). Dal 2013 al 2018 è stato presidente e direttore artistico di Illustri Festival.