Storia, arte, cultura e patrimonio di Niscemi, la città minacciata dalla frana in Sicilia

La città da 25 mila anime in provincia di Caltanissetta ha una storia lunghissima. Che merita più attenzione e protezione

Campeggiano sulle homepage di tutti i giornali le allarmanti immagini della lunga frana che minaccia Niscemi, in provincia di Caltanissetta, un’emergenza che ha costretto 1500 persone a lasciare le proprie case e messo tutti gli abitanti in stato di allerta. La storia di questa città da quasi 25mila abitanti, stravolta da una voragine che minaccia di farla scivolare ancora e sulla quale geologi ed esperti si stanno scervellando, è poco nota rispetto ad altre mete più turistiche della Sicilia, ma molto antica. E meritevole di attenzione e protezione.

Storia, arte, cultura e patrimonio di Niscemi, la città minacciata dalla frana in Sicilia
La frana che minaccia Niscemi. Foto Anthony Emanuele Barbagallo

La storia di Niscemi: dall’antichità al nuovo assetto urbanistico

Le prime tracce di insediamenti umani in loco sono da ricondurre al Neolitico, a cui risalgono numerose tombe a forno scavate nella roccia. Vi sono quindi resti della cultura sicana, e poi sicula, e delle necropoli della tarda età del bronzo, con tombe a tholos e a forno. Diventata prima colonia greca e poi avamposto romano, Niscemi è stata più volte invasa dai cartaginesi: a questo periodo risalgono molti dei reperti qui ritrovati e il sito archeologico di Petrusa (di età imperiale).

Una delle teorie sull’origine del nome di Niscemi vuole che sia un’invenzione degli arabi, la cui presenza è testimoniata dal IX Secolo: demolita nell’invasione araba, la cittadina non sopravvive alle successive lotte con i normanni. Con la conquista normanna, nel 1143 viene qui fondata una nuova città con il nome di Nixenum, poi acquisita dalla famiglia Branciforte. A metà Seicento il principe Branciforte, divenuto principe di Niscemi per volere del re Filippo IV di Spagna, diede un nuovo assetto al borgo secondo le pratiche urbanistiche del tempo, poi replicato tra fine Seicento e inizio Settecento dopo che buona parte della cittadina venne distrutta dal terremoto del 1693. A questo periodo risale gran parte del centro storico, con la piazza Vittorio Emanuele III su cui si affacciano la Chiesa Madre – cioè la Chiesa Santa Maria d’Itria, ricostruita (con facciata incompleta) sotto la direzione dell’architetto Giuseppe La Rosa -; la Chiesa dell’Addolorata, opera dell’architetto Silvestro Giugliara in stile barocco; e il Palazzo di Città, progettato dall’architetto Rosario Crescimone e realizzato dai fratelli Barbagallo. Durante il Settecento venne edificata la maggior parte delle altre chiese e santuari cittadini: la Chiesa di Sant’Antonio da Padova, la Chiesa di Maria Santissima della Grazia, il Santuario di Maria Santissima del Bosco, la Chiesa delle Sante Croci.

La storia di Niscemi: l’età moderna e contemporanea

Nella prima metà dell’Ottocento viene costruito Palazzo Branciforte, il più antico edificio civile sopravvissuto, fatto realizzare dalla duchessa di Mondragone. In questi anni la città subisce grandi disagi, che la portano nel 1848 a prendere parte all’insurrezione popolare contro il governatore borbonico e nel 1860 ad aderire alla rivoluzione garibaldina. Trent’anni dopo, un gruppo di giovani intellettuali niscemesi fondò il Fascio dei Lavoratori di ispirazione socialista (secondo nella regione solo a quello di Catania) che ottenne la lottizzazione e l’assegnamento delle terre demaniali. Il Novecento è stato un secolo duro, per Niscemi, tra incertezze politiche e, appunto, geologiche.

L’area protetta di Niscemi

Il borgo – incastrato tra i Monti Erei e gli Iblei, con vista sull’Etna e sulla fortezza arabo normanna di Butera – vanta anche un’area naturale, dagli Anni Novanta protetta della Regione: la Sughereta, riconosciuta di interesse comunitario dall’Unione Europea. Insieme al Bosco di Santo Pietro di Caltagirone, quest’area costituisce ciò che resta della più grande sughereta della Sicilia centro-meridionale.

Giulia Giaume

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Giulia Giaume

Giulia Giaume

Amante della cultura in ogni sua forma, è divoratrice di libri, spettacoli, mostre e balletti. Laureata in Lettere Moderne, con una tesi sul Furioso, e in Scienze Storiche, indirizzo di Storia Contemporanea, ha frequentato l'VIII edizione del master di giornalismo…

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