Dagli Untitled Film Stills a Instagram. Cindy Sherman pubblica selfie ritoccati con Facetune

È la regina indiscussa dell’autoritratto fotografico, nella sua carriera si è immortalata nei panni dei più disparati personaggi, interpretando ed appropriandosi ogni volta di altre identità. Oggi Cindy Sherman è su Instagram e sta sorprendendo i suoi followers pubblicando selfie alterati con una app di fotoritocco. Un divertissement dell’artista o l’inizio di una nuova serie fotografica?

Cindy Sherman, Untitled Film Still #21
Cindy Sherman, Untitled Film Still #21

È senza dubbio tra gli artisti di maggiore rilievo nel panorama della fotografia americana, nota per essersi immortalata con accurati e complessi scatti nei panni dei più disparati personaggi, interpretando ogni volta identità e immaginari diversi, a partire dalla famosa serie degli Untitled Film Stills, 70 scatti in B/N realizzati tra il 1977 e il 1980. È Cindy Sherman (Glen Ridge, New Jersey, 1954), la regina dell’autoscatto e delle Pictures, una dei maestri indiscussi dell’autoritratto, finalizzato però al veicolare messaggi e identità diverse, tipi umani e cinematografici. E perché no, intercalando il concetto di “autoscatto” nei giorni nostri, nell’era dell’imperante estetismo virtuale, l’artista americana potrebbe anche essere considerata un’antesignana dei selfie.

IL PROFILO INSTAGRAM DELLA FOTOGRAFA

Sarà per curiosità, per noia, per divertirsi e far divertire i suoi followers, sarà invece la capacità di interpretare con la propria arte qualsiasi epoca e quindi anche il nostro presente, ma Cindy Sherman ha cominciato a pubblicare sul suo profilo Instagram una serie di selfie. Le foto sono, inoltre, ritoccate attraverso i filtri e i tools della app Facetune, come ha dichiarato la stessa artista in un commento sul social network. “Selfie! No filter, hahaha”, avrebbe commentato sulla prima foto pubblicata della serie risalente allo scorso 12 maggio.
Da quel momento si sono susseguite altre immagini in cui l’artista appare stravolta, deformata, spesso irriconoscibile. In molti scatti indossa parrucche – non reali, frutto del fotoritocco –, ha i tratti del volto e il colore della pelle completamente alterati. Ma si tratta effettivamente di selfie o di una nuova fase della sua ricerca, sempre focalizzata sull’indagine delle svariate sfaccettature dell’identità umana? In molti se lo chiedono, e in effetti la frequenza con cui pubblica gli scatti sembrerebbe confermare questa ipotesi.

UNA NUOVA SERIE FOTOGRAFICA?

Sicuramente l’aspetto più interessante della vicenda è l’inversione del processo operativo tipico dell’artista. Da sempre il lavoro di Sherman si contraddistingue per la lunga preparazione dei set fotografici, dall’invenzione della storia, la scelta del ruolo da interpretare, il travestimento, la sistemazione delle luci, un rituale in cui lo scatto rappresenta soltanto l’ultimo step di questo complesso procedimento di appropriazione di identità. In questa nuova fase “social”, invece, lo scatto è il punto di partenza di un elaborato photo editing che nulla toglie, però, all’ironia, alla tragicità e all’estetica che da sempre contraddistinguono la sua fotografia. In attesa di nuovi selfie – autoscatti? –, ecco una carrellata di foto che potete ammirare sul profilo Instagram di Cindy Sherman.

– Desirée Maida

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.