The Life, alle Serpentine Galleries a Londra la performance di Marina Abramović in Mixed Reality

L’artista serba sarà protagonista di una performance in cui lei sarà presente attraverso la sua rappresentazione digitale. Che si tratti dell’evoluzione della celeberrima “The artist is present”?

Marina Abramović - The Life. Image courtesy of Marina Abramović and Tin Drum
Marina Abramović - The Life. Image courtesy of Marina Abramović and Tin Drum

L’ultima volta che vi abbiamo raccontato di Marina Abramović (Belgrado, 1946) risale a un paio di mesi fa, quando i media internazionali parlavano di uno dei suoi prossimi impegni, del tutto distante – o quasi, è ancora da capire – dalle sue usuali attività di performance artist: si tratta della progettazione, in collaborazione con James Turrell, di un centro termale di lusso per il Motown Hotel in Tasmania. Se pensavate però che con questa ultima chicca la Abramović non avrebbe avuto altre sorprese da riservare al suo pubblico, vi sbagliavate di grosso: dal 19 al 24 febbraio alle Serpentine Galleries di Londra l’artistar serba si cimenterà in un nuovo progetto in Mixed Reality. In cosa consiste? Diciamo che grazie all’apporto delle più moderne tecnologie, la Abramović potrà avere la possibilità di trovarsi, nello stesso istante, ovunque e in nessun luogo. “Il fatto che il progetto possa essere ripetuto ovunque nel mondo mentre io non ci sono è strabiliante: posso essere presente in qualsiasi punto del pianeta”, commenta infatti Marina Abramović. Nonostante stavolta “the artist is not present”, le prenotazioni per partecipare alla performance sono sold out già da settimane.

Marina Abramović - The Life. Image courtesy of Marina Abramović and Tin Drum
Marina Abramović – The Life. Image courtesy of Marina Abramović and Tin Drum

LA PERFORMANCE VIRTUALE

The Life è il titolo della performance in Mixed Reality che la Abramović terrà alle Serpentine Galleries di Londra, dove già nel 2014 tenne la performance 512 Hours. In The Life i visitatori sperimenteranno, per 19 minuti, un incontro allo stesso tempo intimo e digitale con l’artista, grazie al mix appunto tra elementi reali e virtuali: obiettivo della performance è infatti quello di indagare “il concetto di assenza materiale”. L’uso della Mixed Reality consente ad Abramović di usare il proprio corpo come soggetto e oggetto, e di esplorare la terra di mezzo che separa la tecnologia dalla performance. The Life è prodotta da Tin Drum, uno studio statunitense/britannico che lavora esclusivamente in Mixed Reality. In questo nuovo progetto, Tin Drum ha lavorato alla realizzazione della rappresentazione digitale della Abramović, con cui il pubblico potrà entrare in contatto indossando un paio di occhiali speciali, il dispositivo Magic Leap One. I visitatori saranno così liberi di osservare i movimenti dell’artista come se fosse realmente nella stanza. “Quando ho indossato gli occhiali per la prima volta, è stata un’esperienza molto scioccante”, ha spiegato la performer. “La sensazione che io fossi lì e non ci fossi allo stesso tempo. Questa è la prima volta che un artista utilizza questa tecnologia per creare una performance, ma questo esperimento è solo l’inizio. Spero che molti altri artisti mi seguiranno e continueranno a fare da pionieri della Mixed Reality come forma d’arte”.

LA TECNOLOGIA AL SERVIZIO DELL’ARTE

Per realizzare The Life, Abramović si è “sottoposta” a un complesso processo di acquisizione volumetrica, ovvero la rappresentazione fotografica della forma umana; operazione tecnica, questa, che è stata portata a termine dalla francese 4D Views, studio che dal 2007 progetta sistemi di acquisizione volumetrici dinamici in grado di fotografare digitalmente le persone reali per poi utilizzare tali rappresentazioni negli ambienti virtuali.

– Desirée Maida

Londra // dal 19 al 24 febbraio 2019
Marina Abramović – The Life
Serpentine Galleries
Kensington Gardens
www.serpentinegalleries.org

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AutoreMarina Abramovic
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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.

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