La call internazionale di Fabrica: una pioggia di immagini racconta la battaglia contro Covid-19

Fabrica, centro internazionale di Benetton per la creatività e la comunicazione, lancia una call per realizzare una campagna sui social. Ecco come decine di creativi raccontano i giorni del virus e della quarantena.

Non si contano, nelle settimane di isolamento anti-coronavirus, le attività fiorite sui social, tra progetti creativi e iniziative di solidarietà, escamotage virtuali per una fruizione a distanza di mostre, opere, musei, e poi flashmob che transitano dai balconi ai profili instagram, analisi sull’emergenza sanitaria, politica, economica e culturale, compilation e nuove produzioni musicali a tema, racconti per immagini della propria esperienza di prigionia urbana. Un fiume in piena che ha il gusto della resistenza, il sapore dell’ossessione e la cifra malinconica di una disperazione difficile da contenere. Ma soprattutto da trasformare.
Anche Fabrica, il Centro di Comunicazione di Benetton Group, dà il suo contributo. E lo fa proprio in rete, dopo aver chiuso temporaneamente le porte della sua storica sede di Treviso, in osservanza delle rigide misure nazionali. Si chiama “Fabrica versus Corona” la “call for creative ideas” rivolta a tutti, o meglio, a chiunque volesse utilizzare un linguaggio creativo -design, fotografia, scrittura, video – per dare forma e voce alla condizione condivisa di cattività domestica, di apprensione, di malinconia, ansia e speranza, di vuoto quotidiano e alterazione spazio-temporale, di riflessione e di concentrazione, di lontananza e desiderio. La vita sospesa diventa, sui principali account social di Fabrica, una collezione di contributi giunti da tutto il mondo: oltre 4.600.000 le Impression su Instagram e più di 1.200.000 quelle su Facebook.

– Helga Marsala

1. MEI GIRAULT, 23, FRANCIA, DESIGNER

Mei Ling Girault

Le ormai mitiche (e introvabili) mascherine, simbolo per eccellenza della pandemia, diventano bandiere di diverse nazioni nello scatto global-solidale di Mei Ling Girault: “Il progetto è la rappresentazione del mondo e dei suoi paesi, attraverso la simbologia del Covid-19“.

2. MADALENA SILVA CARLOS, 21, PORTOGALLO, DESIGNER

Maddalena Carlos

Una sequenza grafica essenziale, per tradurre con immediatezza una condizione emotiva, tra isolamento e desiderio di contatto: “Una visione personale di come ci si sente a stare dentro una bolla“.

3. SARAH ELAWAD, 23, UK, GRAPHIC DESIGNER

Sarah Elewad

Indicazioni semplici, per sopravvivere responsabilmente in tempi di emergenza virale, restituite in una serie di carte da gioco psichedeliche: “Il progetto rappresenta i consigli dati durante la pandemia, rappresentati in chiave grafica“.

4. TUÉ MIRANDA, 20, ECUADOR

Tue Miranda

Primo piano ravvicinato, nascosto da una mascherina, lasciando parlare gli occhi di un anziano. Tutta la fragilità di chi è più esposto al virus, sintetizzata nella forza di un ritratto in bianco e nero: “Il progetto è nato dall’esigenza di ritrarre i sentimenti che riguardano la vita e la morte“.

BIANCA MELLO, MIA SICCARDI; BRASILE, ARGENTINA; 24; DESIGNER, ART DIRECTOR

Mello – Siccardi

Lo strano esercito dei resilienti. Appartamenti come trincee. Bianca Mello e Mia Siccardi mettono insieme una serie di “uniformi” tipiche, da indossare per combattere la grande “battaglia” del momento: pigiami, tute, vestaglie, canotte, short e accappatoi. Le mise di chi resta a casa, responsabilmente.

 

5. ALEXANDRA VOGEL, 21, ROMANIA, ARTISTA

Alexandra Vogel

Ironia, leggerezza e un sano sguardo ottimista rivolto al futuro, per Alexandra Vogel, artista rumena e borsista di Fabrica. Il suo motto dagli accenti pop – ‘Quando la crisi finirà, tutto sarà molto più sexy’ – “rappresenta la prospettiva del fascino del post-quarantena”.

 

6. ANANDA DINATO, 25, BRASILE, FOTOGRAFO

Ananda Dinato

Autoscatto al di qua di una finestra: il mondo fuori, nei giorni di una prigionia necessaria. Mood malinconico e atmosfere intimiste, mentre le luci accese del palazzo di fronte restano l’appiglio silenzioso alla vita che scorre, da lontano, nonostante tutto. Un solo titolo, per quella che sembra la locandina di un film: “STAYHOME”, restare a casa, come un brand, un hashtag, un neologismo, un ritornello.

 

7. GINEVRA SCIALPI, 24, ITALIA, FOTOGRAFA

Ginevra Scialpi

Una pioggia quotidiana di immagini e parole, provando a raccapezzarsi tra allarmismi, complottismi, pareri scientifici, decreti istituzionali, inchieste, reportage, messaggi vocali; e ancora, crolli emotivi, rabbia, fiducia, attesa. “La foto evidenzia la sovraesposizione mediatica e l’overdose di notizie riguardanti il Covid-19“.

8. LUCAS FRANCO, 19, BRASILE, GRAPHIC DESIGNER,

Lucas Franco

Il progetto è la rappresentazione della profonda solitudine provata nel momento dell’isolamento sociale e della quarantena“.

9. KIRA PYATAKOVA, 23, RUSSIA, DESIGNER

Kira Pyatakova

Nota pungente e intento polemico nell’immagine di Kira Pyatakova, in cui campeggia il volto del Premier britannico: l’oggetto è “la relazione tra la politica dell’isolamento dall’Unione Europea di Boris Johnson e il suo auto-isolamento dopo aver contratto il Coronavirus“. La condizione di chiusura come volontà politica e infelice destino.

10. ROBERTA FILIPPELLI, 53, ITALIA, ARTISTA MULTIMEDIALE

Roberta Filippelli

Una serie di cartoline in cui “la Madonna ci invita a stare a casa per goderne. In questo momento surreale, ‘Home sweet home’ non è un cliché“.

11. ANASTASIA MONACELLI, 26, ITALIA, FOTOGRAFA

Anastasia Monacelli

Si chiama “Memento Mori” il progetto di Anastasia Monacelli, ancora in fase di sviluppo, “nato e ispirato dal particolare momento storico che stiamo vivendo. Questa serie di immagini mira ad indagare l’importante aspetto con cui siamo stati tutti costretti a confrontarci: la morte, la fatalità e la transitorietà dell’esistenza“.

12. ANDY ‘SINBOY’ LUKE, 37, ROMANIA/UK/SPAGNA, ILLUSTRATORE

Andy Sinboy Luke

Ho realizzato un arazzo visivo del periodo triste e buio che stiamo vivendo. Ma attraverso le nuvole c’è sempre un raggio di sole”.

13. ANNABELLA CALABRESE, 22, ITALIA, STUDENTESSA

Annabella Calabrese

Attraverso le mie fotografie ho cercato di raccontare le conseguenze psicologiche della quarantena e il cambiamento delle nostre abitudini quotidiane“.

14. DING MENGYU, 27, CINA, STUDENTE

Ding Mengyu

Con una serie molto efficace di scatti in bianco e nero, uno studente cinese restituisce il racconto minimo di una quarantena in soggettiva, rubando immagini al di là dello spioncino della porta di casa: “Era la mia unica connessione con il mondo esterno“. Frammenti claustrofobici, da uno scenario distopico.

15. GIACOMO FALCINELLI, 59, ITALIA

Giacomo Falcinelli

Solo quando ci viene limitata ci accorgiamo del valore della libertà“. Una foto di un homeless disteso su una panchina, avvolto da una coperta e circondato da tutti i suoi averi: qualche busta plastica, una bottiglia, dei panni vecchi. Lo slogan “io resto a casa”, in questo caso, diventa denuncia, stridente paradosso e richiesta di attenzione per chi, nel mezzo della catastrofe, non ha cure né riparo.

16. GASTÓN LISAK, 30, SPAGNA, ARTISTA

Gaston Lisak

“’Sacred Plastics’ è un esperimento visivo per esplorare e mettere in discussione il modo in cui interagiamo con la materialità, la religione, le convinzioni e l’identità d’oggi“.

17. AVANI VIDHANI, 22, INDIA, GRAPHIC DESIGNER

Avani Vidhani

 

Il globo terrestre, nell’anno 2020, è un gigantesco virus che fluttua nello spazio.

18. PASCAL HACHEM, 40, LIBANO, ARTISTA

Pascal Hachem

Ascolta per vedere, annusa per sentire e guarda per emozionarti“. Una sinestesia romantica nella frase esplicativa di Pascal Hachem, a contrasto con l’inquietante immagine: la testa del soggetto è inghiottita da una buffa scultura, assemblaggio di asettiche mascherine chirurgiche. L’attuale simbolo per eccellenza dei dispositivi di protezione e del distanziamento sociale annulla qualsiasi canale di comunicazione: niente da vedere, annusare, guardare. Che ne sarà delle emozioni?

19. SAVINA DE CHASSEVAL, 26, FRANCIA, GRAPHIC DESIGNER

Savina de Chasseval

Riflettere con ironia, dissacrando una tra le più celebri rappresentazioni sacre della storia dell’arte. La nuova religione, in tempi di emergenza virale, è quella dell’igiene e della sanificazione di luoghi, oggetti, persone. Tra ossessione del contagio e nuovi riti quotidiani.

20. KATIE EHRLICH, 23, USA, GRAPHIC DESIGNER & PHOTOGRAPHER

Katie Ehrlich

Le metropoli contemporanee, insidiate dal virus, scivolano in un vuoto surreale, mentre il tempo si dilata, i rumori sfumano, fino a scomparire, e il senso della sospensione cristallizza ogni cosa conosciuta, lasciando avanzare vibrazioni nuove. Dal punto di vista estetico, oltre che sociologico, un’interessante prospettiva sullo spazio pubblico e i simboli collettivi che definiscono la vita di una comunità. Suggestiva la serie fotografica di Katie Ehrlich: “Le luci al neon del Radio City sembrano diverse quando non c’è nessuno ad apprezzarle. Questa immagine fa parte di una serie intitolata ‘NYC in Quarantine’, nella quale documento luoghi iconici di New York durante questo vuoto senza precedenti”.

 

 

 

 

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Helga Marsala
Helga Marsala è critico d'arte, giornalista, notista culturale e curatore. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma, dove è anche responsabile dell'ufficio comunicazione. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatore dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali. Dal 2018 lavora come Consulente per la Cultura del Presidente della Regione Siciliana e dell'Assessore dei Beni Culturali e dell'Identità Siciliana.