Chi è Elina Brotherus (Helsinki, 1972)? È una straordinaria fotografa finlandese che da vent’anni scatta, prevalentemente, autoritratti. Nessuna vena narcisistica, però, nessun orpello o make up alla Cindy Sherman, nessuna impersonificazione di personaggi celebri alla Yasumasa Morimura o morphing digitali con derive kitsch e neopop alla Orlan. Ciò che ritrae, con una semplicità disarmante, non è se stessa. Non sembra riconoscersi in quelle immagini. È un essere umano, una modella, una figura, un corpo. Nessun selfie ante litteram, nessun pathos autoerotico, nessun effetto sensazionalistico: ciò che resta impresso nella foto è un essere umano con le sue fragilità, le paure, le gioie, le angosce. Qualcuno che mostra i segni del tempo come una time machine. Unici elementi ricorrenti nelle sue immagini sono gli specchi, le superfici riflettenti (una piscina, un lago, un fiume) i paesaggi silenziosi e potenti. La figura umana, spesso ritratta nella sua nudità, senza alcuna valenza erotica, è un elemento che convive con scenari mozzafiato. Con una natura, all’apparenza, incontaminata. In atmosfere spesso nordiche, nebbiose, fredde, nostalgiche, romantiche alla Caspar David Friedrich.
Le immagini, ci dice l’artista, parlano di lei ma dicono qualcosa anche di noi che le osserviamo. In questa breve intervista, Elina Brotherus condensa in tre minuti la sua poetica, mentre scorrono decine e decine di sue immagini. “Non è la mente”, afferma Elina, “che decide l’immagine, è l’occhio”.

– Daniele Perra

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Daniele Perra
Daniele Perra è giornalista, critico, curatore e consulente strategico per la comunicazione. Editorialista e responsabile della copertina di “ARTRIBUNE”, collabora con “GQ Italia”, “ULISSE, "SOLAR" ed è docente di Contemporary Art and Visual Culture allo IED di Milano. È stato fondatore e condirettore di “unFLOP paper” e collaboratore di numerose testate tra cui “ArtReview” “Mousse”, "Harper's Bazaar art America Latina". È stato consulente strategico per la comunicazione della Fondazione Modena Arti Visive, Direttore Comunicazione del Centro Pecci di Prato, Strategic Advisor for Media and Communication alla Malmö Konsthall e Direttore della Comunicazione della Fondazione Thyssen-Bornemisza Art Contemporary. Ha fatto parte del team di selezionatori per alcuni premi tra cui il Premio FURLA e The Sovereign European Art Prize. Ha scritto testi per cataloghi e curato mostre tra cui: Shahryar Nashat in collaborazione con il Centro Pecci, Cantieri Culturali ex-Macelli, Prato (2003); Hans Schabus and the Very Pleasure (Laboratori del Teatro alla Scala di Milano, 2006). Ha pubblicato il volume "Impatto Digitale. Dall’immagine elaborata all’immagine partecipata: il computer nell’arte contemporanea", Baskerville, Bologna. Ha tenuto lecture alla NABA e un corso di Fenomenologia dell’arte contemporanea alla Scuola Politecnica di Design di Milano. È stato caporedattore di “tema celeste” (1999-2007), caporedattore di “KULT” (2007-2010), ha collaborato dal 2000 al 2006 a “Il Sole24ORE” (Domenicale) e all'inserto cultura Saturno de “Il Fatto Quotidiano”.