Ottobrata romana con mostre e arte: arrivano Inferno e Tre stazioni per Arte-Scienza

Un ricco calendario di mostre per l’ottobre della Capitale. Ecco quali sono quelle da non perdere

L’Ottobrata romana è già iniziata, mentre il Tevere si tinge dei colori autunnali la città presenta un ricco calendario di mostre ed eventi. Da Inferno curata da Jean Claire alle Scuderie del Quirinale alle Tre stazioni per Arte-Scienza a Palazzo delle Esposizioni, dalle nuove mostre al Macro a Dora Garcia al Mattatoio. Ecco gli appuntamenti da non mancare.

-Giorgia Basili

1. TRE STAZIONI PER ARTE-SCIENZA A PALAZZO DELLE ESPOSIZIONI

Installation View, Tre Stazioni Arte-Scienza

Una triplice mostra per gli amanti delle scienze che porta i riflettori su numerose scoperte, iniziative, primati della città, spesso completamente trascurati dal grande pubblico. Ti con Zero richiama con il titolo ad un racconto di Italo Calvino pubblicato nel 1967, una notazione matematica che indica l’istante iniziale di osservazione di un fenomeno da cui scaturiscono infinite possibilità. Gli artisti, accostandosi ad esperti delle scienze e partendo da ricerche con dati e risultati comprovati, portano la singolarità del loro pensiero, scavalcando la realtà verso prospettive future, utopie e distopie: nomi come Tacita Dean, Agnes Denes, Antony Gormley, Pierre Huyghe, Ryoji Ikeda, Giuseppe Penone, Rúrí e Sissel Tolaas, sono in dialogo con una selezione di artisti di una generazione più giovane, tra cui Dora Budor, Revital Cohen, Alexandra Daisy Ginsberg, Adelita Husni-Bey, Daniel Steegman Mangrané, Richard Mosse, Rachel Rose e con alcuni famosi artisti del passato, come Alighiero Boetti, Gino De Dominicis, Albrecht Dürer, Nancy Holt, Gustav Metzger, Roman Opałka, Robert Smithson e Rudolf Steiner. Incertezza. Interpretare il presente, prevedere il futuro cuce un percorso in 7 sezioni in cui si dimostra come l’incertezza può essere sprone e non freno per raggiungere risultati epocali: Misurare l’incertezza; La logica del caso con gli scritti di Galileo sul gioco dei dadi ela macchina di Galton; Incertezze fondamentali con un’installazione immersiva di Dotdotdot; Caos; Simulare e prevedere; Persone e Dati; Futuri cosmici. Al piano superiore un affondo storico offre una panoramica dei tracciati avanguardisti della città: La scienza di Roma. Passato, presente e futuro di una città. Un’enorme zanna di Mammut, un cranio di Saccopastore, telescopi usati per l’osservazione delle stelle da Angelo Secchi, i manoscritti di Galileo Galilei, tantissime discipline scientifiche che trovano a Roma pane per i propri denti: aerospazio, agronomia, antropologia, astronomia, biologia, chimica, fisica, matematica, medicina, scienze della Terra. 

Tre stazioni per Arte-Scienza
Dal 12 ottobre 2021 al 27 febbraio 2022
Palazzo delle Esposizioni
https://www.palazzoesposizioni.it/

2. L’INFERNO DALLA DIVINA COMMEDIA ALLE SCUDERIE DEL QUIRINALE

Una parabola discendente nei Gironi Infernali, ripercorrendo i passi di Dante e dei suoi incontri con i dannati. L’esposizione ha l’obiettivo di raccontare attraverso delle opere iconiche la persistenza dell’immaginario della dannazione dal Medioevo alla nostra epoca. Lo fa scomodando il modello della Porta dell’Inferno, impresa scultorea rodiniana, che è giunta da Parigi all’Urbe con un trasporto speciale che è stato persino filmato. L’esposizione inaugurata il 15 ottobre intende celebrare l’anniversario dei 700 anni dalla morte di Dante Alighieri ma lo vuole fare in maniera spettacolare e richiamando un vasto pubblico, attirato da nomi ormai familiari internazionalmente, sono più di 200 opere provenienti da più di 80 diverse istituzioni o collezioni private: Beato Angelico, Botticelli, Bosch, Bruegel, Goya, Manet, Delacroix, Rodin, Cezanne, von Stuck, Balla, Dix, Taslitzky, Richter, Kiefer. Per le prime settimane sarà anche possibile ammirare la Voragine infernale di Sandro Botticelli, in prestito dalla Biblioteca Apostolica Vaticana. Un’intera sezione sarà dedicata al corrispettivo in terra delle pene e del dolore inflitto ai dannati, scenari di guerra, disperazione, alienazione e massacri.

Inferno
di Jean Clair
15 Ottobre 2021 – 9 Gennaio 2022
https://www.scuderiequirinale.it

3. DORA GARCIA AL MATTATOIO DI TESTACCIO

Dora García, Two Planets Have Been Colliding for Thousands of Years Credits © Dora García & Isabelle Arthuis Photo Isabelle Arthuis

Dora García è un’artista, insegnante e ricercatrice che vive e lavora a Barcellona e Oslo. La mostra Conosco un labirinto che è una linea retta è il quarto capitolo del programma triennale curato da Angel Moya Garcia, Dispositivi sensibili, che intende veicolare e focalizzarsi sulle diverse sfaccettature delle pratiche performative contemporanee. Dopo le personali di Andrea Galvani, Luigi Presicce, Prinz Gholam è il turno della García, la quale si concentra sull’idea di evento, durata e ripetizione nei Padiglioni 9A e 9B che diventano i due doppi, riflessi di natura psicoanalitica: mentre il primo ospita il video Segunda Vez, che parte dalla figura di Oscar Masotta, teorico dell’avanguardia argentina dagli anni ‘50 agli anni ’70 le cui idee partono si improntano su psicoanalisi lacaniana, politica e arte (happening e dematerializzazione), il secondo padiglione è dedicato all’azione performativa. Tutto il progetto vuole evidenziare come sia arduo distinguere i tre regni della soggettività (che ripropongono i registri dello psichico lacaniano: simbolico, immaginario e reale) se si vuole presentare un mondo oggettivo. Dora Garcià incentra la sua ricerca su considerazioni legate alla lingua, alla letteratura, a traduzione e inconscio, come queste convergono a impattare e modificare le costruzioni sociali e l’identità:“La verità sull’immaginazione è svelata: noi viviamo di essa. Le convenzioni sociali, le identità, la storia, qualsiasi fatto noi riteniamo oggettivo, è in realtà arrangiato dalla tessitura dell’immaginazione”. Il progetto prende il titolo e l’ispirazione dal racconto Tlön, Uqbar, Orbis Tertius di J. L. Borges.

Dora García | Conosco un labirinto che è una linea retta
7 ottobre 2021 – 9 gennaio 2022
https://www.mattatoioroma.it/mostra/dora-garcia-conosco-un-labirinto-che-e-una-linea-retta

4. FORE-EDGE PAINTING: UNA MOSTRA DOPPIA TRA IL MACRO E LA BIBLIOTECA HERTZIANA

Fore-edge Painting

Fore-edge Painting con Tauba Auerbach, Kerstin Brätsch, Cansu Çakar, Enzo Cucchi, Camille Henrot, Victor Man, Andrea Salvino, Andro Wekua è un’esposizione che si confronta con l’editoria e con la tradizione da parte degli artisti di decorare il taglio dei libri (fore edge) con le loro proposte immaginative, illustrazioni accurate e dipinti concepiti ad hoc per essere ammirati a volume chiuso. Quest’usanza ha preso piede nel Medioevo perché i volumi venivano conservati e disposti orizzontalmente. 8 artisti sono stati chiamati a offrire la loro versione contemporanea di questa pratica. Enzo Cucchi crea così due ventri in ceramica, Kerstin Brätsch interviene sul taglio del Libro rosso dello psichiatra Carl G. Jung e sulla Divina Commedia illustrata da William Blake e rimasta, nella raccolta, incompleta; Cansu Çakar ha inserito i suoi disegni sulla raccolta Gizli İlimler Hazinesi (Il tesoro delle scienze occulte) per criticare la faziosità che si insidia nel processo di modernizzazione in Turchia; Camille Henrot dipinge il taglio di alcuni volumi del Dizionario Enciclopedico Italiano; Victor Man sceglie la Gerusalemme liberata di Torquato Tasso; Andrea Salvino propone due interventi, Intérieur dun couvent è ispirato ad un film di Walerian Borowczyk del 1978, che appartiene al cinema erotico anni Settanta; Andro Wekua infine crea un’interpretazione personale e sinergica con un catalogo del pittore primitivista georgiano Niko Pirsomani (1862–1918).

28 settembre 2021 – 23 gennaio 2022
MACRO e Bibliotheca Hertziana
https://www.museomacro.it/it/studio-bibliografico/fore-edge-painting/

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Giorgia Basili
Giorgia Basili (Roma, 1992) è laureata in Scienze dei Beni Culturali con una tesi sulla Satira della Pittura di Salvator Rosa, che si snoda su un triplice interesse: letterario, artistico e iconologico. Si è spe-cializzata in Storia dell'Arte alla Sapienza con una tesi di Critica d'arte sul cinema di Pier Paolo Pasolini, letto attraverso la lente warburghiana della Pathosformel. Collabora con diverse riviste di settore prediligendo tematiche quali l’arte urbana e il teatro, la cultu-ra e l’arte contemporanea nelle sue molteplici sfaccettature e derive mediali. Affascinata dall’innesto del visivo con la letteratura, di tea-tro e mitologia, si dedica alla scrittura di poesie per esprimere la propria sensibilità e il proprio pensiero estetico-critico su ciò che la circonda.