Christo leader della fronda artistica anti-Trump. Stop al progetto sul fiume Arkansas

L’artista annuncia il blocco di Over the River, il progetto che prevedeva la copertura di oltre 42 miglia del fiume in Colorado. Da 20 anni in stand-by per l’opposizione ambientalista

Un progetto per Over the River, di Christo
Un progetto per Over the River, di Christo

Io non sono più entusiasta del progetto. Perché dovrei spendere denaro per qualcosa che non voglio più fare?“. La contestazione del mondo dell’arte verso il neopresidente Usa Donald Trump, se finora era stata sì accesa, ma più o meno confinata alle cronache, con probabili ammiccamenti alla visibilità mediatica garantita al contestatore di turno, ora sale di livello. In primis per il nome dell’artista, ovvero Christo, a cui si devono le parole che leggete sopra; e poi per l’importanza e la notorietà del progetto a cui fa riferimento, a cui ora annuncia di rinunciare come conseguenza dell’affermazione del candidato repubblicano. Si tratta infatti di Over the River, il contrastato progetto a cui lavorava – per molto assieme alla moglie Jeanne-Claude, morta nel 2009 – da oltre 20 anni, che prevedeva la copertura di oltre 42 miglia del fiume Arkansas con teli argentati sospesi a dei baldacchini.

15 MILIONI DI DOLLARI GIÀ SPESI

Ora il governo federale è il nostro padrone di casa”, ha dichiarato l’artista – notissimo anche al grande pubblico italiano dopo l’evento The Floating Piers allestito lo scorso anno sul Lago d’Iseo – riferendosi al territorio demaniale dove in Colorado si piazzerebbero i baldacchini. “Essi possiedono il terreno: io non posso fare un progetto di cui beneficerà questo padrone di casa“. Già, perché la scelta di Christo prende forza anche dal fatto che oltre che simbolica, diventa anche economica: visto che l’artista, con il tramonto di Over the River, perderebbe anche i circa 15 milioni di dollari che avrebbe finora speso, 7 milioni solo in studi sull’impatto ambientale e in spese per le cause legali per sostenere il progetto davanti alle molteplici opposizioni finora già incontrate. A dirla tutta, le ultime notizie – riportate anche da Artribune – davano Christo già sul punto di gettare la spugna a inizio 2016, stanco di tanti ostacoli: quando il terreno demaniale era ancora di “proprietà” di Obama…

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