Roma in uno scatto. La Capitale raccontata dalla fotografia

Macro, Roma – fino all’8 gennaio 2017. Il 15esimo Festival internazionale della fotografia racconta la città di Roma, tema scelto per il duecentesimo anniversario del viaggio di Goethe. La Capitale come centro culturale e artistico per l’arte e la fotografia contemporanee. Gli scatti narrano le profonde dicotomie tra la Città Eterna di ieri e la metropoli complessa di oggi.

XV Festival internazionale della fotografia di Roma - Marco Delogu, Luce attesa
XV Festival internazionale della fotografia di Roma - Marco Delogu, Luce attesa

Emerge una città randagia, fatta di approdi e di partenze tragiche, di presenze e flussi distratti, di architetture immobili ed eterne. Affiorano, come in un cimitero surreale, le sculture fotografate da Marco Delogu, che popolano taciturne i giardini antichi di Villa Medici, illuminate da una luce improbabile di cui si smarriscono i contorni definiti e definibili dei corpi in torsione, di marmo e di pietra, fissi da sempre nel nulla.
Come mausolei della contemporaneità, appaiono invece le architetture fotografate in bianco e nero da Hans-Christian Schink, in cui il quartiere Eur sembra essere desertificato nelle grandi costruzioni che, dagli Anni Trenta del secolo scorso, si sono avvicendate fino ad oggi.

STORIE DI PERIFERIA
Questa fissità metafisica è invece destrutturata da Palo Pellegrin, il quale cerca inesorabilmente di ricostruire le biografie anonime e lacerate delle famiglie rom che vivono ai margini, nelle sperdute periferie della capitale; derelitti della società che, attraverso lo scatto fotografico, troveranno posto in una nuova storia dell’umanità.
Come in un palcoscenico teatrale, Roger Ballen fotografa gli abitanti delle periferie romane, oggetto delle precedenti indagini visive del neorealismo pasoliniano; dipinge sui muri con gessi e carboncini i disegni che ha visto egli stesso nei sobborghi africani, alterando volutamente, così, la realtà tangibile dei luoghi. Tod Papageorge cattura, attraverso la fotografia, i passanti assorti, i grandi flussi, le attese in metropolitana dal centro verso i quartieri più esterni, che divengono anche periferie dell’anima, vite confuse di un’anonima quotidianità.

XV Festival internazionale della fotografia di Roma - Graciela Iturbide, Roma
XV Festival internazionale della fotografia di Roma – Graciela Iturbide, Roma

TRA VITA E TEMPO
Questa ossessione per le biografie si fa più viva e d’impatto negli scatti di Anders Petersen, da cui emerge una profonda analisi antropologica sulla condizione dell’uomo contemporaneo nella propria solitudine. Frammenti e porzioni di corpi ricercati nei luoghi più remoti della città, in un bianco e nero spaesante e allucinatorio. La forza e la potenza della fotografia si esprime soprattutto nelle immagini di Graciela Iturbide, autrice messicana che ritaglia i vuoti e i pieni della città antica e moderna, fotografando il tempo che fugge, l’inesorabilità di un presente che vorticosamente muta; così, dai vecchi ruderi romani affiorano le odierne architetture del nulla o i frammenti di una quotidianità sbiadita.
In questa mostra confluiscono i lavori delle precedenti edizioni del Festival della fotografia di Roma, ma anche i nuovi lavori della XIV edizione affidata a Roger Ballen, Jon Rafman, Simon Roberts e Leo Rubienfien, che hanno guardato alla città di Roma come fulcro contemporaneo.

Fabio Petrelli

Roma // fino all’8 gennaio 2017
Fotografia – Festival internazionale di Roma
a cura di Marco Delogu
MACRO
Via Nizza 138
06 0608
[email protected]
www.museomacro.org
www.fotografiafestival.it

MORE INFO:
https://www.artribune.com/dettaglio/evento/56939/fotografia-festival-internazionale-di-roma-xv-edizione/

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Fabio Petrelli
Nato nel 1984 ad Acquaviva delle Fonti, è uno storico dell’arte. Laureato nel 2006 presso l’Accademia di Belle Arti di Roma con una tesi in storia dell’arte (Storie notturne di donne. La rappresentazione perturbante della donna dal XV secolo ad oggi), nel 2013 si laurea in Storia dell’arte presso l’Università degli studi di Roma Tor Vergata con una tesi in Arti visive del XXI secolo (Imago Mortis. La rappresentazione della morte nell’arte contemporanea). Ha collaborato per diversi musei e gallerie; autore di molteplici saggi a carattere demo-etno-antropologico e storico-artistico, in ambito critico attinge agli studi sull’universo simbolico dei rituali religiosi e di come tali forme culturali si riverberano nell’universo archetipico della storia dell’arte dall’antichità al contemporaneo.