È morto Enrico Lombardi, il gallerista che ha attraversato la storia dell’arte tra Roma e Milano

Fondatore della Galleria Lombardi nel 1977, ha contribuito a tramandare una tradizione familiare radicata nel sistema artistico romano, capace di guardare alla pittura del Novecento e di dialogare con il contemporaneo


Si intreccia con una vicenda familiare che, a partire dagli Anni Sessanta, ha attraversato e segnato a Roma la storia della pittura e dei suoi protagonisti, l’attività di Enrico Lombardi. Scomparso il 16 ottobre 2026, il gallerista, nato a Roma nel 1955, ha dedicato quasi cinquant’anni della propria vita all’arte, alla valorizzazione degli artisti e alla promozione della cultura, contribuendo con passione e competenza alla vita artistica della Capitale. Con la sua scomparsa viene a mancare un uomo dallo sguardo autonomo, capace di sottrarsi alle semplificazioni del mercato, distinguendosi per la profondità delle conoscenze, l’indipendenza delle scelte e il rapporto diretto con gli artisti. A ricordarlo è Lorenzo Canova, che restituisce tramite il suo profilo Facebook ufficiale il profilo professionale di Lombardi e, soprattutto, la qualità umana di una persona considerata amica.

Enrico Lombardi e la storia di famiglia nel sistema dell’arte romano

Già negli Anni Sessanta la famiglia Lombardi era presente nella scena artistica romana con la Galleria La Vetrata, fondata dal fratello Roberto Lombardi, e la Galleria Nuovo Vertice, guidata dal padre Osvaldo Lombardi. Poi, nel 1977, Enrico Lombardi apre a Roma la Galleria Lombardi, inaugurata nella storica sede di Via del Babuino 70, dando forma a un progetto autonomo all’interno di una tradizione già consolidata. L’attività espositiva prende avvio nel campo della grafica internazionale, con mostre dedicate a Giorgio de Chirico, Pablo Picasso e Wifredo Lam, accanto a opere di maestri come Lucian Freud e ai protagonisti del Surrealismo. Parallelamente cresce l’interesse per la pittura italiana e si consolidano i rapporti con artisti come Renato Guttuso, Fausto Pirandello, Ennio Calabria e Renzo Vespignani. Dalla metà degli Anni Ottanta, Lombardi sceglie di dedicarsi interamente alla pittura, concentrando la propria ricerca sulla Scuola Romana, sui grandi interpreti del Novecento e sulle nuove generazioni. Accanto all’attività espositiva, Lombardi partecipa attivamente alla vita culturale romana attraverso l’impegno nell’ARGAM e nelle associazioni di categoria, favorendo il confronto tra artisti, critici e operatori del settore. Insieme a Luigi Martini, Enrico Crispolti, Ennio Calabria e Guido Strazza dà vita all’associazione Roma per l’Arte, prendendo parte al dibattito culturale e alle iniziative di una stagione particolarmente significativa per la città. In rappresentanza dell’associazione Gallerie d’Arte Nazionale, partecipa inoltre alle audizioni presso la Camera dei Deputati dedicate alla regolamentazione del settore artistico.

Enrico Lombardi e il testimone lasciato al figlio Lorenzo

Dal 2014 la direzione artistica della Galleria Lombardi è affidata a Lorenzo Lombardi, che raccoglie il testimone della tradizione familiare e ne prosegue il lavoro. La sua attività mantiene l’attenzione sui maestri storici ma aprendosi allo stesso tempo a un panorama più ampio. Nel 2015 la galleria si trasferisce nella sede di Via di Monte Giordano 40, dove Enrico Lombardi continua a seguire progetti dedicati ai protagonisti del secondo Novecento, pur dedicandosi anche all’insegnamento. Il suo contributo resta significativo nella definizione delle strategie espositive e nell’approfondimento di percorsi artistici capaci di restituire la complessità della pittura italiana.

L’attività degli ultimi anni di Enrico Lombardi

Negli ultimi anni, Lombardi avvia inoltre una nuova stagione curatoriale, anche grazie alla collaborazione con la Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale. Tra le iniziative più importanti figura I Favolosi anni ’60 e ’70 a Milano, presentata nel 2022 all’Auditorium della Conciliazione di Roma. Nel 2024 segue Figurazione anni ’60 e ’70, ospitata ai Musei di San Salvatore in Lauro e curata insieme al figlio Lorenzo. La mostra rappresenta una sintesi del suo percorso, riportando l’attenzione su una stagione fondamentale della pittura e della scultura italiane e sulla pluralità delle esperienze figurative sviluppatesi in quegli anni. Sempre nel 2024, Lombardi segue il progetto La poetica della luce, dedicato a Riccardo Guarneri. Tra il 2025 e il 2026 contribuisce inoltre al progetto Segni dell’anima, articolato nelle mostre dedicate ad Antonio Sanfilippo e Carla Accardi, mentre nella primavera del 2026 prende parte a Mario Schifano. Io guardo. Iniziative che testimoniano la continuità del suo interesse per i protagonisti del secondo Novecento e per le diverse declinazioni della ricerca pittorica italiana. Nel novembre 2022 era stato anche protagonista di un incontro dei Martedì Critici al Pio Sodalizio dei Piceni di Roma, occasione di confronto sul suo percorso e sulla sua esperienza nel sistema dell’arte.

Il ricordo di Lorenzo Canova

Nel messaggio dedicato alla scomparsa di Enrico Lombardi, Lorenzo Canova affida a poche righe un ricordo professionale e affettivo, annunciando i funerali che si terranno lunedì 19 ottobre alle 11.30 presso la Chiesa degli artisti a Roma: “Ci ha lasciato Enrico Lombardi, un grande gallerista, intelligente e coraggioso; un gentiluomo squisito, una persona capace di guardare lontano, al di là dei banali schieramenti, innamorato della pittura e del suo mestiere. Per noi un amico che ci mancherà molto, un abbraccio affettuosissimo alla sua famiglia, il funerale si terrà lunedì 19 ottobre alle 11.30 alla Chiesa degli artisti, Santa Maria in Montesanto, a Piazza del Popolo a Roma”.

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Redazione

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