Amore, noia e quarantena. Sono questi i temi affrontati da Gianluca Ascione nel fumetto inedito pubblicato sull’ultimo numero di Artribune Magazine.

Gianluca Ascione (Gemona del Friuli, 1994) è considerato uno dei talenti più cristallini del nuovo fumetto italiano. Per questo dedicargli uno spazio ci è sembrato necessario. Lo abbiamo intervistato e ci siamo fatti lasciare un racconto inedito.

Cosa vuol dire per te essere fumettista?
Mi considero un autore che lavora con le immagini a 360 gradi. Ritengo che il fumetto sia solo una parte del mio lavoro. Lo sento come un linguaggio naturale sin da piccolo. La moltiplicazione delle immagini mi permette di sbloccare nuovi livelli di complessità, di tecnica e di contenuto. Questo gioco mi diverte, mi gasa e mi permette di riflettere, riordinare e masterare certe cose che acquistano significato in base a come le disegno/dispongo.

Pur avendo all’attivo ancora pochissime pubblicazioni, sei ritenuto uno dei talenti più interessanti del “nuovo” fumetto italiano contemporaneo. Cosa ti piace raccontare?
Mi piace partire da quello che succede nella mia vita, specie nelle relazioni sentimentali e sociali vissute, studiando fuori sede, sulle app di incontri, al lavoro. La parte divertente è camuffare, superare, alterare il tutto, cambiare il corso degli eventi, inserire personaggi, scompaginare le cose. Aprire me stesso e gli altri alle possibilità vissute anche solo sulla carta.

Tra qualche mese uscirà in libreria Sporchi e Subito, un’antologia di giovani autori curata da Fumettibrutti per Feltrinelli. Quanto sarà diverso il tuo racconto rispetto a Il grifone d’oro – il tuo primo albetto uscito nel 2018 per Canicola?
Sicuramente un’esperienza editoriale nuova. Partecipare all’antologica con Buoni Propositi mi ha permesso di disegnare una nuova storia breve, di fare sperimentazione e di raccontare diversamente i soliti dissapori.

Più in generale, come sta cambiando il tuo approccio al fumetto?
Credo che i miei disegni tradiscano un cambiamento continuo. Sperimento a ogni storia, quadro per quadro. Evito la macchinosità della routine e cerco di andare il più vicino possibile ai temi che tocco. Questo mi permette di mantenere un’autenticità e una vivacità che provo a coltivare il più possibile come persona e come fumettista.

Gianluca Ascione, Magione, 2020 © Gianluca Ascione per Artribune Magazine
Gianluca Ascione, Magione, 2020 © Gianluca Ascione per Artribune Magazine

E Magione, la storia che hai disegnato per Artribune, come si inserisce in questo percorso?
Sono delle tavole tratte da un progetto che sto sviluppando con 134M13i.

Cioè?
134M13i è un appuntamento settimanale in videochat insieme a due amici, dove ci scambiamo roba fino a quando non collassiamo. Questa cosa porta a delle fantastiche/meravigliose storie: storie d’amore soprattutto… e a un po’ di torcicollo.

Ti stai preparando a uscire dall’Accademia di Bologna. Quali sono le difficoltà maggiori che vedi, se pensi al mondo del fumetto in senso professionale?
Dubito possa essere un lavoro a tempo pieno come altri. Io disegno tutto il tempo. Sto ancora cercando di capirci qualcosa. In Italia non ci sono molti soldi per la cultura e credo che questo sia un problema e crea un’idea di professionalità un po’ vuota. Non si può stare troppo fermi sulle proprie. Io mi diverto, lavoro il più possibile con le immagini, col disegno, da più fronti… ma solo col fumetto starei fresko.

Quali sono, invece, gli stimoli di cui ti nutri e quali obiettivi hai di fronte a te?
Un po’ di tutto ovviamente: film, musica e tutto ciò che posso fruire nella mia cameretta mentre disegno. Fuori, tutto quello che si fa quando non si disegna, ballare prima di tutto. In questo frangente parlare di obiettivi è difficile. Ho diversi progetti in sviluppo per il futuro, e questa condizione mi piace e spero continui a essere così.

Alex Urso

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #55

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Alex Urso
Artista e curatore. Diplomato in Pittura (Accademia di Belle Arti di Brera). Laureato in Lettere Moderne (Università di Macerata, Università di Bologna). Corsi di perfezionamento in Arts and Heritage Management (Università Bocconi) e Arts and Culture Strategy (Università della Pennsylvania). Tra le istituzioni con cui ha collaborato in questi anni: Zacheta - National Gallery of Art di Varsavia, Istituto Italiano di Cultura di Varsavia, Padiglione Polacco - 16. Mostra Internazionale di Architettura Biennale di Venezia, Fondazione Benetton (catalogo “Imagus Mundi”), Adam Mickiewicz Institute. Nel 2017 è stato curatore della “Biennale de La Biche”. Dal 2014 scrive di arte per Artribune. Sempre per Artribune cura “Fantagraphic”, la rubrica di fumetti del sito. Suoi articoli e testi critici sono apparsi su cataloghi e testate di settore nazionali e internazionali.