Prix Pictet. Fotografia in concorso a Torino

Camera, Torino ‒ fino al 26 agosto 2018. Lo spazio è il tema cardine del concorso fotografico che riunisce nella sede torinese una galleria di autori noti in tutto il mondo.

Sergey Ponomarev, Migrants arrive by a Turkish boat near the village of Skala, on the Greek island of Lesbos. Monday 16 November 2015, dalla serie Europe Migration Crisis, 2015 © Sergey Ponomarev, Prix Pictet 2017
Sergey Ponomarev, Migrants arrive by a Turkish boat near the village of Skala, on the Greek island of Lesbos. Monday 16 November 2015, dalla serie Europe Migration Crisis, 2015 © Sergey Ponomarev, Prix Pictet 2017

La settima edizione del Prix Pictet, intitolata Space, è dedicata allo spazio, divenuto ormai una risorsa a rischio di esaurimento per un pianeta diretto verso quota 9 miliardi di abitanti, nel corso dei prossimi tre decenni. Vincitore del prestigioso contest dedicato alla fotografia della sostenibilità, è risultato Richard Mosse, che ha conquistato la giuria internazionale e i 100mila franchi di premio grazie all’utilizzo di una fotocamera termica in dotazione all’esercito capace di vedere il calore di corpi umani a 30 chilometri di distanza. Adottando una militarizzazione dello sguardo, il fotografo irlandese ha riletto le architetture effimere delle tendopoli trasformandole in “target” bellici e restituendo così il senso di una guerra che per i civili prosegue, invisibile e silenziosa, ben oltre i campi di battaglia.

ESODI E CLAUSTROFOBIA

La fame di spazio è il tema portante di serie fotografiche claustrofobiche come: Tokyo Compression, in cui il tedesco Michael Wolf (già vincitore di due World Press Photo Award) ritrae i volti sofferenti e arresi dei passeggeri della più grande stazione ferroviaria del Giappone (3 milioni e mezzo di persone al giorno); in Trapped Benny Lam studia un’umanità che ad Hong Kong vive ai limiti del possibile, prigioniera del proprio sogno di ricchezza e di libertà, trasformata in cavia in una città laboratorio che non lascia spazio. In cerca di spazio sono anche i profughi ucraini e siriani seguiti dal moscovita Sergey Ponomarev e fotografati durante i momenti drammatici di un esodo che non dà scampo.

Michael Wolf, Tokyo Compression 75, 2011 © Michael Wolf, Prix Pictet 2017
Michael Wolf, Tokyo Compression 75, 2011 © Michael Wolf, Prix Pictet 2017

MAPPE E MICROMONDI

Lo spazio si contrae e contorce nelle Diorama Maps del giapponese Sohei Nishino, in cui una Tokyo attraversata “alla deriva” viene ricostruita “a memoria” in collage fotografici che moltiplicano all’infinito il potere descrittivo del mezzo, fino a produrre saturazioni dello sguardo e asfissie retiniche. In fuga verso altri spazi è lo sguardo adottato da Thomas Ruff nella sua serie ma.r.s., in cui i deserti del pianeta rosso, da sempre spazio aperto della nostra immaginazione fantascientifica, diventano bellezza astratta. Al microcosmo rivolge invece il proprio obiettivo l’inglese Mandy Barker, che porta la fotografia nel micromondo delle nano-plastiche, il nuovo plancton inquinante dissolto nei mari del mondo. La fotografia, qui, è lo strumento di accesso alle strutture conturbanti di un nuovo terribile veleno onnipervasivo che invade lo spazio marino in una delle colonizzazioni più pericolose, e probabilmente irreversibili, del nostro (specie umana e non) spazio vitale.

Nicola Davide Angerame

Evento correlato
Nome eventoPrix Pictet. Space
Vernissage22/05/2018 ore 11 su invito
Duratadal 22/05/2018 al 26/08/2018
Generefotografia
Spazio espositivoCAMERA CENTRO ITALIANO PER LA FOTOGRAFIA
IndirizzoVia delle Rosine 18 10123 Torino - Torino - Piemonte
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Nicola Davide Angerame
Nicola Davide Angerame è filosofo, giornalista, curatore d'arte, critico della contemporaneità e organizzatore culturale. Dopo la Laurea in Filosofia Teoretica all'Università di Torino, sotto la guida di Gianni Vattimo con una tesi sul pensiero di Jean-Luc Nancy, inizia la collaborazione con quotidiani e riviste scrivendo d'arte ma anche di cinema, architettura e cultura contemporanea. In vent'anni di attività ha fondato e diretto, su modello delle Kunsthalle tedesche, la Galleria Civica di Alassio e la Galleria Civica di Andora. Ha fondato e diretto l'associazione culturale "whitelabs. Culture in progress" con sede e spazio espositivo a Milano. Fino ad oggi ha progettato e curato decine di eventi culturali e più di cento mostre personali e collettive di artisti e fotografi, italiani e stranieri, collaborando con istituzioni private e pubbliche in Italia e all'estero. Ha tenuto conferenze sui temi dell'arte e della filosofia in istituzioni italiane e straniere ed ha curato progetti culturali e mostre a New York, Seoul, Bangkok, Parigi, Berlino e Londra. Dopo aver vissuto e lavorato tra Milano e New York, attualmente vive e lavora a Torino, dove insegna Storia dell'Arte Contemporanea presso il Collegio Universitario Luigi Einaudi e dove tiene seminari presso l'Università degli Studi di Torino (cattedra di Estetica). Suoi articoli sono apparsi su Robinson (La Repubblica), L'Unità, Il Manifesto, Art Presse (Paris), Il Mucchio Selvaggio, Exibart, Arte e Critica, Artribune, Segno, FC Fotografia e [è] Cultura.