Filastrocche della Peste: rime amare per raccontare il Coronavirus

Lucio Villani e Daniele Catalli hanno dato vita alle “Filastrocche della Peste”, un progetto digitale che mescola disegno e poesia per raccontare i fatti di cronaca sull’emergenza Coronavirus.

Si presentano come un diario quotidiano della quarantena da Coronavirus le Filastrocche della Peste di Lucio Villani e Daniele Catalli, che da circa un mese raccontano l’emergenza sanitaria e le sue conseguenze in quartine illustrate. Leggendole in ordine cronologico, dalla prima filastrocca a quella più recente, è possibile ricostruire la storia del COVID-19, il virus che nell’ultimo mese ha rivoluzionato il modo in cui viviamo. Le filastrocche sono disponibili sul canale Telegram dedicato e sui profili Facebook e Instagram dei due artisti.

Filastrocche della Peste, 2020. Courtesy Daniele Catalli - Lucio Villani
Filastrocche della Peste, 2020. Courtesy Daniele Catalli – Lucio Villani

UN DIARIO IN QUARTINE

Il formato di ogni filastrocca – composta in quartine e con rime principalmente alternate – crea un effetto straniante nei confronti della materia trattata. La filastrocca è infatti di per sé una forma poetica che viene proposta a bambini e ragazzi, e che tratta principalmente argomenti che potremmo definire “allegri” (nonostante esistano diverse eccezioni). Lo stridore tra forma e contenuto viene qui ammorbidito dalla presenza delle illustrazioni di Daniele Catalli, realizzate in bianco e nero e adornate da profondi spazi bianchi, con l’intenzione di rappresentare la situazione “sospesa” che stiamo vivendo.
Dalle prime avvisaglie di pericoli, passando per il lockdown delle “zone focolaio”, fino alla quarantena dell’intero Paese e alla “fuga da Milano”, gli autori fissano i momenti salienti di ciò che si sta prefigurando come un punto di non ritorno della nostra società.
La narrazione dei fatti cede talvolta il passo a considerazioni personali, chiaramente giustificabili in relazione alla natura non cronachistica del progetto. Tuttavia il semplice ripercorrere l’evoluzione degli eventi, magari leggendoli “a ritroso”, ha di per sé una carica tragicomica non indifferente.

Filastrocche della Peste, 2020. Courtesy Daniele Catalli - Lucio Villani
Filastrocche della Peste, 2020. Courtesy Daniele Catalli – Lucio Villani

LA “GUERRA AL VIRUS”

Leggendo le Filastrocche della Peste si riscontrano quelli che sono i grandi temi dell’emergenza Coronavirus in Italia: le difficoltà sanitarie, le ordinanze e i decreti con misure restrittive, e soprattutto la metafora usata e abusata della “guerra al COVID” e della conseguente rappresentazione del personale sanitario come vero e proprio esercito in prima linea. Nella filastrocca che gli artisti dedicano ai medici, essi vengono rappresentati sia linguisticamente che visivamente come degli “spartani”, con tanto di scudo raffigurante il bastone di Esculapio.

Filastrocche della Peste, 2020. Courtesy Daniele Catalli - Lucio Villani
Filastrocche della Peste, 2020. Courtesy Daniele Catalli – Lucio Villani

IL RACCONTO TRAGICOMICO DEL QUOTIDIANO

Oltre al racconto della situazione italiana, il diario della quarantena si allarga anche a coprire lo scenario internazionale, soprattutto in relazione a Paesi inizialmente “negazionisti” nei confronti del Covid, come la Gran Bretagna, il Brasile, Israele e gli Stati Uniti.
Ma i momenti più riusciti delle Filastrocche della Peste sono probabilmente quelli in cui il racconto della Storia cede il passo alla rappresentazione delle nostre vicende quotidiane: la desolazione che si prova quando si esce per una veloce commissione o si va al supermercato, il senso di solitudine e la grande incertezza che ci pervade in relazione al futuro. Di certo Le Filastrocche della Peste sono un progetto ben riuscito, che si inserisce nel filone degli esperimenti artistici nati giocoforza con la quarantena da Coronavirus, ma che si distingue da molti di questi per uno sguardo originale e una forma artistica che potremmo definire anomala e che funziona.

Simona Di Rosa

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AutoriLucio Villani , Daniele Catalli
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Simona Di Rosa
Classe 1994, legge e scrive da che ne ha memoria. Laureata in Lettere e specializzata in Pubblicità, nel 2013 ha co-fondato ALT!, associazione di promozione culturale e autoproduzione di artbook e storie a fumetti. Con ALT! ha organizzato numerosi incontri con gli autori, presentazioni di libri e mostre, e ha curato la prima esposizione di tavole a fumetti alla Reggia di Caserta. Lavora come web editor a Napoli e nel tempo libero scrive di libri, fumetti e marketing digitale in giro per Internet.