Come nasce un dipinto di René Magritte? La mostra ad Anversa azzarda la risposta
Un’epocale conferenza tenuta dall’artista nel 1938 è lo spunto per realizzare una mostra importante che racconta il lavoro di Magritte in una chiave totalmente inedita
I personaggi e i contesti rappresentati da René Magritte sono ormai entrati a pieno titolo nell’immaginario collettivo. Le atmosfere tanto sognanti ed evocative, quanto misteriose e inquietanti, partorite dal geniale pittore belga continuano ancora oggi a ispirare artisti e creativi di ogni dove. Prendendo in analisi proprio i motivi che costellano il conturbante universo immaginifico del maestro di Lessines, il KMSKA-Koninklijk Museum voor Schone Kunsten (Museo Reale di Belle Arti di Anversa) ha realizzato un inedito progetto espositivo. Inedito non tanto per il protagonista del percorso di visita – probabilmente l’autore più esposto e blasonato all’interno dei confini del Belgio – ma per la scelta curatoriale alla base dell’iniziativa.

La mostra di Magritte ad Anversa
Lo spunto da cui prende piede l’intero tragitto di visita (che conta nel complesso oltre cento lavori tra dipinti su tela, carte e qualche rarissima scultura) è infatti una singolare conferenza che lo stesso Magritte tenne nelle sale del museo nel novembre del 1938, quando era già considerato uno dei massimi esponenti del Surrealismo. Si tratta dunque di un “ritorno a casa”, celebrato quasi novant’anni dopo per sottolineare il valore che ebbe all’epoca quell’incontro, e preso come spunto di racconto per tracciare il modus operandi del pittore. Nel corso di quell’importante lectio magistralis (la prima dei soli tre incontri pubblici tenuti in vita dall’artista), il maestro fiammingo raccontò la nascita e gli sviluppi della sua poetica, ponendo l’accento sui temi ricorrenti all’interno dei propri dipinti e sulle sfumature concettuali del suo universo visivo. Tali gruppi tematici, come quello della “donna”, della “porta” e della “finestra”, costituiscono gli snodi fondamentali del percorso espositivo.

Le opere in mostra ad Anversa
Curato da Xavier Canonne, storico dell’arte e docente universitario specializzato nel Surrealismo belga, il progetto segue gli argomenti affrontati nella conferenza, presentandosi come una sorta di “racconto visivo” di quello storico talk – a partire dalla presenza di molte delle opere accennate in quell’occasione. Si passa da Femme ayant une rose à la place du coeur e Les grands voyages (rispettivamente del 1924 e del 1926), prime prove si contatto con la poetica simbolista ispirate a Giorgio de Chirico, a La clef des champs del 1936, concesso in prestito dal Museo Thyssen-Bornemisza di Madrid. Il tragitto di visita si sofferma poi sui collage ispirati a Max Ernst, e sul prolifico periodo parigino di Magritte, forse il più denso di tutta la sua carriera. Nei tre anni spesi nella capitale francese, il pittore produsse infatti oltre quattrocento opere, quasi tutte all’insegna dell’ignoto, e per questo accolte (non sempre in maniera immediata) nel gruppo surrealista. Chiudono il percorso di visita un delizioso gruppo di illustrazioni erotiche del 1946 (raramente esposte prima) e il “capitolo” dedicato a quei pittori di Anversa che parallelamente e subito dopo Magritte, ammirarono e riverberarono la sua poetica con declinazioni molto personali: tra questi il regista Marcel Mariën, i pittori Gilbert Senecaut e Roger Van de Wouwer, e il fotografo Leo Dohmen.
Arte e politica nella pratica di Magritte
Una nota spetta infine alla componente “politica” di questa mostra, in linea con gli ideali socialisti profusi da Magritte nel corso di quella storica conferenza, avvenuta in pieno clima nazionalista. “Ladies and Gentlmen, Comrades”, esordì il pittore in quel celebre incontro, esortando il pubblico come se fosse di fronte a uno squadrone militare. Nel corso della lectio, l’artista non nascose il suo disprezzo per l’ascesa nazista e fascista in Europa, concedendosi più di una riflessione sul valore dell’arte in una società che di lì a poco avrebbe conosciuto il terrore della Seconda Guerra Mondiale. “Dobbiamo difenderci da questa mediocre realtà plasmata da secoli di idolatria del denaro, delle razze, delle patrie, degli dei e, aggiungerei, di idolatria dell’arte”, dichiarò Magritte durante l’incontro. “La natura, che la società borghese non è riuscita a estinguere del tutto, ci offre lo stato di sogno, che dona al nostro corpo e alla nostra mente la libertà di cui hanno disperatamente bisogno. La natura sembra essere stata generosa nel creare per gli individui eccessivamente inquieti o deboli il rifugio della follia, che li protegge dall’atmosfera soffocante del mondo moderno. La grande forza difensiva è l’amore, che coinvolge gli amanti in un mondo incantato”. Anche grazie all’Intelligenza Artificiale che ne riproduce la voce, le parole di Magritte risuonano nelle varie sezioni della mostra, guidando il pubblico in un cammino estetico che è, contemporaneamente, un invito ad aprire gli occhi sui corsi e ricorsi della storia.
Alex Urso
Anversa // fino al 22 febbraio
RENÉ MAGRITTE. La ligne de vie
KMSKA-Koninklijk Museum voor Schone Kunsten
Leopold de Waelplaats 1
Anversa, Belgio
kmska.be
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