Torna a Roma la fiera Più libri più liberi. Secondo i librai fa concorrenza alle librerie

La Fiera Nazionale della Piccola e Media Editoria, in programma dal 4 all’8 dicembre alla Nuvola di Fuksas, non vedrà la partecipazione delle librerie romane perché “tenendosi nel periodo natalizio, indebolisce la già precaria situazione economica delle librerie”

Più libri più liberi - foto Facebook
Più libri più liberi - foto Facebook

Dopo un anno e mezzo di stop forzato, negli ultimi mesi sono finalmente ripartite le fiere. Un momento molto atteso, su cui si punta per la ripresa economica di ogni ambito del mercato, e sui cui punta, in modo particolare, anche il mondo della cultura. Proprio perché stiamo attraversando una fase storica delicatissima, succede che il format “fiera” in alcuni casi venga messo in discussione, perché considerato addirittura un deterrente per la ripresa post-pandemica. A sollevare questo tipo di dibattito sono ad esempio i librai romani che, a poche settimane dall’inaugurazione di Più libri più liberi – Fiera Nazionale della Piccola e Media Editoria in programma dal 4 all’8 dicembre a Roma nella Nuvola di Fuksas all’Eur, hanno deciso di non partecipare alla manifestazione. Motivo? Le date della fiera, troppo vicine al periodo natalizio, momento in cui le librerie registrano una percentuale di fatturato molto alta rispetto al resto dell’anno.

I LIBRAI ROMANI DICONO NO ALLA FIERA “PIÙ LIBRI, PIÙ LIBERI”

Ad annunciare la decisione dei librai romani è un comunicato stampa dell’ALI – Associazione Librai Italiani: “dopo anni che chiedono all’organizzazione della fiera di cambiare le date e non farla nel mese di dicembre, quest’anno i librai romani hanno deciso di non rendersi complici di una manifestazione che, tenendosi nel periodo natalizio, indebolisce la già precaria situazione economica delle librerie”. Della serie, già queste date non ci piacevano. Come mai la fiera dicembrina minerebbe la situazione economica delle librerie? “Roma è l’unica città in Italia, ma forse anche in Europa, in cui si tiene una fiera-mercato editoriale nel mese di dicembre”, dichiara Ilaria Milana, portavoce di ALI Roma, Associazione Librai di Roma e provincia. “Non contestiamo l’evento, ma il periodo perché dicembre è il mese che più impatta sulle vendite delle librerie, circa il 30%, per questo avevamo chiesto di spostare l’iniziativa a novembre o dopo le feste”. In effetti i librai di Roma avevano sollevato non poche perplessità già lo scorso aprile, quando sono state annunciate le date della prossima edizione di Più libri, più liberi, ma la fiera anche quest’anno, nonostante le richieste dei librai, si terrà a dicembre, anche se “esiste una legge sul prezzo del libro per cui non si possano fare sconti e promozioni sul prezzo di copertina nel mese di dicembre”, sottolinea Milana. “Ogni libro che viene acquistato in fiera è un libro in meno acquistato nelle librerie di quartiere che pesa sui nostri fatturati, come succede ormai da anni”.

LA FIERA “PIÙ LIBRI PIÙ LIBERI”, LE LIBRERIE ROMANE E IL LOCKDOWN

Le ragioni che hanno spinto i librai romani a non partecipare alla fiera non sono soltanto di natura economica: l’Associazione Librai di Roma e provincia ha deciso infatti di non aderire per sottolineare il ruolo culturale che le librerie svolgono nel contesto territoriale in cui sorgono, e dell’importanza che questa missione ha avuto soprattutto durante la pandemia. “Durante il periodo del lockdown, le librerie romane hanno ospitato la raccolta dei pacchi per le famiglie disagiate, hanno organizzato la consegna a domicilio specialmente per le persone anziane, così come hanno gestito servizi di ‘libro sospeso’ per i bambini e i ragazzi delle famiglie non in grado di sostenere le spese per i libri”, continua Milana. “Queste sono le librerie, questo significa la loro presenza in una città. Le amministrazioni pubbliche ed editori, scrittori e intellettuali, si ergono sempre a difesa delle librerie, ma di fatto, sostenendo la fiera, ne minano la stabilità economica, e Roma continua a perdere le sue librerie, veri presidi culturali diffusi su tutto il territorio cittadino”.

– Desirée Maida

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.