Quando le rocce prendono vita. La mostra di Beppe Fumagalli a Cagliari

Durante il lockdown, il giornalista e fotografo Beppe Fumagalli ha esplorato un tratto di costa sarda fra i più inaccessibili. Raccontando di rocce che assumono forme umane e animali.

Nuda e Viva si intitola la personale di Beppe Fumagalli (Bergamo, 1961), la mostra con la quale si riapre il Centro Fotografico di Cagliari. Prodotta da Cristian Castelnuovo, presenta una nutrita serie di fotografie realizzate in “un bianco e nero mai troppo rigoroso“, come scrive la curatrice Roberta Vanali.
L’area di interesse è il tratto costiero sardo compreso tra Capo Pecora e Piscinas, impervio e inaccessibile, contraddistinto da perspicue caratteristiche geologiche, inglobando scisti, calcari e dolomie d’epoca cambriana. “Le bizzarre forme che stupiscono i nostri occhi“, scrivono la geologa Paola Meloni e l’ingegnere Maria Cristina Porcu, “sono nient’altro che il risultato della lotta millenaria tra l’incessante attacco degli agenti modellatori e la resistenza (o corruttibilità) a cui si oppone il materiale lapideo“. Da questo ruvido confronto millenario emergono così rocce che richiamano forme antropomorfe e zoomorfe d’indubbio fascino.

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Redazione

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