L’Elefantino di Bernini in Piazza della Minerva a Roma ha una zanna spezzata (ancora una volta)

Bernini progettò l’elefantino che sorregge il piccolo obelisco di Piazza delle Minerva su committenza di papa Alessandro VII, nel 1667. Già nel 2016 la statua era stata vandalizzata; e ancora una volta il danno riguarda la zanna destra

Sembra destinato a non avere pace l’Elefantino del Bernini che sostiene l’obelisco di Piazza della Minerva, nel centro di Roma.

La zanna spezzata dell’Elefante del Bernini. Il precedente del 2016

Già nel 2016, la statua commissionata al campione del Barocco romano da papa Alessandro VII per sorreggere l’obelisco dell’Iseo Campense era stata sfregiata dall’azione di vandali che all’elefante avevano staccato parte di una zanna, abbandonando il frammento in terra. Allora, il danno riguardava un’integrazione in malta dovuta a un restauro compiuto nel 1977, e in pochi giorni la Sovrintendenza aveva provveduto al reintegro, restaurando velocemente l’opera.

Un nuovo sfregio all’Elefante del Bernini. La zanna spezzata ancora una volta

Ora, nuovamente, ignoti si sono accaniti contro l’Elefante – localmente conosciuto come Pulcino della Minerva – spezzandone la zanna destra, proprio come dieci anni fa. Ancora una volta il frammento è stato ritrovato a terra e consegnato alla Sovrintendenza Capitolina. Ma non è ancora chiaro se si tratti di atto vandalico: la zanna potrebbe infatti aver risentito delle condizioni climatiche avverse degli ultimi giorni, oppure essersi spezzata a seguito di un urto accidentale. La Sovrintendenza punta a restaurare rapidamente l’opera come già fatto in passato, mentre alle Forze dell’ordine, anche grazie all’ausilio delle telecamere che riprendono la zona, spetterà accertare la dinamica del fatto e le eventuali responsabilità.

La storia dell’Elefantino della Minerva

L’elefantino, completato nel 1667, è in realtà opera dello scultore Ercole Ferrata, che lo realizzò però su disegno di Gian Lorenzo Bernini (protagonista proprio in queste settimane di una grande mostra a Palazzo Barberini). Nel 1665, infatti, il piccolo obelisco in granito rosso che oggi svetta in piazza della Minerva fu rinvenuto accidentalmente da alcuni frati Domenicani durante i lavori di edificazione del muro di recinzione del giardino della basilica di Santa Maria della Minerva, che dà il nome alla piazza. E il pontefice decise di sistemarlo davanti alla chiesa, valutando diversi progetti per il basamento che avrebbe dovuto sorreggerlo. A convincerlo fu la proposta del Bernini, che sull’elefante puntò in quanto simbolo di forza e saggezza, come ricorda l’iscrizione incisa sul basamento: “Chiunque osservi le immagini scolpite della saggezza egizia sull’obelisco trasportato dall’elefante, la più forte delle bestie, si rende conto che ci vuole una mente robusta per trasportare una solida saggezza”. Ma l’artista, su insistenza dei Domenicani, fu costretto a prevedere una modifica strutturale che appesantì la linea dell’elefante, facendolo apparire sgraziato. Una silhouette che presto valse alla statua il nomignolo di “porcino della Minerva”, poi storpiato in “purcino” (da qui il Pulcino della Minerva che ancora oggi definisce l’elefante).

Il commento del Ministro Alessandro Giuli

È inammissibile che ancora una volta il patrimonio artistico e culturale della Nazione debba subire un danno così grave” dichiara il Ministro Alessandro Giuli “A pochi giorni dall’inaugurazione della grande mostra su Gian Lorenzo Bernini alla Galleria di Arte Antica di Palazzo Barberini, a essere preso di mira è il suo Elefantino in Piazza della Minerva. Il Ministero della Cultura, attraverso la Soprintendenza Speciale di Roma deputata all’alta sorveglianza sui beni artistici, darà il proprio contributo alla Sovrintendenza Capitolina, da cui dipende il monumento, per il ripristino della scultura: uno dei simboli più significativi della Capitale, colpito da un assurdo atto di barbarie”.

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