Mosca. Garage Museum si allarga recuperando il padiglione Hexagon di Gorky Park

Dopo decenni in disuso, lo storico padiglione sovietico diventerà un nuovo spazio espositivo del grande museo di arte contemporanea in occasione del suo tredicesimo compleanno.

L'Hexagon a Mosca CC Garage Museum
L'Hexagon a Mosca CC Garage Museum

L’inverno moscovita è foriero di grandi novità per uno dei musei d’arte contemporanea più importanti della Russia: il Garage Museum recupererà lo storico padiglione Hexagon, nel cuore di Gorky Park, ampliando i propri spazi di quasi 10mila metri quadri. Il padiglione, in disuso da decenni nonostante sia uno dei punti di riferimento architettonici del centralissimo parco, sarà recuperato dallo studio giapponese SANAA (gli stessi del New Museum di New York e del Campus della Bocconi a Milano) nel rispetto del design originale dell’architetto Ivan Zholtovsky e andrà a ospitare una serie di nuove esposizioni.

IL GARAGE MUSEUM DI DASHA ZHUKOVA SI ALLARGA A MOSCA

La cofondatrice del museo e collezionista Dasha Zhukova, che ha spiegato come i progetti di ampliamento cadano in concomitanza con il tredicesimo compleanno del museo, ha dichiarato che “è sempre stato importante per noi capire come, dove e per chi esiste Garage. L’aspirazione ad una “organicità della presenza”, la fedeltà ai principi del consumo sostenibile e la creazione di un ambiente accessibile sono stati fondamentali nel dettare la scelta per la creazione di un nuovo spazio per il Museo: il padiglione Hexagon”. Garage, fondato nel 2008 da Zhukova e dal suo allora marito, il miliardario Roman Abramovich, aveva preso il nome dalla sua prima casa, un deposito di autobus del 1920. Nel 2015, il museo aveva inaugurato la sua attuale sede a Gorky Park, un padiglione in cemento della metà del secolo ristrutturato da Rem Koolhaas e OMA che conservava alcuni dettagli originali dell’era sovietica, come un muro a mosaico e alcune piastrelle e mattoni.

Il Garage Museum of Contemporary Art di Mosca
Il Garage Museum of Contemporary Art di Mosca

IL PADIGLIONE HEXAGON A GORKY PARK

L’Hexagon era stato costruito nel 1923 come “Padiglione delle Macchine e degli Utensili” nella sezione della Meccanizzazione alla prima fiera agricola e industriale dell’Unione Sovietica. Unico padiglione dell’esposizione costruito in cemento armato, e perciò unico sopravvissuto, deve il suo soprannome alla imponente forma esagonale: è composto da sei edifici in stile neoclassico collegati da una serie di gallerie che recintano un cortile interno. Dopo la conclusione della fiera il padiglione era stato destinato a una serie di altre funzioni nel corso degli anni: da spazio pubblico nel 1928 è poi diventato una mensa, una sala da ballo e una fabbrica di limonata, cadendo in rovina a seguito di una serie di incendi. Nel 1999, la città lo dichiarò monumento protetto, senza però recuperarlo.

L'Hexagon a Gorky Park (particolare del rendering) CC Garage Museum
L’Hexagon a Gorky Park (particolare del rendering) CC Garage Museum

IL RECUPERO DEL PADIGLIONE DA PARTE DEL GARAGE MUSEUM

Il piano dello studio SANAA conserverà le colonne originali dell’architetto Zholtovsky, la struttura della fontana e i collegamenti tra padiglioni, aggiungendo un sistema geotermico ad alta efficienza energetica e usando una tipologia di vetro in grado di resistere ai rigidi inverni di Mosca. I quasi 10mila metri quadri di spazio espositivo saranno dedicati a tre gallerie, una biblioteca, una libreria e un caffè, e il cortile sarà aperto alla fruizione pubblica. “Con ciascuno dei suoi edifici, Bakhmetevsky Bus Garage e Vremena Goda café”, ha detto Anton Belov, direttore del museo, “Garage ha aperto un nuovo capitolo nel suo programma di recupero e riutilizzo del patrimonio architettonico, per poterlo poi reinserire in un contesto contemporaneo”.

– Giulia Giaume

L'Hexagon (rendering degli interni) CC Garage Museum
L’Hexagon (rendering degli interni) CC Garage Museum
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Giulia Giaume
Amante della cultura in ogni sua forma, è divoratrice di libri, spettacoli, mostre e balletti. Laureata in Lettere Moderne, con una tesi sul Furioso, e in Scienze Storiche, indirizzo di Storia Contemporanea, ha frequentato l'VIII edizione del master di giornalismo Walter Tobagi. Collabora con diverse riviste su temi culturali, diritti civili e tutto ciò che è manifestazione della cultura umana, semplicemente perché non può farne a meno.