“Humans of Cinque Terre” è la raccolta di storie e fotografie di cinquanta abitanti delle Cinque Terre. Fra turismo di massa e una pandemia in corso, alla ricerca dell’autenticità perduta.

Il progetto di Filippo Lubrano e del fotografo Andrea Luporini, iniziato nel 2019 e realizzato in collaborazione con l’associazione culturale Mitilanti, è un insieme di brevi testimonianze, storie e racconti di abitanti delle Cinque Terre. Uno di quei luoghi ‒ tra i tanti in Italia ‒ che da tempo soffre di sovraffollamento turistico, meglio conosciuto come fenomeno di overtourism. In reazione a questo, negli anni, il mercato locale si è adeguato alla domanda dei consumatori e di conseguenza il paese, oltre a svuotarsi di abitanti, si è popolato di B&B e l’attività lavorativa è diventata stagionale e subordinata a quella turistica. Si tratta però di una forma di turismo frettoloso, a tratti superficiale, “take away, selfie e vai”, dove il giro delle Cinque Terre si compie in una giornata, per spostarsi il giorno dopo a una cinquantina di chilometri dallo spezzino per una rapida “tappa-selfie” davanti alla Torre di Pisa. Prima della pandemia si contavano oltre 3 milioni di turisti ogni anno (fonte Ansa), soprattutto americani, tedeschi e svizzeri.
Il progetto Humans of Cinque Terre è nato proprio con lo scopo di ridimensionare l’esperienza, renderla più umana, meno superficiale e più autentica, attraverso “storie normali […] incredibilmente attuali e sconvolgentemente anacronistiche, frammenti di vita in cui ognuno può riconoscere almeno una parte di sé”.

STORIE DI UMANI DELLE CINQUE TERRE

Nel mentre, la pandemia ha inevitabilmente ridotto ‒ se non azzerato ‒ i flussi turistici, ma sono rimaste la necessità e la voglia di raccontare “uno degli angoli più geograficamente conosciuti ma antropologicamente ignorati”, spiega Lubrano.
Cinquanta storie e ritratti di agricoltori, costruttori, pescatori, ristoratori, dieci persone per ogni paese delle Cinque Terre: Riomaggiore, Manarola, Corniglia, Vernazza, Monterosso. Dalle storie dei giovani a quelle dei più anziani, ogni persona è ritratta nella sua spontaneità, senza pose, modifiche o post-produzione, perseguendo l’intenzione di restituire una realtà che parla già da sé.

Muretto a secco. Photo Andrea Luporini
Muretto a secco. Photo Andrea Luporini

LE VOCI DELLE CINQUE TERRE

Il libro, pubblicato sia in italiano che in inglese, è un insieme di brevi testimonianze, spezzoni di dialoghi completamente virgolettati, dove ci si immerge nel colloquiale e il dialogo sembra quasi di viverlo in prima persona. La lettura diventa così una vera e propria esperienza, che permette di entrare nel quotidiano e scoprire un pezzetto di storia di chi vive e anima questi spettacolari paesaggi, tra mare, terrazzamenti e muretti a secco. Le storie di Heydi, Michelangelo, Veronica, Anselmo, Loredana, e oltre: un piccolo campionario di umanità, che si rivela nella sua complessa semplicità, così affascinante e di autentico respiro.

‒ Marlene L. Müller

www.humansofcinqueterre.com

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