A Lodi c’è uno spazio espositivo dove le mostre non finiscono mai
È una partitura destinata a comporsi lentamente la nuova programmazione dello spazio espositivo Platea ricavato nella vetrina di Palazzo Galeano fino al 27 gennaio 2027
Visibile ventiquattr’ore su ventiquattro e affacciata direttamente sulla città, la vetrina di Platea | Palazzo Galeano a Lodi lavora dal 2020 sulla relazione tra arte contemporanea e spazio pubblico. Ma ora con la curatela di Giovanna Manzotti per la stagione espositiva 2026/2027 si inserisce una nuova modalità di interazione tra gli artisti chiamati a parteciparvi: con Fivefold Tuning le opere non sostituiscono quelle precedenti, ma si innestano su ciò che già è stato presentato, dando vita a un ambiente in continua trasformazione dove ogni nuovo intervento riscrive il significato dell’insieme.

La programmazione 2026-2027 di Platea | Palazzo Galeano a Lodi
L’intera programmazione prende avvio dall’intervento permanente di Liliana Moro, figura centrale della ricerca artistica italiana e non solo, chiamata a stabilire le note della partitura che andrà componendosi fino al 27 gennaio 2027. | senza | soluzione di continuità è infatti l’opera destinata ad accogliere tutte le successive. L’artista interviene sulla natura stessa della vetrina di Platea, rivestendone completamente le pareti con superfici specchianti per far si che l’ambiente assorba continuamente la vita della piazza. Al centro di questa architettura compare poi un tubo verticale giallo, apparentemente privo di funzione, che nelle ore notturne si attiva lasciando scorrere un sottile filo d’acqua da un piccolo ugello verde. Il richiamo all’Adda introduce una componente sonora quasi impercettibile, capace di accompagnare il ritmo della piazza e di trasformare la permanenza davanti alla vetrina in un’esperienza fatta di riflessi, rumori e attese.

L’intervento di Lorena Bucur da Platea | Palazzo Galeano a Lodi
Così, dopo l’intervento di Federica Balconi, Fivefold Tuning prosegue con Lorena Bucur, seconda artista emergente chiamata a confrontarsi con un ambiente già abitato da altre ricerche. Con Resto poco, torno presto Bucur sceglie di lavorare su ciò che normalmente passa inosservato: interviene sui piedritti in pietra posti ai lati della vetrina e sull’architrave interno della porta scorrevole, trasformando i marginali dettagli architettonici nella struttura portante del proprio lavoro. L’opera si sviluppa così sulla soglia, in quello spazio ambiguo che separa e insieme mette in relazione l’interno dell’esposizione con la città.

La ricerca di Lorena Bucur
Il materiale scelto è il cemento, da sempre al centro della sua ricerca, utilizzato come superficie capace di trattenere il tempo. Su questi elementi Bucur imprime fotografie realizzate durante un periodo di residenza nel territorio lodigiano: immagini che non si offrono come documentazione del paesaggio bensì come tracce fragili, destinate a consumarsi insieme alla materia che le ospita. La memoria diventa così qualcosa di fisico, soggetto all’erosione, proprio come gli edifici e gli spazi urbani da cui proviene.
La ricerca dell’artista ruota infatti attorno alla trasformazione delle immagini in oggetti e superfici che incorporano il passare del tempo. Cemento, tessuto e fotografia convivono in lavori che non aspirano alla conservazione ma accettano il logoramento come parte stessa della propria esistenza. Anche a Platea l’opera sembra già appartenere al luogo che la ospita, come se fosse sempre stata parte dell’architettura e allo stesso tempo destinata a modificarsi insieme a essa. Sarà poi lo stesso principio a guidare anche i successivi interventi di Diana Lola Posani e Andrea Di Lorenzo, chiamati nei prossimi mesi a proseguire questa partitura collettiva. “In questo modo Platea diventa un luogo di relazione, un corpo che riflette e accoglie, capace di attivare un dialogo continuo con la città e con chi la attraversa. Gli artisti invitati entrano in ascolto di questa condizione, confrontandosi con uno spazio che amplifica riverberi, forme e suoni, e che si costruisce nel tempo attraverso una dinamica condivisa”, conclude Manzotti.
Caterina Angelucci
Platea | Palazzo Galeano – Fivefold Tuning
Fino al 27 gennaio 2027
Corso Umberto I, Lodi
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