Qui Brasile. São Paulo in tre mostre

La città brasiliana è al centro di tre mostre che prendono forma sul suo stesso territorio. Nel tentativo di definirne i contorni, spesso inafferrabili.

Jorge Bodanzky, São Paulo, SP
Jorge Bodanzky, São Paulo, SP

Tre esposizioni distinte raccontano, in contemporanea a São Paulo, la città stessa.
La coincidenza è intrigante. Due tra i più attesi centri culturali degli ultimi decenni nella metropoli brasiliana, il SESC 24 de Maio e l’Instituto Moreira Salles, entrambi appena inaugurati, decidono di entrare in scena con delle esposizioni sulla stessa São Paulo. La scelta sembra, almeno concettualmente, voler dare continuità al dibattito che l’architettura dei due poli promuove, nel tentativo di stabilire relazioni urbane interessanti, di incidere su una scala ben maggiore di quella del lotto su cui si insediano e di incentivare un uso aperto degli spazi della città.
Libri, fotografie, video, oggetti, installazioni, dipinti: espressioni culturali di una varietà impressionante compongono le tre mostre, indagando la capitale paulista. Controversa per eccellenza, non poteva, per essere decantata, che richiedere uno sforzo di questa dimensione.
L’Instituto Moreira Salles ospita São Paulo no livro fotográfico, a cura di Miguel Del Castillo, che riunisce una selezione di pubblicazioni fotografiche dedicate alla città. La rassegna è aperta da due libri editi nel 1954, in occasione del quarto centenario della fondazione, Eis São Paulo e São Paulo: Fastest Growing City in the World. Gli scatti dell’epoca celebrano, in piena euforia progressista, il fasto di una città che, priva di notevoli bellezze naturali, è in sé monumento dell’abilità dell’uomo. Attraverso le pubblicazioni dei decenni successivi, tra fotolibri autoriali e volumi di fotogiornalismo, si giunge alle produzioni più recenti. Tra esse Centro di Felipe Russo, del 2015, con foto scattate all’alba, in un paesaggio senza persone, eppur abitato, in cui l’autore rinviene con sottigliezza piccole tracce di umanità, con un tono diametralmente opposto alla grandiloquenza degli Anni Cinquanta.

Felipe Russo, Centro, 2015
Felipe Russo, Centro, 2015

L’ARCHEOLOGIA DELLA CITTÀ

Nello stesso edificio si trova Três ensaios visuais, a cura di Guilherme Wisnik. La mostra è composta da un unico video in loop, che proietta una sequenza di fotografie. Il video è accompagnato da una voce fuori campo ed è articolato in tre temi, che narrano São Paulo dalla metà del XIX secolo: Pubblicità, Personaggi e Costruzioni/Demolizioni. Si compone così, seguendo l’evoluzione di questi tre filtri effimeri, l’archeologia di una città che si è fatta e rifatta molte volte, senza coltivare una memoria.
Al SESC troviamo invece São Paulo não è uma cidade. Invenções do centro, a cura di Paulo Herkenhoff e Leno Veras, un almanacco privo di cronologia e gerarchie che racconta avvenimenti storici e modi vedere di vedere il centro attraverso una nutrita collettanea di opere d’arte, e non solo, di varie epoche, autori e tecniche. Liquidità del mercato, Fuoco paulista, Hortus Deliciarium sono solo alcune delle categorie secondo le quali il percorso espositivo è eterogeneamente strutturato, invitando a scegliere in libertà i propri tempi e il proprio circuito durante la visita, tra un pranzo al piano inferiore e un caffè sul terrazzo.
La polifonia di voci delle tre mostre che si sovrappongono delinea il ritratto di una città la cui unica vera invariante sembra essere la sua vigorosa, implacabile trasformazione.
Alla fine dei conti, narrare per intero São Paulo sembra essere una sfida già persa in partenza, eppure irresistibile.

Mauro Restiffe, Manifestação. São Paulo, 2014
Mauro Restiffe, Manifestação. São Paulo, 2014

FUORI DALLA PORTATA

Fora do alcance, ovvero Fuori dalla portata, è il titolo del libro del fotografo Mauro Restiffe, anch’esso esposto all’IMS: quasi una sintesi della tensione che sostiene il senso della coincidenza di queste tre esposizioni. La volontà di tentare e ritentare, con ammaliata ostinazione, nonostante la consapevolezza dell’irraggiungibilità del traguardo, di raffigurare e quindi, in qualche modo, di dominare São Paulo, una città che invece continua a rimanere fuori, appunto, dalla nostra portata.

Federica Andreoni

Safio Paulo // fino a luglio 2018
Safio Paulo: Três ensaios visuais

São Paulo no livro fotográfico: 1954-2017
INSTITUTO MOREIRA SALLES
Avenida Paulista 2424
https://ims.com.br

Safio Paulo // fino al 28 gennaio 2018
São Paulo Não é Uma Cidade – Invenções do Centro
SESC
Rua 24 de Maio 109
www.sescsp.org.br

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Federica Andreoni
Federica Andreoni (Ancona, 1987). Architetto, dottoranda in Architettura del Paesaggio presso l’Università La Sapienza di Roma. Formata in Architettura all’Università Roma Tre nel 2012, ha studiato anche a Santiago del Cile presso la PUC e a Oporto presso la FAUP. Ha ottenuto nel 2014 un Master di II livello in Geografia, Città e Architettura presso la Escola da Cidade a São Paulo. Nel 2017 è Visiting Researcher presso la FAU USP e Artist in Residence presso la FAAP a San Paolo del Brasile. È partner-fondatrice di Gnomone Architettura, con cui ha firmato, fra gli altri, progetti di installazioni temporanee in collaborazione con il MAXXI, il Festival DMKM274 e il Festival Città delle Cento Scale. Suoi saggi sono presenti su libri e riviste specializzate. Indaga i temi del progetto mescolando senza troppe riserve architettura, paesaggio e arte, affiancando l’attività di ricerca e di studio a quella di progettazione. Vive, quasi sempre, a Roma.