In vendita per 13 milioni di dollari la casa che Frank Lloyd Wright progettò a Phoenix in Arizona

L’architetto progettò la villa nel 1952 per il figlio David e la moglie Gladys. Alla morte della coppia, la casa è passata dalle mani di un imprenditore edile all’altro, fino all’ultimo tentativo, fallito, di farne la sede di una scuola di architettura…

Frank Lloyd Wright, David and Gladys Wright House, Phoenix
Frank Lloyd Wright, David and Gladys Wright House, Phoenix

Sembra proprio non ci sia tregua per la David and Gladys Wright House, la villa progettata nel 1952 da Frank Lloyd Wright (Richland Center, 1867 – Phoenix, 1959) per il figlio David e la moglie Gladys nel quartiere Arcadia di Phoenix, in Arizona. Dopo rocambolesche vicissitudini immobiliari – la villa da una decina di anni a questa parte ha avuto molti proprietari – la casa è stata messa l’ennesima volta in vendita per quasi 13milioni di dollari, dopo i tentativi falliti di farne un museo e una scuola di architettura.

Frank Lloyd Wright, David and Gladys Wright House, Phoenix
Frank Lloyd Wright, David and Gladys Wright House, Phoenix

LA VILLA

La villa, di oltre 230 metri quadrati, sorge su una distesa di aranceti e si sviluppa in una forma organica a spirale che anticipa il design dell’opera più iconica di Lloyd Wright, il Solomon R. Guggenheim Museum di New York. Alla morte dei proprietari, nel 2008 la casa è stata ereditata dai nipoti, che decidono di metterla in vendita. La Wright House da questo momento passa dalle mani di un imprenditore edile all’altro, e corre anche il rischio di essere demolita. Nel 2012, l’attuale proprietario (anche lui un imprenditore edile) Zach Rawling acquista il bene con l’intenzione di farne un museo con laboratorio didattico, caffetteria e bookshop. Rawling inoltre, nel rispetto del progetto originale dell’architetto e per ritornare allo status quo ante, acquista e rade al suolo le case che sorgevano vicino alla villa per ripristinare il paesaggio circostante come previsto da Wright. Qualcosa, però, va storto: nel cercare di assemblare i diversi tasselli del complesso progetto di valorizzazione della villa, Rawling si imbatte nell’ostilità degli abitanti della zona. Il motivo? Temono che il ricco quartiere residenziale, con l’apertura del museo, possa subire una “commercializzazione” che ne mini la tranquillità.

DAL PROGETTO DELLA SCUOLA DI ARCHITETTURA ALLA VENDITA

Archiviata l’idea di trasformare la villa in museo, Rawling decide così, nel 2017, di donare l’edificio alla Frank Lloyd Wright School of Architecture di Taliesin (precedentemente chiamata Frank Lloyd Wright School of Architecture) per farne un centro di studio e di progettazione. L’anno scorso la scuola ha utilizzato l’edificio per ospitare conferenze e studenti di architettura, ma la partnership tra Rawling e l’istituzione ha avuto vita breve, sembrerebbe proprio per via della natura dell’accordo stipulato: la donazione dell’imprenditore era subordinata a una particolare clausola, secondo la quale la scuola entro il 2020 avrebbe dovuto raggiungere, attraverso una raccolta fondi, una cifra pari a 7milioni di dollari. Impegno, questo, che l’istituzione non è in grado di mantenere, per non contare che anche in questo caso gli abitanti del quartiere si erano mostrati contrari all’apertura della scuola per via del traffico e il viavai di studenti che avrebbe comportato. Rimane incerto il futuro della casa, che intanto è ritornata nuovamente in vendita per quasi 13milioni di dollari, 10milioni in più rispetto a quando è passata di mano la prima volta, nel 2012. “È un posto troppo speciale, fa parte della nostra storia condivisa”, ha commentato Rawling. Chi sarà il prossimo proprietario della casa che ha dato i geni al Guggenheim?

– Desirée Maida

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AutoreFrank Lloyd Wright
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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.