Guida alle mostre di Agrigento Capitale della Cultura che volge al termine
Cosa segnarsi in agenda per questa ultima fase di Agrigento Capitale della Cultura? Un 2025 complicato ma sempre attivo, con diversi progetti di qualità portati a termine (quasi completo il dossier). E con le ultime settimane fra arte e musica, celebrando identità, storia, popoli e radici
Volge al termine l’anno intenso e difficile di Agrigento Capitale della Cultura, 365 giorni di lavoro, di occasioni, di esperimenti e collaborazioni, certamente di errori, lentezze, polemiche, intoppi. Ma anche di traguardi raggiunti. Tra tensioni politiche, cambi ai vertici della Fondazione e una progettualità complessa da gestire, la macchina presa in mano nei mesi scorsi dalla Presidente Maria Teresa Cucinotta e dal Direttore generale Giuseppe Parello ha portato a casa i 44 progetti ufficiali: a elaborarli, nel 2023-24, la Fondazione Meno di Roberto Albergoni, che ottenne l’incoronazione del Ministero. Sembrava impossibile, visto il refrain di slittamenti e rimodulazioni in calendario, ma tutte le produzioni e gli eventi del dossier hanno avuto luogo – insieme a quelli supplementari messi in campo direttamente dall’Assessorato regionale dei Beni Culturali – con gli ultimi appuntamenti attesi per dicembre.
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Agrigento Capitale, quasi completo il dossier dei progetti
E mentre ci sarà tempo per le valutazioni a freddo, a proposito di reale coinvolgimento delle comunità, impatto sul turismo, eredità da consegnare ai territori, si chiariscono dati, bilanci e strategie alla Corte dei Conti, che monitora l’andamento generale. Ma soprattutto si rivendicano l’impegno e la tenacia: partiti tardi, scontando inefficienze e disservizi locali radicati, oggi si corre per chiudere in tempo e in ordine, sfornando un opening dopo l’altro.
Tante le location coinvolte, di cui ricordiamo alcune tra le migliori proposte messe in campo nel corso dei mesi e già concluse: al Museo P. Griffo gli inestimabili vasi della collezione Panitteri di Monaco, le fotografie del reporter Santi Palacios sul dramma dei migranti (parte del progetto diffuso Concordia, curato da Esther Regueira), quindi la suggestiva rivisitazione dei depositi archeologici di Simone Valsecchi, oppure la Silent Room di Nathalie Harb, culla sonora che concludeva un processo relazionale e creativo condotto sul territorio; al Museo diocesano i capolavori storici dedicati alla figura di Maria Maddalena; tra la Valle dei Templi e il Monastero di Santo Spirito la rassegna di incontri filosofici sul mito della caverna di Platone (Sphairos), curata da Giovanni Taglialavoro; o ancora per Concordia, fra la Chiesa di Santa Sofia, Santo Spirito, la Biblioteca Lucchesiana e i giardini della Kolymbethra, opere di artisti internazionali (da Francis Alÿs a Robin Kahn, da Maro Michalakakos a Alonso Gil e Yinka Esi Graves), maestri del cinema (da Jean Painlevé a Agnes Varda), fino a una figura “marginale” e irregolare come quella dell’outsider artist agrigentino Salvatore Errore.
Adesso il rush finale e qui una breve guida per non perdersi i principali progetti in corso e quelli in arrivo.

EFI SPYROU
Un piccolo spazio sacro, un luogo in cui il sentimento religioso sopravvive e rivive nell’intreccio di luce e buio, vita e morte. L’artista cipriota Efi Spyrou tesse trame d’oro e di nero profondo, costruendo sette pannelli di stoffa e nastro riflettente. Impercettibili finchè non vengono investiti da un flash o una luce diretta, i manufatti si accendono improvvisamente rivelando la tensione drammatica tra gli opposti cromatici, nella sequenza iconografica che rilegge temi mitologici, tra pattern decorativi fitomorfi di gusto ellenistico: dalla Gorgone piangente, al Grifone; dal gioco tra i cervi e i cani, all’aquila a due teste con volto felino.
Non mancano flussi di parole poetiche, in memoria della grande lirica monodica e dei poemi che cantarono il senso del divenire universale. L’installazione lascia emergere così il ricordo di antichi miti, simbolismi naturali e memorie rituali, suggerendo nella consistenza dei manufatti l’evocazione di spazi del visibile e dell’invisibile, in quanto dimensioni di indagine letteraria, artistica, filosofica.
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Agrigento // 10 ottobre – 31 dicembre 2025
Efi Spyrou, Luminous Strays / Attraversando Luce. Assenza e Molteplicità
EX CONVENTINO CHIARAMONTANO DEI FRANCESCANI MINORI
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EDOARDO MALAGIGI
Critica sociale e scultura figurativa oversize, attingendo dal mondo del gioco e della fiaba: i giocattoli urbani pop di Edorardo Malagigi parlano di guerra e inquinamento con una leggerezza che rivela qui e là accenti sinistri.
Nell’antico spazio del Monastero è la dimensione della storia a guidare l’artista, che recupera un elemento architettonico dalla forte valenza simbolica: delle colonne policrome, ottenute dal riciclo di banali confezioni di tetrapak, rivelano centinaia di marchi ritagliati e trasformati in micro tessere, materiale costruttivo proveniente dal quotidiano di ciascuno. Un insolito omaggio al Tempio della Concordia, in cui lo spirito ambientalista incontra la dimensione più genuina del costruire, come un grande manufatto infantile. Al suo assemblaggio hanno collaborato i ragazzi delle scuole della Provincia di Agrigento, nel corso di un laboratorio sul riciclo creativo.
È fatto di tetrapak anche il pinocchio monocromo installato in Piazza Marconi, una scultura pubblica completamente grigia, alta 5 metri. Triturati e ridotti a una pasta modellabile, poi inserita in una stampante 3D, i brik di bevande, succhi di frutta e latte diventano qui il corpo solido e opaco del burattino, sulla cui pelle sono incise piccole sagome di armi, come tatuaggi in rilievo. Il pupazzo dall’aspetto severo siede in terra, stanco, come al termine di una partita finita male, di un’avventura funesta. Un pinocchio antimilitarista, che tra Collodi e Danilo Dolci pare ribadire il non senso della cultura del conflitto e l’urgenza di un ravvedimento, sacrificando il profitto connesso al business della guerra.
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Agrigento // 20 settembre – 14 dicembre
Edoardo Malagigi, Tempio di Tetrapak
MONASTERO DI SANTO SPIRITO
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Edoardo Malagigi, End Game
PIAZZA MARCONI
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DANIELA VETRO
Storia, mito, identità, arte e paesaggio, per una graphic novel dedicata alla città di Agrigento. L’autrice è Daniela Vetro, siciliana, formatasi a Venezia, diplomata all’Accademia Disney di Milano nel ‘98 e subito approdata a Disney come illustratrice, vincendo nel 2003 il Topolino d’Oro. Per Agrigento Capitale confeziona un ispirato omaggio alla città, che è sintesi di sguardi altri, erranti, contemplativi: sguardi di artisti e viaggiatori, di una scrittrice perduta tra il “vulcano e il caos”, di un fotografo flâneur, di uno scrittore che insegue l’assoluto sul filo della nostalgia. Non manca una nota vagamente autobiografica, per un’opera che – spiega Vetro – “è anche il racconto di un ritorno, dopo l’esperienza dell’altrove, sia nella terra natale che nell’interiorità, alla ricerca della propria vocazione artistica più autentica”. Tavola dopo tavola, con tutta la delicatezza del segno, delle atmosfere, delle palette, si susseguono i vasti panorami dell’antica Akragas, innesti di natura e archeologia, che con la leggerezza del breve romanzo illustrato diventano metafora di un viaggio esistenziale, culturale e introspettivo.
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Agrigento // 2-31 dicembre 2025
Daniela Vetro, Luci e miraggi di Agrigento
CHIESA DI SAN LORENZO
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MARINA SAGONA
Di terra, di suolo, di mare e di sangue. Ovvero, il diritto di esistere come esseri umani e cittadini. È il cuore del progetto di Marina Sagona (Roma, 1967), artista multimediale trapiantata negli Stati Uniti, dove si occupa di pratiche artistiche e ricerche teoriche legate al tema della cittadinanza e dell’identità, fra terre d’origine e terre d’approdo.
All’interno dell’ex carcere San Vito, recentemente recuperato e restituito alla collettività, prende forma la sua proposta, nata anche dal confronto con gli studi di Teresa Fiore, titolare della cattedra di Italianistica e Italoamericanistica alla Montclair State University (New Jersey, USA). In un video di 20 minuti l’artista racconta storie di migrazioni verso l’Italia e di discendenti italiani all’estero, il cui legame con le radici non si è mai spezzato. Attraverso le 14 stampe su carta Hahnemühle, con interventi a olio e pastello (Passport, 2019), si narra invece la vicenda di un’italiana all’estero (la stessa Sagona), che per ragioni di lavoro e di continuità acquisisce di diritto la cittadinanza.
Tra Ius Sanguinis e Ius Culturae, diversamente rivendicati, tra limitazioni agli spostamenti dettate da logiche politiche e di propaganda, tra problemi di integrazione delle comunità, gestione dei flussi migratori e forme di dialogo interculturale, Sagona si misura con uno dei temi più brucianti del dibattito pubblico contemporaneo.
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Agrigento // 31 ottobre – 31 dicembre 2025
Marina Sagona, Diritto di sangue – Rovescio di sangue
EX-CARCERE SAN VITO
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MARIA DOMENICA RAPICAVOLI
A partire dal 3 dicembre si unisce alla mostra di Marina Sagona – ma in una sede distaccata – un’opera video su due canali di Maria Domenica Rapicavoli, unica artista siciliana presente del dossier di Agrigento Capitale. Catanese di origini, residente negli USA, anche Rapicavoli ha collaborato con la professoressa Teresa Fiore.
L’altro/a: Una storia familiare, opera del 2021, è un adattamento della vicenda biografica di una donna siciliana costretta a emigrare negli USA, abbandonando i figli e il compagno, in virtù di un matrimonio combinato imposto. È così che diventa “altro”, rispetto a sé stessa, al suo mondo affettivo, al luogo d’origine, ma anche rispetto a quella cittadina del Massachusetts dove dovrà reinventarsi, in totale solitudine, con un salto nel buio. Questa micro storia personale di violenza e di fatica, si intrecciata con la cronaca di un fenomeno di massa: le migrazioni statunitensi del ‘900, ai tempi di una tragica epidemia. Anni in cui si moriva di spagnola e in cui si lottava, scioperando, per rivendicare nuovi diritti mentre cambiavano la cultura del lavoro, il volto del capitalismo e il mondo dell’industria.
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Agrigento // 1 – 31 dicembre 2025
Maria Domenica Rapicavoli, L’altro/a: una storia familiare
TEATRO PIRANDELLO – EX CONVENTO SAN DOMENICO (SALA MULTIMEDIALE)
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LISE CHEVALIER e BOLOLIPSUM
Invitata in residenza al Museo del Corallo “Nocito” di Sciacca, l’artista visiva Lise Chevalier ha a sua volta coinvolto il musicista Bololipsum, francese anche lui. Ne è venuto fuori un progetto multimediale, dal titolo ÉCLORE, in cui il mondo sottomarino dei coralli – elementi fragili, preziosi, minacciati dal cambiamento climatico – si traduce in un intreccio di suoni e in una serie di raffinati inchiostri su carta.
Quindi, la collaborazione con artigiani locali: la gioielliera Laura Di Giovanna, con cui Chevalier ha creato una collana-talismano dedicata alla forza rigeneratrice del mare, e il ceramista e docente Michele Bono, che ha realizzato una serie di piastrelle in ceramica smaltata, ispirate al Mediterraneo e alle antiche maioliche di Sciacca. Dopo la prima fase al Museo Nocito, la mostra si è spostata al Museo Griffo di Agrigento.
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Agrigento // 25 novembre – 31 dicembre 2025
Lise Chevalier con Bololipsum, Éclore
MUSEO ARCHEOLOGICO REGIONALE P. GRIFFO
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BANKSY MODESTE COLLECTION
Esce per la prima volta dai confini francesi la Banksy Modeste Collection: un nucleo di 250 pezzi tra opere, multipli e memorabilia, un mosaico attraverso cui ricostruire storia e ricerca del più celebre street artist internazionale, l’uomo senza volto che intorno alle proprie azioni creative ha costruito una narrazione vincente, popolare, efficacissima sul piano della comunicazione e orientata a un pensiero socialmente impegnato.
Lo stesso spirito engagé che anima questo progetto itinerante, nato nel 2019 per volontà di un gruppo di sostenitori del lavoro di Banksy, partendo dall’acquisto di un corpus di opere appartenenti a un unico collezionista deciso a vendere: per non disperdere la raccolta l’amico Thierry Angles comprò l’intero lotto con l’idea di trasformarlo in occasione di valorizzazione. Un pacchetto nomade, di volta in volta noleggiato da associazioni e istituzioni locali, per una cifra che include coordinamento, allestimenti, comunicazione. Sempre con ingresso gratuito e sempre costruendo relazioni con l’associazionismo di ogni singolo territorio.
Dopo 17 mostre in Francia, più di 370.000 visitatori e quasi 400.000 euro donati a progetti associativi, la Banksy Modeste Collection approda dunque ad Agrigento. Coinvolte – a titolo gratuito – diverse realtà non profit agrigentine, per attività di accoglienza, gestione e mediazione culturale, mentre è sempre valido l’invito rivolto al pubblico: si accettano libere donazioni per sostenere le attività dell’organizzazione (con benefit annessi, da un semplice poster fino a una serigrafia in edizione limitata). Dal 2022 è stato infatti istituito un fondo, attraverso cui redistribuire le offerte di supporter e visitatori, destinandole ad associazioni con finalità sociali, educative e umanitarie. Il tutto tramite bandi e dietro rendicontazioni trasparenti. Anche ad Agrigento, dopo la mostra, è prevista una call per individuare un progetto da realizzare, in favore di persone fragili e cause meritevoli. Una possibile forma di lascito al territorio che sarà utile monitorare e raccontare.
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Agrigento // 3-21 dicembre 2025
Banksy Modeste Collection
CAMERA DI COMMERCIO
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RIZÒMATA
È opera di un team internazionale di creativi, producer e programmatori, invitati a progettare un viodeogame dedicato ad Agrigento. Si chiamano Gamecompass e la loro creatura vedrà la luce entro la fine del 2025. Luoghi post-apocalittici, atmosfere distopiche e una narrazione che mischia passato remoto e futuro immaginario: i giocatori, guidati dal filosofo Empedocle, dovranno cercare di ricomporre l’equilibrio spezzato fra i quattro elementi (Aria, Acqua, Terra, Fuoco), immersi in un percorso di memoria e di rinascita. La città, con i suoi templi, le sue vallate, i miti e le tradizioni, è teatro di un’esplorazione avventurosa, mentre sfumano e si rincorrono il tempo concreto della storia e lo spazio visionario dell’immaginazione.
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Agrigento//17 dicembre 2025, ore 10
Rizòmata, presentazione
PALACONGRESSI
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GIARDINO DELLA PACE
A Caltabellotta, il cui territorio comprendeva un tempo anche l’odierna Ribera, si siglava nel lontano 1302 il patto di non belligeranza, che chiudeva la guerra tra Angioini e Aragonesi.
I due comuni dell’agrigentino, in memoria di quel passaggio storico, hanno oggi collaborato per dar vita a uno dei progetti del dossier di Agrigento Capitale: nasce così il Giardino della Pace, un’oasi per il riposo e la contemplazione del paesaggio, immersa tra gli agrumeti e le dolci curve di un’area circondata dal mare di Eraclea Minoa e Sciacca, dai monti dell’entroterra, dalle vestigia millenarie di Selinunte e della valle dei Templi.
Lo spazio ricavato in corrispondenza del Castello di Poggiodiana, che si erge nel cuore della valle, viene ribattezzato “Belvedere delle Lucertole”. Quattro piattaforme in legno di abete diventano spazi per la sosta o per piccoli eventi culturali, mentre i profumi del nuovo giardino sono quelli delle piante aromatiche – tra cui alloro e rosmarino – scelte da una squadra di giovani architetti e garden designer del dipartimento di Architettura dell’Università di Palermo. I lavori sono stati coordinati da Gilbert Fillinger, direttore di Art & Jardins | Hauts-de-France, che a partire dal 2018 ha ha dato vita a oltre 30 giardini in luoghi emblematici segnati dalla Grande Guerra.
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Caltabellotta // da ottobre 2025 Giardino della Pace
STRADA PROVINCIALE 36
Coordinate Maps

SUITE EMPEDOCLE
Si era partiti un anno fa con le note del concerto del Volo nella Valle dei Templi (evento nazionalpopolare con costi spropositati) e si chiude di nuovo nel segno della musica, ma con tutt’altro taglio e con un senso ben diverso. L’ultimo evento speciale è atteso per il 19 dicembre al Teatro Pirandello, a sigillo del percorso di Agrigento Capitale. Va all’Orchestra Toscanini del Conservatorio “A. Toscanini” di Ribera l’onore di eseguire per la prima volta la Suite Empedocle, dedicata al grande filosofo presocratico vissuto ad Agrigento tra il V-IV secolo. Un’opera in 4 tempi, della durata di 12’.15’’, che ricalca la celebre teoria cosmologica dei 4 elementi: Fuoco, Terra, Aria, Acqua, con riferimenti ai concetti di trasformazione, potenza vitale, spiritualità, conflitto, memoria, migrazioni, armonia tra uomo e natura.
L’autore è Gaetano Randazzo, compositore e direttore d’orchestra, docente al Conservatorio “V. Bellini” di Palermo: è lui il vincitore del bando lanciato dall’istituzione musicale di Ribera per individuare un nome a cui affidare la scrittura della suite. Inserita tra i 44 progetti del dossier, l’iniziativa premia il talento e la ricerca contemporanea, nel nome di una storia e un’identità territoriale da continuare a rileggere e custodire.
E poi ancora musica: sul palco musicisti e direttori d’eccellenza, per un programma trasversale che spazia da Mascagni a Puccini, da Verdi a Rota, da Piazzolla a Bacalov, da Gershwin a Galliano.
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Agrigento // 19 dicembre 2025, ore 18.30 (ingresso libero)
Gran Gala per Agrigento Capitale della Cultura 2025
TEATRO PIRANDELLO
Helga Marsala
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