100 anni senza Margherita di Savoia. La sovrana ‘influencer’ celebrata in una mostra a Torino
Le vengono intitolate poesie, riviste di moda, rifugi in montagna e persino una pizza. A 100 anni dalla morte, la prima regina dell’Italia unita e figura centrale dell’immagine pubblica della monarchia sabauda, viene celebrata nella sua residenza reale preferita, alle porte di Torino, con un evento diffuso
Quest’anno ricorre il centenario della morte di Margherita di Savoia, la prima regina dell’Italia unita e figura centrale nella costruzione dell’immagine pubblica della monarchia sabauda. Così, una delle sue residenze private preferite, dove ha trascorso gli ultimi anni della sua vita – la Palazzina di Caccia di Stupinigi (vicino Torino) – la celebra con un programma diffuso che intreccia storia, costume, mobilità e gusto per raccontarne la sorprendente modernità. Il progetto parte domenica 25 gennaio con un evento di rievocazione storica, narrazione e presentazione del nuovo cioccolatino, creato dalla storica pasticceria Pfatisch, in suo onore, per concludersi a giugno con un’altra rievocazione storica.
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Chi era Margherita di Savoia: la storia della Regina delle arti
Margherita di Savoia (1851–1926) nasce nel Palazzo Chiablese di Torino (parte del complesso dei Musei Reali) da Elisabetta di Sassonia, figlia del re Giovanni di Sassonia, e da Ferdinando di Savoia, duca di Genova e fratello del re Vittorio Emanuele II: Margherita ne sposa il figlio, l’erede al trono Umberto, nel 1868, e 10 anni più tardi diventa regina. Durante il regno di Umberto I (1878–1900), la sua figura, elegante e riconoscibile, diventa parte integrante della propaganda simbolica dello Stato unitario. Le sue mise, i suoi accessori, i gioielli, le perle sono molto imitate, tanto da trasformarla in influencer ante litteram: le vengono intitolate poesie, libri, riviste di moda, luoghi, rifugi in montagna, collegati all’alpinismo praticato durante i lunghi soggiorni in Valle d’Aosta, e negli anni di permanenza a Napoli – dove nasce nel 1869 l’unico figlio Vittorio Emanuele – le viene dedicata la pizza con i colori della bandiera italiana. A Roma trasforma Palazzo del Quirinale, da residenza papale a Palazzo Reale, e si circonda di poeti, scrittori e intellettuali, da Carducci a Minghetti, guadagnandosi il titolo di Regina delle arti.
Gli ultimi anni della Regina alla Palazzina di Caccia di Stupinigi
La morte del re, assassinato a Monza nel 1900, segna una battuta d’arresto: si ritira progressivamente dalla vita politica ma mantiene un forte valore rappresentativo come regina madre. Negli anni successivi privilegia residenze più appartate, tra cui la Palazzina di Caccia di Stupinigi, che diventa uno dei suoi luoghi di soggiorno prediletti. A Stupinigi, soprattutto nei primi decenni del Novecento, la regina conduce una vita più raccolta, scandita da abitudini quotidiane che la portano ad attuare interventi di modernizzazione e comfort, trasformando la Palazzina da spazio di rappresentanza venatoria a dimora funzionale e privata. Margherita utilizza assiduamente Stupinigi fino al 1919, quando la dimora viene dismessa dalla Real Casa e ceduta allo Stato con l’obiettivo di istituire il primo Museo dell’Ammobiliamento in Italia, realizzato poi nel 1926 dopo il passaggio all’Ordine Mauriziano.
Il progetto “Margherita. Un secolo di storia”: la mostra e il cioccolatino-perla
Parte da qui il progetto trasversale Margherita. Un secolo di storia, sviluppato grazie alla collaborazione con il MAUTO – Museo Nazionale dell’Automobile, collezionisti privati e anche realtà non solo culturali. Stiamo parlando del Museo del Cioccolato e del Gianduja “Choco-Story Torino”, ideatore dell’evento speciale Le Perle della Regina: un cioccolatino realizzato dalla storica pasticceria Pfatisch che celebra la regalità e la tradizione piemontese con un cuore di nocciola Piemonte IGP, avvolto da un delicato guscio di cioccolato bianco, lucido e perlaceo, che richiama le preziose collane amate dalla sovrana. Cuore culturale del programma è, invece, la mostra Sulle strade della Regina. Alle origini dell’automobile moderna, in programma dal 5 marzo al 28 giugno 2026 nella Citroniera di Ponente, realizzata in collaborazione con il MAUTO. Undici automobili originali di fine Ottocento e inizio Novecento, affiancate da nove carrozze storiche provenienti dalla prestigiosa collezione privata Nicolotti Furno, raccontano un momento di svolta: quando cavalli e motori condividono le stesse strade. Un tema che riflette perfettamente la figura di Margherita, sospesa tra tradizione ed entusiasmo per l’innovazione: lei stessa aveva la patente di guida e possedeva una scuderia di tredici automobili.
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Il percorso “Le stanze di Margherita”: la Regina “interior designer”
Accanto alla mostra, il percorso Le stanze di Margherita accompagna i visitatori negli ambienti dell’Appartamento di Levante e in altri spazi della Palazzina, mettendo a confronto fotografie storiche e ambienti attuali. Ne emerge il ritratto di una Regina “interior designer” di quella che per lei, tra il 1901 e il 1919, diventa una residenza di villeggiatura: ne rivisita gli ambienti con ogni comfort (dalla corrente elettrica ai servizi igienici), accosta arredi barocchi, con un amore particolare per le opere di Piero Piffetti, e moderni arredi in giunco, fantasie di pizzi, ricami, piume e grandi piante esotiche. Ogni allestimento viene fotografato e pubblicato poi sulle riviste dell’epoca come esempio di stile, innovazione e cultura dell’abitare. Il tutto si conclude con la rievocazione storica I giorni di Margherita, in programma il 20 e 21 giugno 2026, evento diffuso, a cura de Le vie del tempo, che restituisce atmosfere, gesti e presenze del primo Novecento.
Claudia Giraud
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