Il nuovo McArthurGlen Designer Outlet Provence, vicino a Miramas, ospita un progetto ambizioso: una mostra di sculture di Auguste Rodin messe a confronto con le opere di alcuni suoi contemporanei e successori.

Così come Rodin ha cambiato i codici della scultura, McArthurGlen ha cambiato i codici del centro commerciale”. A parlare è Michela Frattini, Centre Manager del nuovo McArthurGlen Designer Outlet Provence, collocato nel cuore della Provenza, più precisamente vicino alla cittadina di Miramas, a circa 45 minuti da Marsiglia. Il paragone è ardito, ma è un buon punto di partenza per cercare di capire perché e come si possa organizzare una mostra di un maestro come Rodin in un centro commerciale o “village de marques” di ultima generazione. Operazione già sperimentata dall’imprenditore milionario e appassionato d’arte Adrian Cheng che ha fondato a Hong Kong il K11. L’arte per lui è per la massa e il suo modello vuole coniugare arte e attività commerciale, opere e artisti di “largo consumo” e shopping mall.

UN ANNIVERSARIO DA RICORDARE

Quest’anno in tutto il mondo si celebra l’anniversario della morte dello scultore francese Auguste Rodin (Parigi, 1840 – Meudon, 1917): dal Gran Palais di Parigi con The Centennial Exhibition, che raccoglie alcuni capolavori come Il pensatoreIl bacio (fino al 31 luglio) alla rassegna del Met di New York, che inaugurerà il 16 settembre, dal Musée de Beaux-Arts de Calais, che affronta il tema del bacio (fino al 17 settembre) al Flint Institute of Arts, Michigan, con una selezione di opere provenienti dalle collezioni Iris e B. Gerald Cantor (fino al 30 luglio). Anche il gruppo McArthurGlen, fondato in Europa nel 1993 – vanta 24 centri in nove Paesi (in Italia: Barberino e Serravalle, tra gli altri) con un programma di espansione in altre città, tra cui Malaga e Gand –, in occasione del suo più recente centro aperto nel sud della Francia, ha voluto rendere omaggio allo scultore “rivoluzionario”. Come ha rilevato Edward Horswell, co-curatore della mostra: “Rodin è stato strumentale per il modo in cui la scultura come monumento è concepita e percepita oggi”.

Joseph Bernard, Femme à L’enfant, 1914-1925
Joseph Bernard, Femme à L’enfant, 1914-1925

LA MOSTRA IN PROVENZA

Gli otto lavori di Auguste Rodin in mostra – la curatela è affidata a Horswell e Oliver L. Wootton con la collaborazione della Sladmore Gallery di Londra, specializzata in sculture bronzee – provengono dalla collezione privata di J.W. Kaempfer Jr, appassionato collezionista, fondatore e presidente del gruppo. Tra le opere: un insieme di cinque Bourgeois de Calais, un busto di Victor Hugo e la grande scultura Balzac. Avant-dernière étude del 1897 (la numero 7 di 12 prove, più una creata per la collezione del Musée Rodin). Ad affiancarle alcune sculture di suoi contemporanei o successori come Aristide Maillol, Joseph Bernard, Emile-Antoine Bourdelle che lavorò per Rodin, Joseph Csaky, Robert Wlerick, Rembrandt Bugatti e Francois Pompon. Oliver L. Wootton ha affermato: “Così come hanno fatto gli impressionisti con la pittura, Rodin ha dato il via a un campo di sperimentazione della scultura e ha contribuito a un’esplosione dell’attività creativa senza precedenti dopo il Rinascimento… Le opere in mostra illustrano la varietà degli stili che sono stati adottati dalle generazioni successive”.

Auguste Rodin, Buste de Victor Hugo, 1885 ca.
Auguste Rodin, Buste de Victor Hugo, 1885 ca.

L’OBIETTIVO DEL GRUPPO MCARTHURGLEN

Quando si vuole avvicinare il vasto pubblico all’arte, si ha già vinto in partenza. La mostra Rodin et ses contemporaines è collocata in uno spazio dedicato e le opere, contrariamente a quanto si possa pensare, non sono sparse per il centro commerciale. I lavori in mostra sono accomunati dal fatto che originariamente erano stati progettati per avere delle dimensioni monumentali ed essere esposti in spazi pubblici. “Le versioni più grandi” – racconta Edward Horswell –, “sparse in vari posti in tutto il mondo, hanno allietato milioni di persone”.
Più difficile, però, è costruire una mostra intorno a Rodin e alla sua vasta influenza. Camille Claudel, prima allieva, poi artista, modella e amante di Rodin – il loro sodalizio, segnato da una forte passione artistica e sentimentale, durerà dieci anni –, non è stata una sua contemporanea? E come ci si può esimere dal contestualizzare l’opera di Rodin senza fare i conti con le trasformazioni nei codici della pittura degli artisti del tempo? E la sua influenza non dovrebbe essere allargata ad artisti come Brancusi – il quale, arrivato a Parigi nel 1904, va a lavorare nel suo studio per poi lasciarlo commentando: “All’ombra di una quercia non nasce nulla” –, Matisse o Picasso?
La mostra ha l’obiettivo di fornire alle migliaia di clienti che passano per il centro una forma d’intrattenimento. Lo spirito quindi è encomiabile e la formula per la promozione dell’arte è vincente. Soprattutto quando indirizzata a un pubblico non avvezzo all’arte che si reca al centro commerciale per fare shopping, fare una passeggiata e sbirciare le vetrine o godere dell’aria condizionata dei negozi nelle torride giornate estive.

Daniele Perra

Miramas // fino al 9 settembre 2017
Rodin et ses contemporaines
MCARTHURGLEN DESIGNER OUTLET PROVENCE
Mas de la Peronne
www.mcarthurglen.com

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AutoreAuguste Rodin
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Daniele Perra
Daniele Perra è giornalista, critico, curatore e consulente strategico per la comunicazione. Collabora con "ICON DESIGN", “GQ Italia”, “ULISSE, "SOLAR" ed è docente allo IED di Milano. È stato fondatore e condirettore di “unFLOP paper” e collaboratore di numerose testate tra cui “ArtReview” “Mousse”, "Harper's Bazaar art America Latina". È stato consulente strategico per la comunicazione della Fondazione Modena Arti Visive, Direttore Comunicazione del Centro Pecci di Prato, Strategic Advisor for Media and Communication alla Malmö Konsthall e Direttore della Comunicazione della Fondazione Thyssen-Bornemisza Art Contemporary. Ha fatto parte del team di selezionatori per alcuni premi tra cui il Premio FURLA e The Sovereign European Art Prize. Ha scritto testi per cataloghi e curato mostre tra cui: Shahryar Nashat in collaborazione con il Centro Pecci, Cantieri Culturali ex-Macelli, Prato (2003); Hans Schabus and the Very Pleasure (Laboratori del Teatro alla Scala di Milano, 2006). Ha pubblicato il volume "Impatto Digitale. Dall’immagine elaborata all’immagine partecipata: il computer nell’arte contemporanea", Baskerville, Bologna. Ha tenuto lecture alla NABA e un corso di Fenomenologia dell’arte contemporanea alla Scuola Politecnica di Design di Milano. È stato caporedattore di “tema celeste” (1999-2007), caporedattore di “KULT” (2007-2010), ha collaborato dal 2000 al 2006 a “Il Sole24ORE” (Domenicale) e all'inserto cultura Saturno de “Il Fatto Quotidiano” e ha collaborato con Artribune come editorialista e consulente.