Sussurrare alle api. La mostra di Emilia Beatriz a Glasgow

Centre for Contemporary Arts, Glasgow – fino al 30 giugno 2019. “Dillo alle api” è un modo di dire diffuso in molti Paesi del mondo. Si riferisce all’antica usanza di sussurrare i fatti più importanti alle api nelle arnie, considerando gli insetti parte della famiglia oltre che messaggeri per l’aldilà. Una mostra al CCA di Glasgow racconta l’apicoltura e la cura del terreno come strategie contro la catastrofe ecologica.

Emilia Beatriz, Declarations on soil and honey. Centre for Contemporary Arts, Glasgow 2019
Emilia Beatriz, Declarations on soil and honey. Centre for Contemporary Arts, Glasgow 2019

È un percorso narrativo che si muove agilmente attraverso lo spazio e il tempo quello costruito da Emilia Beatriz (1988) al CCA: Centre for Contemporary Arts di Glasgow. Organizzata attorno a due lavori video, la mostra coinvolge lo spettatore in un viaggio che connette Portorico e la Scozia e racconta il territorio e la sua storia attraverso le pratiche di agricoltura e allevamento delle api. L’apicoltura, in particolare, rappresenta il fulcro centrale, trasformandosi in una metafora del nostro rapporto con il mondo naturale ed evocando tradizioni e pratiche antichissime. In un momento storico caratterizzato da una profonda crisi ambientale, Declarations on soil and honey va letto come un tentativo di utilizzare l’arte come strumento per comprendere il tema da differenti punti di vista, offrendo alle persone una possibilità di raccontare i risvolti quotidiani e intimi di una catastrofe globale che normalmente percepiamo solo attraverso dati e statistiche.
Durante la fase di ricerca, l’artista ha condotto una serie di conversazioni con apicoltori e piccoli coltivatori in Scozia e a Portorico, mettendo a nudo, attraverso le loro parole, il carattere relazionale, universale e spirituale insito nella pratica quotidiana del prendersi cura dell’ambiente, cercando di conciliare le esigenze della produzione con quelle della sostenibilità.

Emilia Beatriz, Declarations on soil and honey. Centre for Contemporary Arts, Glasgow 2019
Emilia Beatriz, Declarations on soil and honey. Centre for Contemporary Arts, Glasgow 2019

LE OPERE E L’ARTISTA

Il primo film, A forecast, a haunting, a crossing, a visitation, è incentrato soprattutto sui territori di Cape Wrath, in Scozia, e ha come protagonisti tre personaggi, Uranio, Agüita e Vientazo, che comunicano tra loro scrivendosi delle lettere. I testi parlano dell’acqua, del vento e della contaminazione delle terre, commemorando la perdita della salute ambientale come si farebbe con un parente scomparso. Il secondo video, Conversation with Ana Elisa, sposta invece l’attenzione su Vieques, in Portorico, raccontata dalle parole dell’apicultrice e attivista Ana Elisa Pérez Quintero.
La giustizia ambientale è un tema molto importante in questo lavoro, come anche il fatto che le narrazioni orali siano centrali per riscrivere il futuro. Sono onorata del fatto che tante persone abbiano condiviso con me le loro storie, contribuendo alla narrazione spiegando i loro modi di lavorare con le api e a contatto con la terra. Una delle cose più importanti che ho imparato da queste conversazioni è che abbiamo il potenziale, come comunità, di costruire in prima persona delle modalità di accesso alle risorse ‒ terra, acqua, cibo, cure, sistemi di supporto ‒ senza dover sempre aspettare che lo faccia la politica”, ha commentato Beatriz.
Per rendere la presenza della natura più intensa, anche a livello percettivo, l’artista ha deciso di costruire nello spazio delle strutture rivestite di muschio, che fungono anche da sedute per gli spettatori. Tutto lo spazio espositivo sembra vibrare grazie alle basse frequenze dell’audio, per il quale la Beatriz ha collaborato con Kiera Coward-Deyell, esperta di sound design.

Valentina Tanni

Glasgow // fino al 30 giugno 2019
Emilia Beatriz ‒ Declarations on soil and honey
CENTRE FOR CONTEMPORARY ARTS
350 Sauchiehall Street
www.cca-glasgow.com

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Valentina Tanni (Roma, 1976) è critica d’arte, curatrice e docente. Si interessa principalmente di new media art e di editoria multimediale. Ha curato numerose mostre, tra cui: la sezione di Net Art di “Media Connection” (Roma e Milano, 2001), le collettive “Netizens” (Roma, 2002) e “L’oading. Videogiochi Geneticamente Modificati” (Siracusa, 2003), “Maps and Legends. When Photography Met the Web” (Roma, 2010), “Datascapes” (Roma, 2011) e “Hit the Crowd. Photography in the Age of Crowdsourcing” (Roma, 2012), “Nothing to see here” (Milano, 2013), “Eternal September. The Rise of Amateur Culture” (Lubiana, 2014), “Stop and Go. L'arte delle gif animate” (Roma, 2016, Lubiana 2017). Ha collaborato con i festival di arti digitali Interferenze e Peam ed è stata curatore ospite di FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma per la sezione “Fotografia e Nuovi Media” (edizioni 2010-2012). Ha scritto per testate nazionali e internazionali e lavorato come docente per istituzioni pubbliche e private. Attualmente insegna Digital Art al Politecnico di Milano. Dal 2011 collabora con Artribune.