Sebastiano Vilella torna in libreria con un graphic novel a colori dedicato all’inventore della pittura metafisica. Tra feuilleton e romanzo storico, una detection firmata da un maestro del noir.

Pubblicato per la prima volta nel 2010, e ristampato oggi in un nuovo formato da Oblomov Edizioni, De Chirico. Interno metafisico con biscotti è il delizioso graphic novel scritto e disegnato da Sebastiano Vilella, dedicato alla pittura del maestro di Volo. Una biografia illustrata incentrata sulle opere del grande pittore, noto per i suoi dipinti sospesi nel tempo e nel silenzio.

DE CHIRICO TRA REALTÀ E FINZIONE

Ambientato negli anni a ridosso della Grande Guerra, il fumetto si sofferma su alcuni avvenimenti realmente accaduti nella vita di Giorgio de Chirico, piegandone tuttavia il contenuto storico a vantaggio di un’impalcatura noir di forte suggestione.
Tanto il trasferimento dell’artista a Parigi e il susseguente approdo alla “corte” di Apollinaire, quanto le peregrinazioni successive – su tutte il viaggio a Ferrara per arruolarsi nell’esercito italiano –, sono raccontati da Vilella attraverso l’espediente della chiave narrativa “gialla”. Malinconico, introverso e cagionevole di salute, il protagonista è infatti coinvolto in una serie di eventi ambigui: omicidi che si susseguono nelle varie città in cui approda e che, per qualche assurda ragione, gli investigatori trovano stranamente connessi alle misteriose opere del pittore.
L’intera trama del libro, dunque, mescola avvenimenti realmente accaduti ed episodi di fiction, mettendo in piedi un noir onirico e avvincente. Intelligente, soprattutto, perché capace di trasmettere al lettore l’essenza spirituale – oltre che grafica – della ricerca del maestro.

Sebastiano Vilella – De Chirico. Interno metafisico con biscotti (Oblomov Edizioni, Quartu Sant'Elena 2020). Copertina
Sebastiano Vilella – De Chirico. Interno metafisico con biscotti (Oblomov Edizioni, Quartu Sant’Elena 2020). Copertina

INTERVISTA A SEBASTIANO VILELLA

Per chi bazzica nel mondo dei fumetti sei un autore ben conosciuto, con una lunga carriera tra pittura, fumetto e illustrazione. Come possiamo presentarti a chi si confronta oggi per la prima volta con il tuo lavoro?
Le mie prime collaborazioni con importanti riviste come Eureka, Frigidaire e Blue risalgono agli inizi degli Anni Ottanta. Da allora, storie e romanzi grafici sono stati pubblicati da editori come QPress, Black Velvet, CoconinoPress, NPE, Voilier, Weirdbook e Oblomov. Affianco da sempre all’attività di autore di fumetti quella di illustratore e pittore.

La tua ultima pubblicazione è un fumetto a cavallo tra biografia e mistery dedicato a Giorgio de Chirico. L’opera, in realtà, risale al 2008: da dove nasce l’esigenza di una ristampa con una nuova casa editrice, e cosa cambia in termini di formato rispetto alla prima edizione?
La prima edizione del mio libro dedicato alla giovinezza di Giorgio de Chirico e all’invenzione della pittura metafisica risale a dodici anni fa, ma ha un periodo di gestazione di altri tre anni. Alla sua prima uscita suscitò notevole interesse e curiosità: in effetti avevo realizzato un biopic anomalo, in cui elementi storici e testimonianze attendibili di carattere biografico si fondono con invenzioni romanzesche intrise di atmosfere suggestive e di tensione.
A distanza di tanti anni, la casa editrice Oblomov – diretta da Igort – ha ritenuto che il lavoro avesse ancora elementi di interesse e di attualità, tali da giustificare una riproposizione al pubblico in un nuovo formato a colori, con sequenze e illustrazioni inedite. Grazie anche alla collaborazione della Fondazione Giorgio e Isa de Chirico, ha dunque promosso questa nuova edizione, molto più completa della precedente. Sicuramente è un’edizione che rispecchia maggiormente la mia idea originaria.

Più in generale, perché la scelta di un confronto con un maestro come de Chirico?
Giorgio de Chirico (insieme a suo fratello Alberto Savinio) rappresenta un riferimento cardine del mio personale percorso di autore di fumetti. Può sembrare strano che un facitore di storie a fumetti faccia riferimento, tra gli altri, a un grande pittore, anzi al “Pictor Optimus”, come il maestro amava definirsi. Ma la sua concezione dello spazio, la sua visione pittorica fatta di elementi fortemente definiti attraverso solidi e taglienti contrasti formali, nonché l’uso netto e deciso della luce e delle ombre, hanno fortemente influito sulla mia sensibilità e sulla mia formazione di autore di fumetti.
Ho sempre pensato, inoltre, che i lavori più metafisici di de Chirico contenessero elementi evocativi che si prestassero a una forma di racconto, oltre che di rappresentazione pittorica. Quadri come il celebre Mistero e malinconia di una strada sembrano raccontare qualcosa, alludere a una vicenda misteriosa sospesa in un tempo indefinito, carico di oscure promesse: verso chi corre quella bambina inseguendo il suo cerchio? A chi appartiene l’ombra scura che si proietta sulla strada illuminata? Qual è il destino che la attende?
Queste e altre domande hanno generato delle fantasie e delle ipotesi che hanno finito per intrecciarsi con le vicende biografiche del pittore e generato questo racconto in chiave mistery.

Sebastiano Vilella – De Chirico. Interno metafisico con biscotti (Oblomov Edizioni, Quartu Sant'Elena 2020). Una tavola del libro
Sebastiano Vilella – De Chirico. Interno metafisico con biscotti (Oblomov Edizioni, Quartu Sant’Elena 2020). Una tavola del libro

DA FRIEDRICH A DE CHIRICO NEL SEGNO DEL FUMETTO

In realtà non è il primo artista che decidi di indagare nei tuoi fumetti. Era già successo lo scorso anno con l’opera Friedrich. Lo sguardo infinito. Che rapporto hai con la pittura?
La pittura ha sempre affiancato la mia attività di autore di fumetti; la considero una componente essenziale della mia personalità: un’esigenza espressiva ineludibile, che completa la mia volontà di esprimermi attraverso queste forme di linguaggio visivo e narrativo.

Interno metafisico con biscotti è liberamente ispirato ad alcuni passaggi delle Memorie della mia vita di Giorgio de Chirico. Come hai affrontato la stesura del lavoro per quanto riguarda sceneggiatura e storyboard?
Il fumetto fa riferimento ai capitoli iniziali dell’autobiografia del pittore, Memorie della mia vita. Un testo che lessi quando ancora frequentavo il liceo e che mi affascinò in modo particolare. Approfondii la conoscenza dell’arte del maestro e l’importanza della tecnica nell’espressione grafica e pittorica anche grazie a questo libro. La considero ancora oggi una delle più belle e interessanti biografie d’artista, ricca com’è di elementi evocativi, di considerazioni sull’epoca vissuta, sui personaggi incontrati che hanno fatto la storia del Novecento.
Non volevo però realizzare una biografia a fumetti in senso stretto; non mi interessa raccontare gli autori che amo inseguendo un supposto tracciato documentaristico, rischiando di scadere nel didascalico. Preferisco allargare la visione e avventurarmi in zone di pura immaginazione. Il racconto a fumetti lo vivo come forma di invenzione che mi permette di accedere a realtà sconosciute, scoprire possibilità, formulare congetture e ipotesi.
Nella stesura del mio racconto ho così rielaborato le notizie biografiche, sempre attendibili e documentate, usandole come punto di partenza o di raccordo per tessere la trama di una vicenda di puro mistero che rispecchiasse appieno le atmosfere delle opere più rappresentative della stagione metafisica dechirichiana. Dall’Enigma dell’oracolo all’Enigma dell’ora; dal Mistero e malinconia di una strada al Ritratto di Apollinaire, fino naturalmente agli interni metafisici ferraresi, primo tra tutti il Pomeriggio soave, che fa da snodo narrativo all’intero racconto.

E i disegni? Lo stile delle tavole sembra fortemente ispirato – nelle inquadrature e nel clima “sospeso” delle ambientazioni – ai dipinti del protagonista.
Ho cercato di immergermi completamente nella realtà trasfigurata dei quadri metafisici. In essi tutto sembra rivelarsi per la prima volta ai nostri occhi e alla nostra coscienza. A volte sembra di non riconoscere come tali le cose che appaiono e compongono la nostra visione: i luoghi in cui ci si muove, e gli oggetti che utilizziamo tutti i giorni, si rivelano in chiave simbolica ed evocativa, non semplicemente funzionale. Tutto allora ci appare “sospeso” e carico di attesa, di promesse o di minaccia.
Lo stile grafico che ho scelto non è strettamente legato a quello dechirichiano, ma vi fa riferimento. Le figure si muovono in una atmosfera sospesa e straniante, completamente immersa in una luce verde, perché verde è il colore dominante dei cieli metafisici carichi di oscure promesse e inattese rivelazioni.

Alex Urso

Sebastiano Vilella – De Chirico. Interno metafisico con biscotti
Oblomov Edizioni, Quartu Sant’Elena 2020
Pagg. 152, € 20
ISBN 9788831459099
www.oblomovedizioni.com

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AutoreGiorgio De Chirico
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Alex Urso
Artista e curatore. Diplomato in Pittura (Accademia di Belle Arti di Brera). Laureato in Lettere Moderne (Università di Macerata, Università di Bologna). Corsi di perfezionamento in Arts and Heritage Management (Università Bocconi) e Arts and Culture Strategy (Università della Pennsylvania). Tra le istituzioni con cui ha collaborato in questi anni: Zacheta - National Gallery of Art di Varsavia, Istituto Italiano di Cultura di Varsavia, Padiglione Polacco - 16. Mostra Internazionale di Architettura Biennale di Venezia, Fondazione Benetton (catalogo “Imagus Mundi”), Adam Mickiewicz Institute. Nel 2017 è stato curatore della “Biennale de La Biche”. Dal 2014 scrive di arte per Artribune. Sempre per Artribune cura “Fantagraphic”, la rubrica di fumetti del sito. Suoi articoli e testi critici sono apparsi su cataloghi e testate di settore nazionali e internazionali.